
Repubblica Bolivariana del Venezuela: “L’attacco Usa vìola la Carta delle Nazioni Unite e mette a rischio la vita di milioni di persone”
COMUNICATO REPUBBLICA BOLIVARIANA DEL VENEZUELA
La Repubblica Bolivariana del Venezuela respinge, ripudia e denuncia davanti alla comunità internazionale la gravissima aggressione militare perpetrata dall’attuale Governo degli Stati Uniti d’America contro il territorio e la popolazione venezuelana nelle località civili e militari della città di Caracas, capitale della Repubblica, e negli stati di Miranda, Aragua e La Guaira. Quest’atto costituisce una flagrante violazione della Carta delle Nazioni Unite, specialmente degli articoli 1 e 2, che sanciscono il rispetto della sovranità, l’uguaglianza giuridica degli Stati e il divieto dell’uso della forza. Tale aggressione minaccia la pace e la stabilità internazionale, in particolare dell’America Latina e dei Caraibi, e mette a grave rischio la vita di milioni di persone.
L’obiettivo di questo attacco non è altro che impossessarsi delle risorse strategiche del Venezuela, in particolare del suo petrolio e dei suoi minerali, tentando di spezzare con la forza l’indipendenza politica della Nazione. Non ci riusciranno. Dopo più di duecento anni di indipendenza, il popolo e il suo Governo legittimo rimangono fermi nella difesa della sovranità e del diritto inalienabile di decidere il proprio destino. Il tentativo di imporre una guerra coloniale per distruggere la forma repubblicana di governo e forzare un “cambio di regime”, in alleanza con l’oligarchia fascista, fallirà come tutti i tentativi precedenti.
Dal 1811, il Venezuela ha affrontato e vinto contro gli imperi. Quando nel 1902 potenze straniere bombardarono le nostre coste, il Presidente Cipriano Castro proclamò: “La pianta insolente dello straniero ha profanato il sacro suolo della Patria.” Oggi, con la morale di Bolívar, Miranda e dei nostri liberatori, il popolo venezuelano si alza nuovamente per difendere la sua indipendenza davanti all’aggressione imperiale.
Popolo in piazza
Il Governo Bolivariano chiama tutte le forze sociali e politiche del paese ad attivare i piani di mobilitazione e a ripudiare questo attacco imperialista. Il popolo del Venezuela e la sua Forza Armata Nazionale Bolivariana, in perfetta fusione popolare-militare-poliziesca, si trovano dispiegati per garantire la sovranità e la pace. Simultaneamente, la Diplomazia Bolivariana di Pace eleverà le corrispondenti denunce presso il Consiglio di Sicurezza dell’ONU, il Segretario Generale di tale organizzazione, la CELAC e il MNOAL, esigendo la condanna e la resa dei conti del Governo statunitense.
Il Presidente Nicolás Maduro ha disposto tutti i piani di difesa nazionale per essere implementati nel momento e nelle circostanze adeguate, in rigorosa osservanza di quanto previsto nella Costituzione della Repubblica Bolivariana del Venezuela, nella Legge Organica sugli Stati di Eccezione e nella Legge Organica di Sicurezza della Nazione.
In questo senso, il Presidente Nicolás Maduro ha firmato e ordinato l’implementazione del Decreto che dichiara lo stato di Commozione Esterna in tutto il territorio nazionale, per proteggere i diritti della popolazione, il pieno funzionamento delle istituzioni repubblicane e passare immediatamente alla lotta armata. Tutto il paese deve attivarsi per sconfiggere questa aggressione imperialista.
Allo stesso modo ha ordinato il dispiegamento immediato del Comando per la Difesa Integrale della Nazione e degli Organi di Direzione per la Difesa Integrale in tutti gli stati e comuni del paese.
In rigorosa osservanza dell’articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite, il Venezuela si riserva il diritto di esercitare la legittima difesa per proteggere il suo popolo, il suo territorio e la sua indipendenza. Convochiamo i popoli e i governi dell’America Latina, dei Caraibi e del mondo a mobilitarsi in solidarietà attiva di fronte a questa aggressione imperiale.
Come segnalò il Comandante Supremo Hugo Chávez Frías “davanti a qualsiasi circostanza di nuove difficoltà, di qualsiasi dimensione esse siano, la risposta di tutti e tutte i patrioti… è unità, lotta, battaglia e vittoria”.
Caracas, 3 gennaio 2025
