Emigrazione ieri e oggi: una ferita che continua a segnare la Calabria

Emigrazione ieri e oggi: una ferita che continua a segnare la Calabria

di Mario Murdolo

Assisto in questi giorni alla pubblicazione di diversi articoli che lanciano un allarme sulla situazione di forte degrado e abbandono della nostra amata Calabria. Tutti, rivolgendo uno sguardo al passato, ricordano i tempi remoti in cui la nostra regione era molto fiorente, produttiva e laboriosa, e diede i natali a illustri filosofi, letterati, artisti e personalità della scienza quali Tommaso Campanella, Pitagora e Zeleuco, politico di Locri.
Però l’insensata e demolitrice azione dei governi borbonici portò all’abbandono delle fruttuose e importanti miniere della vallata dello Stilaro, nonostante da esse si estraessero i minerali per costruire le armi a Mongiana. La stessa sorte è toccata ai giacimenti di molibdeno di Bivongi, minerale molto raro, presente in pochissime località.


Un tempo eccezionale, in cui nei paesi operavano le più disparate attività artigianali, affiancate da un’agricoltura molto redditizia basata principalmente sulla produzione di ottimo vino, olio e frutta. Se pensiamo che il regime borbonico, per sua convenienza, tra l’altro aveva reso il comune di Mongiana paese di immigrazione per la forte necessità di manodopera nella fabbrica di armi, viene lo scoramento nel vedere oggi il centro delle Serre, una volta fiorente, anch’esso spopolato dall’emigrazione.
Nonostante questa nefanda azione demolitoria, penso che ci siano ancora le potenzialità per risalire la china. La collocazione geografica, che vede la Calabria bagnata da chilometri di coste ben coniugate con verdi e incontaminate colline, se sfruttata con un appropriato intervento di sviluppo turistico, sarebbe capace di attrarre molti visitatori. Un’agricoltura ammodernata ed economicamente sostenibile sarebbe, inoltre, un ottimo volano di rilancio economico.
A dire il vero, siamo molto spesso presi dallo scoramento vedendo che ancora oggi parenti e amici emigrano non trovando qui opportunità di lavoro. E, come nella prima emigrazione, anche ora partono per arricchire il Nord, dopo aver studiato qui e portando con sé il loro sapere.

Foto di Mantas Hesthaven su Unsplash

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