Massomafia, Piromalli e Sudamerica. E la loggia di Gioiosa Ionica

Massomafia, Piromalli e Sudamerica. E la loggia di Gioiosa Ionica

Fonte: http://www.gazzettadelsud.it/news/calabria/264685/la-massomafia-i-piromalli-e-il-sud-america.html

Massomafia, banchieri corrotti, professionisti legati a doppio filo con le cosche, trafficanti di droga e società create in America latina per nascondere i soldi della ‘ndrangheta. Le ultime dichiarazioni del collaboratore di giustizia di Gioia Tauro Marcello Fondacaro sono di quelle che fanno saltare dalle sedie gli inquirenti. L’ultimo verbale di dichiarazioni rilasciate alla Dda di Reggio Calabria dal medico gioiese, l’11 ottobre scorso e acquisite nell’ambito del processo “Atlantide”, è pieno di nomi e date, collegamenti più o meno inquietanti tra il mondo della massoneria e quello della ’ndrangheta. Al centro di questo intreccio di relazioni “pericolose” ci sarebbe l’avvocato Giuseppe Luppino, finito in carcere qualche settimane fa insieme a Gioacchino Piromalli detto l’avvocato nell’operazione “Metauros”.

Avvocato al servizio del clan

«Una volta la mese – racconta Fondacaro – Albanese Ringo (cognato di Mommino Albanese) veniva trasferito al carcere di Reggio Calabria e faceva i colloqui con i suoi familiari che portavano le ambasciate di Micu e Mommo Molè. Fu lui a dirmi che Luppino era il “ponte economico” dei Piromalli-Molè, avendo costituito credo in un paese dell’America Latina delle società e su dette società trasferiva i soldi dei Piromalli e dei Molè (perché all’epoca i rapporti tra le due ’ndrine ancora erano buoni). Che Luppino fosse uomo dei Piromalli me lo disse anche Pisano Salvatore (rosarnese conosciuto in carcere da Fondacaro, ndr). Per altro Luigi Sorridenti, tempo prima, me lo presentò a casa sua (credo inizio anni 90-91) in occasione della candidatura di Luppino, come “uomo dei Piromalli” e la cui elezione era voluta da Pino Piromalli detto Facciazza. I Piromalli portavano Luppino, mentre i Molè con Pietro Mesiani sostenevano Cento nella lista c’era pure Fabio Condello».


’Ndranghetisti massoni

C’è un livello superiore, però, di cui parla Fondacaro: è quello che lega settori della massoneria “deviata” alla ’ndrangheta. «Successivamente – spiega il collaboratore – andai con Sorridenti a casa di Luppino per discorrere di una riunione massonica nella locride che era proiezione della P2, presieduta da Giuseppe Strangi, suocero di Ninello Piromalli, figlio di Gioacchino classe 1934. Io e Luppino eravamo “massoni” e “massone” era Luigi Sorridenti. Preciso che io non appartenevo alla massoneria “deviata”. Io ero iscritto a Roma presso la Giustinianea, mentre loro facevano parte di una branca della P2 che si rifaceva al Gran Maestro Licio Gelli».

Luppino, Piromalli e il don

«Nella massoneria c’era la ‘ndrangheta», sostiene Fondacaro. «Tramite Luppino – aggiunge – seppi che anche Gioacchino Piromalli detto l’avvocato era nella massoneria della Locride». Questa loggia è segreta ma si rifà allo stesso Grande Oriente di tutti i massoni. Ne faceva parte anche don Stilo, deceduto. Incontrai Luppino e don Stilo a Roma per riunioni massoniche». Don Giovanni Stilo era il parroco di Africo Nuovo arrestato nel 1984 per associazione mafiosa e prosciolto da ogni accusa dopo 11 anni. «Luppino dovrebbe essere negli elenchi della loggia di Gioiosa Jonica – sottolinea il collaboratore. Solo Bisi può fornire l’elenco. Ma sono certo che Luppino ne faccia parte. Anche il massone Fausto Saffioti di Gioia Tauro mi confermò che Luppino ne faceva parte».