Luana Franco: “Il Pd calabrese si mobiliti per l’Iran libero”

Luana Franco: “Il Pd calabrese si mobiliti per l’Iran libero”

Care Democratiche e cari Democratici,
vi scrivo con il cuore in mano, togliendomi per un attimo la giacca istituzionale da consigliera comunale per parlarvi da giovane donna, da militante di sinistra e da cittadina che ha scelto, nell’urna, di darvi fiducia. Una fiducia che nasce dalla speranza di vedere in questo partito un baluardo coraggioso di diritti e libertà.

Tuttavia, vi scrivo anche con profonda amarezza.
Mentre il mondo osserva con il fiato sospeso il coraggio delle sorelle e dei fratelli iraniani, mentre una generazione si fa massacrare nelle piazze, nelle scuole e nelle università pur di urlare il proprio diritto a esistere, qui da noi tutto tace.

Se a livello nazionale la reazione del nostro partito è apparsa talvolta timida o incerta, qui in Calabria il silenzio è diventato davvero doloroso.

Sembra che la nostra regione, chiusa nelle sue dinamiche interne, sia impermeabile al dolore per quanto sta accadendo in Iran. Un’inerzia che non è solo un peccato veniale per chi si candida a guidare il progresso civile, ma rischia di diventare una colpa.
Non possiamo limitarci all’ordinaria amministrazione mentre altrove si muore per una ciocca di capelli fuori posto. Il grido “Donna, Vita, Libertà” che viene dall’Iran è una chiamata alle armi della coscienza che ci riguarda tutti.

Per questo, vi chiedo di battere un colpo.

Vi chiedo di dimostrare che il PD calabrese ha un’anima viva e pulsante, capace di indignarsi e di agire. Non bastano i comunicati stampa di rito, serve un’azione politica che lasci il segno.

La Calabria deve diventare un porto sicuro per il pensiero libero, una terra di asilo per l’intelligenza perseguitata. Non ci servono altre parole di circostanza, ma un grande evento regionale che dia voce alla diaspora iraniana e a chi porta sulla pelle i segni della repressione. Soprattutto, il PD si faccia promotore in Consiglio Regionale di atti concreti: istituiamo borse di studio e corridoi accademici per studenti e ricercatori a rischio. 

Aprire le nostre università significa salvare le loro menti e, con esse, il nostro stesso futuro.
La provincia di Reggio Calabria non può restare a guardare. Vi chiedo di mobilitare i circoli, di indire assemblee aperte, di creare momenti di ascolto. Dobbiamo spiegare alle nostre comunità cosa sta accadendo, con un calendario di iniziative diffuso. Facciamo sentire che il partito è una rete viva di solidarietà, non solo una macchina elettorale.

Dobbiamo riempire i Consigli Comunali di atti politici che sostengano “Donna, Vita, Libertà”, promuovendo gemellaggi simbolici e percorsi educativi nelle scuole.

Per quanto mi riguarda, non resterò in attesa. Sto valutando ogni strada per portare questa battaglia di civiltà anche nella mia comunità, perché credo che nessuno di noi, nel proprio piccolo, possa sentirsi esonerato dal fare la propria parte.
La nostra Calabria è terra di partenze, di emigrazione, di fatica. Sappiamo cosa significa lottare per un futuro che la propria terra nega.
Oggi, quel desiderio di futuro ha il volto delle ragazze di Teheran. Non voltiamoci dall’altra parte.
Dateci un segnale.
Dateci luoghi, date, azioni.
Dimostrateci che la vostra “timidezza” è finita e che il coraggio è ancora di casa in questo partito.
Resto a disposizione, con la passione di sempre, per costruire insieme queste iniziative.

Con speranza e spirito di lotta,

Luana Franco

CATEGORIES
TAGS
Share This