Il Kaulonia Tarantella Festival, il consiglio sulla rupe Maietta e il ballo sulle macerie

Il Kaulonia Tarantella Festival, il consiglio sulla rupe Maietta e il ballo sulle macerie

di Werner Wies

In qualità di persona direttamente interessata, vorrei cogliere l’occasione per tentare un’analisi del passato consiglio comunale (25.08.2025) sul tema Rupe Maietta, iniziando con il mio intervento (vede anche il video sotto allegato, minuto 23:00):

“Buonasera … scusate i miei vestiti sporchi, ma sono appena tornato  dal lavoro. Ho liberato un’altra volta l’ascesa del parcheggio dai sassi caduti … là dovete intervenire subito, perché il manto stradale è completamente consumato. È un pericolo incalcolabile per persone e macchine. Ho tolto anche qualche bottiglia di birra che hanno dimenticato i ballerini per la pace.

A proposito, sentite … il ballo sulle macerie è finito … i tamburelli zitti  … i proclami di pace, i fischi delle zampogne … si stanno perdendo in lontananza.

È tornato in questa piazza il grido di morte del nostro apprezzato ma dimenticato quartiere Giudecca con il suo simbolo dell’autodistruzione cauloniese, la Rupe Maietta!

Ho letto il verbale del Commissario di Governo dell’8 aprile 2025, e questa testimonianza vergognosa di un fallimento totale sta togliendo a me, abitante temporaneo di questo quartiere, l’ultima scintilla di speranza che il cantiere della Rupe andasse a buon fine e che noi abitanti un giorno troveremo la pace.

Lì il lavoro è di nuovo fermo da tre settimane e Lei, Signor Sindaco, non è nemmeno in grado di garantire aggiornamenti regolari su un cantiere di importanza vitale per tutto il Centro Storico. Esiste solo un’arroganza politica che, con la scusa di problemi troppo complessi e burocratici, non ritiene necessario – o utile – informare in modo regolare, chiaro e comprensibile.

Ma questo dovrebbe essere il pane quotidiano di un rappresentante del popolo!

Allora, per cortesia Signor Sindaco, spiega la burocrazia e presenta il suo piano per contrastare questo “fenomeno”,

spiega la complessità e la protrazione del cantiere Rupe Maietta,

spiega se la Piazza del Carmine avrà un futuro sotto un governo Meloni che ha deciso per motivi economici la lenta morte dei borghi, da leggere nero su bianco nel Piano Nazionale per le Aree Interne. Un governo a cui appartiene anche il partito del sindaco e della maggior parte della sua giunta.

Spiegate allora, cari azzurri qui presente e più conosciuti per i vostri giochi per il piccolo potere che per una politica successiva e sostenibile per il bene comune, spiegate a che parte state, a quella dei traditori del nostro patrimonio o alla parte di questo Centro Storico e di questo stimabile quartiere Giudecca con la Rupe Maietta e con la sua gente!

Spiegate, come intendete mettere in sicurezza tutto il corso della Rupe del Centro storico, dove il teatro, la casa di Tonino e Alessandra, la casa di Rosa, la casa di Cetta e Salvatore, la casa di Mimmo e Santina, la casa di Anna, la casa di Ilario e Concetta, come tanti altri e ahimè anche la Porta Amusa, proprio lì sotto i vostri occhi, rischiano di cadere!

Spiegate come si presenterà tutta la Rupe in futuro, dalla Chiesa dell’Immacolata fino al castello!

Spiegate se la Chiesa dell’Immacolata può ancora essere protetta dal crollo finale e se la strada di costruzione può finalmente diventare un’alternativa permanente alla rovinosa salita e discesa di Via Sant’Antonio.

Spiegate quando riprenderà il lavoro e quando l’opera sarà finita, perché con ogni fermata dei lavori cresce il rischio di danni irreparabili!

Per finire:

Qualche mese fa è nata nel nostro quartiere la “Comunità Giudecca/Rupe Maietta”. Non l’abbiamo fondata in una seduta inaugurale, non l’abbiamo fondata parlando, l’abbiamo fondata lavorando per il nostro quartiere con la pala, la scopa e la carriola in mano. Una comunità di cui l’unico decoro è il lavoro per il proprio quartiere, che stiamo portando sulle nostre spalle, nelle nostre menti e nei nostri cuori!

Qui vogliamo vivere e non vegetare e quel posto vogliamo lasciare ai nostri figli e nipoti come luoghi degno d’essere vissuti! Allora incominciate finalmente anche voi a trasformare le vostre parole – altrimenti vane – in azioni visibili e sostenibili per il benessere del paese e non dimenticate mai che noi abitanti abbiamo diritti e che i cittadini sono il vostro datore di lavoro!

