
Cristiano Fantò: “L’intervento di Giorgia Meloni dopo il bombardamento americano in Venezuela è istituzionalmente inaccettabile”
di Cristiano Fantò
Dopo il bombardamento americano in Venezuela, Giorgia Meloni ha così dichiarato:
“𝘊𝘰𝘦𝘳𝘦𝘯𝘵𝘦𝘮𝘦𝘯𝘵𝘦 𝘤𝘰𝘯 𝘭𝘢 𝘴𝘵𝘰𝘳𝘪𝘤𝘢 𝘱𝘰𝘴𝘪𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘥𝘦𝘭𝘭’𝘐𝘵𝘢𝘭𝘪𝘢, 𝘪𝘭 𝘎𝘰𝘷𝘦𝘳𝘯𝘰 𝘳𝘦𝘱𝘶𝘵𝘢 𝘤𝘩𝘦 𝘭’𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘮𝘪𝘭𝘪𝘵𝘢𝘳𝘦 𝘦𝘴𝘵𝘦𝘳𝘯𝘢 𝘯𝘰𝘯 𝘴𝘪𝘢 𝘭𝘢 𝘴𝘵𝘳𝘢𝘥𝘢 𝘥𝘢 𝘱𝘦𝘳𝘤𝘰𝘳𝘳𝘦𝘳𝘦 𝘱𝘦𝘳 𝘮𝘦𝘵𝘵𝘦𝘳𝘦 𝘧𝘪𝘯𝘦 𝘢𝘪 𝘳𝘦𝘨𝘪𝘮𝘪 𝘵𝘰𝘵𝘢𝘭𝘪𝘵𝘢𝘳𝘪, 𝘮𝘢 𝘤𝘰𝘯𝘴𝘪𝘥𝘦𝘳𝘢 𝘢𝘭 𝘤𝘰𝘯𝘵𝘦𝘮𝘱𝘰 𝘭𝘦𝘨𝘪𝘵𝘵𝘪𝘮𝘰 𝘶𝘯 𝘪𝘯𝘵𝘦𝘳𝘷𝘦𝘯𝘵𝘰 𝘥𝘪 𝘯𝘢𝘵𝘶𝘳𝘢 𝘥𝘪𝘧𝘦𝘯𝘴𝘪𝘷𝘢 𝘤𝘰𝘯𝘵𝘳𝘰 𝘢𝘵𝘵𝘢𝘤𝘤𝘩𝘪 𝘪𝘣𝘳𝘪𝘥𝘪 𝘢𝘭𝘭𝘢 𝘱𝘳𝘰𝘱𝘳𝘪𝘢 𝘴𝘪𝘤𝘶𝘳𝘦𝘻𝘻𝘢, 𝘤𝘰𝘮𝘦 𝘯𝘦𝘭 𝘤𝘢𝘴𝘰 𝘥𝘪 𝘦𝘯𝘵𝘪𝘵à 𝘴𝘵𝘢𝘵𝘶𝘢𝘭𝘪 𝘤𝘩𝘦 𝘢𝘭𝘪𝘮𝘦𝘯𝘵𝘢𝘯𝘰 𝘦 𝘧𝘢𝘷𝘰𝘳𝘪𝘴𝘤𝘰𝘯𝘰 𝘪𝘭 𝘯𝘢𝘳𝘤𝘰𝘵𝘳𝘢𝘧𝘧𝘪𝘤𝘰”.
Già da una lettura superficiale, si intuisce come la Presidente del Consiglio, in linea con Trump, utilizzi una strategia di scientifica mistificazione della realtà, facendo passare un’aggressione in piena regola per “intervento di natura difensiva”. Il tutto, adducendo la pretestuosa motivazione del pericolo rappresentato dal narcotraffico. Tra l’altro,
nel diritto internazionale la nozione di “legittima difesa” non coincide con una generica valutazione politica di opportunità, ma presuppone requisiti stringenti: l’esistenza di un attacco armato attuale o imminente, la necessità e la proporzionalità della risposta e l’immediata comunicazione al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.
