
Ilario Ammendolia: “Dov’è finito il finanziamento di 7 milioni di euro per la difesa di Caulonia dal mare?”
Il Sole splende di nuovo su Caulonia e mostra con chiarezza i danni lasciati dalla mareggiata e dagli smottamenti dei giorni scorsi.
Il muro paraonde sembra abbia retto. e appare come un soldato fiero di aver vinto l’ennesima battaglia.
Non è detto che, nelle condizioni attuali, possa vincere sempre.
Ma se potessi, vorrei dedicare questa “vittoria” ai tecnici che l’hanno progettato e alle maestranze che hanno lavorato. Soprattutto al geologo Iacopino che non c’è più e che, dopo aver passato la vita a studiare con competenza e serietà i fondali marini, il gioco delle correnti, la forza delle onde, ha dovuto subire il fastidioso chiacchiericcio di fondo che tanto male ha fatto e fa al nostro Paese.
Partiamo da un dato : la spiaggia di Caulonia è sottoposta ogni pochi anni a una dura prova che molti esperti riconducono alla costruzione del porto. Porto, che oggi deve essere considerato una opportunità per la Locride. I danni collaterali , non voluti e non preventivati, dovranno essere affrontati unitariamente dai comuni di Roccella e di Caulonia all’interno di una visione complessiva del nostro territorio.
Ma innanzitutto su quanto è avvenuto nei giorni scorsi è nostro dovere riflettere e arrivare a delle conclusioni politiche che appaiono irrinviabili. Non farlo sarebbe viltà.
Ma qualsiasi confronto deve partire da fatti e quindi, ancor prima, occorre avere alcune risposte.
Per esempio
Caulonia dal 2009 ha un progetto di difesa della costa che va dal torrente Amusa all’Allaro e che prevede la continuazione del muro paraonde per tutto il tratto interessato e le soffolte a mare in modo da proteggere il muro e agevolare il naturale ripascimento della spiaggia.
È valido?
In altri paesi della costa in cui sono state realizzate, le soffolte hanno dato risposte positive. Certo sarebbe stato meglio non modificare abusivamente gli equilibri naturali della costa non solo a Caulonia ma ovunque. Ma ciò lo diciamo “a posteriori” o meglio quando ” del senno del” poi” son piene le fosse”!
Il progetto ha superato l’istruttoria della Regione Calabria e, nel 2014 é stato incluso nell’elenco dei progetti da finanziare con la massima priorità.
Incluso nella graduatoria con il massimo di punteggio.
Nello stesso elenco è stato incluso il finanziamento di un progetto relativo alla rupe di Caulonia centro.
Il 26 giugno del 2019 il Ministero dell’Ambiente approva il progetto di difesa dal mare e lo finanzia per sette milioni di euro.
Inoltre sta zia circa due milioni per il Centro. (all’epoca della approvazione del progetto non c’era l’emergenza Maietta)
Il 7 luglio del 2019 il Ministero delle Finanze impegna e registra le somme. Sono passati quasi 6 anni e, credetemi, non riesco proprio a capire perché non si sono spesi quei fondi.
C è qualcosa che mi sfugge e vorrei che mi fosse chiarito.
Tra l’altro si tratta di un finanziamento “aperto” fino alla conclusione dell’opera.
Ripropongo quindi la domanda: perché I fondi a Caulonia non sono stati spesi?
Sono stati revocati? E dove è il decreto di revoca?
Sono stati “rimodulati” così come è avvenuto in altri comuni.. e dov’è la rimodulazione?
Se non si risponde a questa domanda non si può arrivare ad alcuna conclusione di carattere politico – amministrativo.
Anche perché l’interesse (o l’affetto) per il paese non è una cosa astratta ma si dimostra giorno dopo giorno con risultati (materiali e immateriali) da verificare concretamente.
I documenti relativi a tali progetti li ho dati qualche anno fa, e con la massima discrezione, a tutti coloro che ricoprono cariche a livello comunale.
Non cerco capri espiatori e se ci fossero sarebbero in molti, ma prima di andare oltre occorre chiarire questa vicenda.
Qualunque sarà la, risposta (potrebbe essere il silenzio che parla più delle parole) e da lì che bisogna ripartire. Altrimenti le parole le porterà il vento.
Ilario Ammendolia