Per questo, caro Sindaco, ora le consegno questa pala della nostra comunità e la prossima volta che c’incontreremo per sentire  spiegazioni sullo stato dei lavori, voglio vedere calli alle sue mani.

Buon lavoro!”

Va detto subito che il sindaco non ha dato nessuna delle spiegazioni da me richieste nel corso dell’incontro, che è durato più di tre ore. Dopo il mio intervento, c’è stato un altro, che soprattutto lasciava capire che non si poteva dare tutta la colpa al sindaco per la fermata dei lavori. Non si sa se la persona si riferisse al mio contributo o a quello precedente della minoranza. Ciò che è significante, tuttavia, è che rafforza l’atteggiamento del Sindaco, ben visibile in ogni dibattito pubblico, di presentarsi come vittima delle critiche invece di svolgere il suo ruolo di rappresentante dei cittadini. In nessun momento l’ho dipinto come colpevole, ma piuttosto ho preteso da lui delle spiegazioni. Ma, summa summarum, ha risposto a nessuno dei cittadini intervenuti.  Nemmeno il cittadino che ha dichiarato di non poter più sopportare l’indifferenza della politica caulonese e di stare pensando di voltare le spalle a Caulonia era stato in grado di guardarlo negli occhi e rispondere.

E così il direttore del cantiere (ha fatto notare chiaramente al sindaco che poteva spiegare solo le circostanze tecniche, ma non i problemi politici e amministrativi), Luana Franco  l’ex sindaco Belcastro, e alcuni del pubblico hanno cercato di dare luce alle tenebre, ma alla fine non ci sono riusciti perché un sindaco, presente solo fisicamente, ha spento la luce rimanendo ostinatamente in silenzio su tutto, incarnando così letteralmente la burocrazia che alla fine porta al fallimento di ogni progetto, invece di spiegarla e di opporsi ad essa con l’aiuto dei cittadini. Ma questo avrebbe significato ammettere le proprie debolezze (cosa che non è in grado di fare) e opporsi al sistema di cui fa parte anche il suo partito e di cui lui dipende.

In questa seduta c’era tutto ciò che rende la democrazia ciò che è, la volontà di essere coinvolti, gli interventi fondati del pubblico e anche le emozioni.

Invece, lui e tutta la sua giunta sono rimasti seduti sulla loro fila di sedie con sguardi pietrificati, a volte indifferenti e, ahimè, anche inermi. La condizione dell’essere inerme invece non è nulla di condannabile, tra l’altro, cari politici, dovete solo spiegarla e cercare di superarla con l’aiuto dei cittadini. Ma il sindaco, in particolare, è sembrato impreparato, completamente fuori posto e costernato e, cosa più spaventosa, privo di qualsiasi emozione umana. Il suo unico intento, come in tantissime  sedute passate del consiglio comunale, è stato quello di umiliare l’opposizione (ancora una volta molto ben preparata), basandosi sul suo detto preferito “Luana, potresti essere mia figlia”. Soprattutto a questo punto mi chiedo dove in generale a Caulonia sia la protesta dei giovani, perché quello che il sindaco e il suo vice dicono a intervalli regolari è un tentativo sistematico di negare ai giovani qualsiasi maturità politica, che invece Luana Franco in particolare dimostra quotidianamente. Da dove vengo io, un giovane politico del suo calibro sarebbe già da tempo impegnato in posizioni politiche di responsabilità. È coraggiosa, si interessa ai suoi concittadini e serve con passione ed intelligenza sociale alla res publica (la causa del popolo). Non chiedo di tifare per Luana Franco. Ma com’è importante che p.e. una Consulta Giovanile onori la memoria di Falcone e Borsalino è altrettanto importante riconoscere che questi due hanno contato sul cambiamento sociale, che può essere portato avanti solo da una gioventù, sicura di sé e politicamente attiva. Una gioventù che deve resistere attivamente al fatto di non essere presa sul serio, come sta accadendo attualmente a Caulonia in quasi ogni consiglio comunale nei confronti della minoranza.

Tutto in tutto, questo Sindaco non sembra capire cosa significhi cooperazione politica in tempi di grande necessità, poiché rifiuta categoricamente qualsiasi proposta dell’opposizione. Ascoltare, riflettere, agire in modo adeguato e creare comunità per il sindaco di Caulonia sembra essere un mondo strano. Cosi alla minoranza rimane soltanto di chiedere l’aiuto del prefetto di Reggio Calabria per accelerare e sorvegliare la causa Rupe Maietta.

Noi abitanti siamo felici di qualsiasi mezzo per invertire la rotta di un’opera vergognosamente povera e pericolosamente lenta.