Tuttavia, per comprendere pienamente la gravità delle affermazioni di Giorgia Meloni, risulta utile leggerle alla luce dell’art. 11 della Costituzione italiana, sulla quale lei e i componenti del Governo hanno prestato giuramento. L’art. 11 della Costituzione recita:
“𝘓’𝘐𝘵𝘢𝘭𝘪𝘢 𝘳𝘪𝘱𝘶𝘥𝘪𝘢 𝘭𝘢 𝘨𝘶𝘦𝘳𝘳𝘢 𝘤𝘰𝘮𝘦 𝘴𝘵𝘳𝘶𝘮𝘦𝘯𝘵𝘰 𝘥𝘪 𝘰𝘧𝘧𝘦𝘴𝘢 𝘢𝘭𝘭𝘢 𝘭𝘪𝘣𝘦𝘳𝘵à 𝘥𝘦𝘨𝘭𝘪 𝘢𝘭𝘵𝘳𝘪 𝘱𝘰𝘱𝘰𝘭𝘪 𝘦 𝘤𝘰𝘮𝘦 𝘮𝘦𝘻𝘻𝘰 𝘥𝘪 𝘳𝘪𝘴𝘰𝘭𝘶𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘦 𝘤𝘰𝘯𝘵𝘳𝘰𝘷𝘦𝘳𝘴𝘪𝘦 𝘪𝘯𝘵𝘦𝘳𝘯𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘢𝘭𝘪; 𝘤𝘰𝘯𝘴𝘦𝘯𝘵𝘦, 𝘪𝘯 𝘤𝘰𝘯𝘥𝘪𝘻𝘪𝘰𝘯𝘪 𝘥𝘪 𝘱𝘢𝘳𝘪𝘵à 𝘤𝘰𝘯 𝘨𝘭𝘪 𝘢𝘭𝘵𝘳𝘪 𝘚𝘵𝘢𝘵𝘪, 𝘢𝘭𝘭𝘦 𝘭𝘪𝘮𝘪𝘵𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘪 𝘥𝘪 𝘴𝘰𝘷𝘳𝘢𝘯𝘪𝘵à 𝘯𝘦𝘤𝘦𝘴𝘴𝘢𝘳𝘪𝘦 𝘢𝘥 𝘶𝘯 𝘰𝘳𝘥𝘪𝘯𝘢𝘮𝘦𝘯𝘵𝘰 𝘤𝘩𝘦 𝘢𝘴𝘴𝘪𝘤𝘶𝘳𝘪 𝘭𝘢 𝘱𝘢𝘤𝘦 𝘦 𝘭𝘢 𝘨𝘪𝘶𝘴𝘵𝘪𝘻𝘪𝘢 𝘧𝘳𝘢 𝘭𝘦 𝘕𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘪; 𝘱𝘳𝘰𝘮𝘶𝘰𝘷𝘦 𝘦 𝘧𝘢𝘷𝘰𝘳𝘪𝘴𝘤𝘦 𝘭𝘦 𝘰𝘳𝘨𝘢𝘯𝘪𝘻𝘻𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘪 𝘪𝘯𝘵𝘦𝘳𝘯𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘢𝘭𝘪 𝘳𝘪𝘷𝘰𝘭𝘵𝘦 𝘢 𝘵𝘢𝘭𝘦 𝘴𝘤𝘰𝘱𝘰”.
Pertanto, oltre che come “𝘴𝘵𝘳𝘶𝘮𝘦𝘯𝘵𝘰 𝘥𝘪 𝘰𝘧𝘧𝘦𝘴𝘢 𝘢𝘭𝘭𝘢 𝘭𝘪𝘣𝘦𝘳𝘵à 𝘥𝘦𝘨𝘭𝘪 𝘢𝘭𝘵𝘳𝘪 𝘱𝘰𝘱𝘰𝘭𝘪”, l’Italia ripudia la guerra anche come “𝘮𝘦𝘻𝘻𝘰 𝘥𝘪 𝘳𝘪𝘴𝘰𝘭𝘶𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘦 𝘤𝘰𝘯𝘵𝘳𝘰𝘷𝘦𝘳𝘴𝘪𝘦 𝘪𝘯𝘵𝘦𝘳𝘯𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘢𝘭𝘪”.
Ben si comprende come tale ultimo passaggio sia assolutamente incompatibile con l’idea che il Governo possa considerare legittimo una qualsivoglia azione armata finalizzata alla risoluzione di una controversia tra Stati.
Lo sancisce la nostra Carta costituzionale, ponendo un limite sostanziale che la politica non può aggirare a proprio piacimento.
L’intervento di Giorgia Meloni non è soltanto vile e servile, ma si pone in conflitto con uno dei principi fondamentali della Costituzione repubblicana, risultando giuridicamente infondato e istituzionalmente inaccettabile.
In questa vicenda, il punto non è essere pro o contro Maduro e il suo operato: si tratta piuttosto di richiamare e difendere alcuni punti cardine del diritto internazionale e nazionale, senza i quali trionferebbe la legge del più forte.
