Rinnoviamo Caulonia: “Sull’asilo azzardo agghiacciante giocato sulla pelle dei bambini”

Rinnoviamo Caulonia: “Sull’asilo azzardo agghiacciante giocato sulla pelle dei bambini”

Siamo arrivati a un punto di non ritorno, un abisso morale che lascia sgomenti.
Non ci sono parole più tenere per definire ciò che sta accadendo a Caulonia: la politica ha smesso di essere servizio ed è diventata un azzardo agghiacciante giocato sulla pelle dei bambini.
L’asilo nido di Focà è stato riaperto con un’ordinanza del Sindaco Cagliuso, ma dietro i sorrisi di circostanza e i nastri tagliati si nasconde una verità che toglie il fiato.
Le basi minime dell’incolumità sono state sacrificate sull’altare del cinismo politico: si è deciso che un nastro da tagliare valesse più della certezza di un luogo sicuro.
Si è scelto deliberatamente di aprire le porte ai nostri figli prima di aver ottenuto l’autorizzazione al funzionamento e il titolo abilitativo antincendio.
Non stiamo parlando di una banale mancanza di “scartoffie”, ma della tutela della vita umana.
Dall’analisi dei documenti emerge una realtà inquietante.
Agli atti esiste solo un parere favorevole sulla valutazione del progetto, emesso il 20 novembre 2025 (quasi venti giorni dopo l’apertura dell’asilo), che non certifica affatto lo stato reale della struttura. Si tratta di un’approvazione “sulla carta” condizionata a prescrizioni rigorose , come la realizzazione di strutture di separazione con resistenza al fuoco R/REI 45.
La legge non ammette interpretazioni creative:
Il Comando dei Vigili del Fuoco scrive chiaramente che la Segnalazione Certificata di Inizio Attività (S.C.I.A.) deve essere presentata prima dell’inizio dell’attività.
Viene ribadito con estrema fermezza che solo la ricevuta di avvenuta presentazione della S.C.I.A. costituisce il titolo abilitativo all’esercizio dell’attività ai fini antincendio.
A Caulonia, invece, si è invertito l’ordine delle priorità: prima si festeggia, poi si rincorre la sicurezza. È un baratto indecente: la visibilità politica scambiata con l’incolumità dei bambini.
Proviamo uno sconforto profondo nel vedere il Sindaco Cagliuso e l’Assessora Antonella Ierace spingersi a tanto pur di intestarsi un risultato.
La gerarchia dei valori è stata capovolta: in una comunità civile, prima si proteggono i più fragili, poi si aprono le porte. Forzare le procedure in questo modo non è segno di efficienza, ma di una spregiudicatezza che spaventa.
Mentre in Regione si approvano norme severe per alzare gli standard di qualità, qui a Caulonia si usano scorciatoie amministrative per trasformare un dovere elementare in un trofeo elettorale.
Cosa ne pensano gli onorevoli Salvatore Cirillo e Giusi Princi di questo metodo che calpesta le stesse leggi che loro hanno scritto? E cosa ne pensa l’onorevole (nonché medico) Domenico Giannetta dell’operato della sua assessora Maria Campisi?
Chissà se gli onorevoli sanno e condividono questo modo di agire.
Non possiamo restare in silenzio di fronte a questo spettacolo desolante dove la forma vale più della sostanza e un selfie vale più di una certificazione antincendio.
Esigiamo trasparenza immediata: pretendiamo la pubblicazione del parere della Commissione tecnico-multiprofessionale, dell’autorizzazione al funzionamento e della SCIA antincendio completa di ogni ottemperanza alle prescrizioni.
Finché quei documenti non saranno pubblici, ogni vostro proclama sarà solo fumo negli occhi. La sicurezza non è uno slogan pubblicitario, è una responsabilità sacra.
Oggi, a Caulonia, quella responsabilità è stata tradita nel modo più amaro: dimenticando che i bambini non sono comparse per i vostri comunicati, ma vite da proteggere sopra ogni cosa.

Rinnoviamo Caulonia

CATEGORIES
TAGS
Share This