Verso la fine dell’evento, ha preso la parola il Vicesindaco e Assessore della Cultura (vede anche il video sotto allegato, minuto 2:37:30). Retrospettiva, autocelebrazione, niente illuminante sull’attuale situazione ma un attacco a colui che aveva etichettato il suo amato festival come un “ballo sulle macerie”. Sapevo che la mia provocazione avrebbe suscitato una reazione. Ma non era né il momento né l’occasione giusta per dargli la soddisfazione di una risposta dettagliata sul fatto che il destino del KTF è strettamente legato a quello della Città Bassa del Centro Storico anche chiamata “djusu”. Non gli è piaciuto nemmeno il fatto che io abbia parlato delle nostre pulizie delle vie su Facebook, visto che lui stesso, che pulisce sempre dintorno a casa sua, non ha mai avuto bisogno di celebrarsi in Facebook. Sembrava non voler riconoscere o nascondere la sua vergogna per il fatto che io avevo usato i social media non per celebrarmi ma per creare una nuova comunità attiva nel nostro quartiere e che questa comunità non avesse pulito “dintorno a casa mia” ma un’area di circa 20.000 m² del nostro quartiere e che avevamo sostenuto in modo significativo il Comune che un tale servizio pubblico da anni rifiuta! Non sarebbe stata opportuna una parola di ringraziamento? O forse l’assessore era incazzato perché solo al sindaco era stata consegnata una pala e non anche a lui?

A questo punto mi è bastato lanciare un capriccio e gridare attenzione alla paura di chi ogni giorno è circondato dalle macerie e rischia di perdere tutto. Neanche questo poteva sciogliere il pezzo di ghiaccio che si chiama “giunta”.

E anche se condivido pochissimo del suo intervento, devo ringraziare l’assessore della cultura che in questa seduta è stato l’unico della giunta a mostrare un po’ di emozione umana e con il quale era stato possibile parlare anche dopo l’incontro. Sono quindi certo che ci sarà ancora occasione di parlare con lui anche di questioni fondamentali riguardando il KTF. Me lo auguro.

Per capire meglio: Immaginate,  cari lettori, il KTF come un corpo. La testa collegata al busto (la parte “susu”) proclama messaggi musicali di pace e si muove ritmicamente sui suoni della tarantella e il culo e le gambe spezzate (la parte “djusu”) rimangono incastrati nel degrado di un quartiere trascurato, dove nessuno trova pace, come, lontano eppure così vicino, alla ignorata Striscia di Gaza, cos’è se non “ballo sulle macerie”?!

Non è vero, caro assessore, che vogliamo danneggiare il festival. Se avesse letto bene i miei interventi su Facebook, non le sarebbe sfuggita la parte in cui scrivo che abbiamo volutamente scelto il momento di pulire il nostro quartiere per lasciare un’impressione piacevole del nostro quartiere agli ospiti del KTF. Esiste un modo più chiaro per esprimere la nostra sensibilità per il KTF?

Non vogliamo danneggiare il festival, ma l’ignoranza che contribuisce alla crescente distorsione della cultura della tarantella, al fatto che non si riesca a trarre lezioni dal festival e che questo non porti a miglioramenti sostenibili per Caulonia e che per 4 giorni i nervi dei residenti vengano calpestati invece di essere ascoltati e compresi (mia moglie, Caterina,  ve lo ha detto chiaramente nella sua risposta). Se il festival fosse di importanza fondamentale per Caulonia e meno abusato come macchina di propaganda politica, mi piacerebbe e voi lavorereste per il nostro paese al ritmo della tarantella e non al ritmo di un becchino!

Dopo l’incontro, Caterina ha cercato di invitare il sindaco a fare un giorno una passeggiata con noi nel quartiere per mostrargli le pessime condizioni del quartiere al di là del cantiere. Lo ha fatto con il massimo rispetto ed è stata respinta da lui con le parole che poi ha usato anche per insultarmi: “Non parlo con gli scostumati”. Caterina è rimasta molto turbata da tanta ingratitudine e disprezzo e da una mancanza di rispetto senza precedenti. Quale immagine del suo paese lascia un sindaco del genere e quale immagine danno coloro che ancora lo sostengono?

Un detto del mio Paese mi ha aiutato in questo momento di umiliazione:

Cosa importa a una quercia se un cinghiale la gratta.

Caterina e io abbiamo  finito la serata “Alle 4 Porte” vicino alla Porta Amusa … ottima pizza, bravissima gente … assolutamente consigliabile. In questa situazione di grande desolazione, siete stati come una carezza per noi … grazie mille!

Link del video: https://www.facebook.com/share/v/1BJ9BdiQbK

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