Venezuela: lo schifoso voltafaccia di Calenda e Renzi, le contraddizioni di Fratoianni e Conte e il servilismo di Meloni. Svetta per responsabilità il Partito Democratico

Venezuela: lo schifoso voltafaccia di Calenda e Renzi, le contraddizioni di Fratoianni e Conte e il servilismo di Meloni. Svetta per responsabilità il Partito Democratico

In seguito alla guerra mossa dal governo di Donald Trump al Venezuela, al solo fine di impossessarsi delle riserve di petrolio come dichiarato dal Presidente Usa in conferenza stampa e al sequestro del Presidente del Venezuela Nicolas Maduro, i politici italiani e i loro partiti (in molti casi partitini personali) svelano il loro vero volto.

Partiamo da Calenda, quello che in questi mesi si è battutto a sostegno dell’Ucraina contro l’illegale e imperialista invasione russa, quello che difendeva fino a ieri il diritto internazionale e la sovranità degli Stati. Tutte balle con cui Calenda ha cercato di trovare posto nella scena politica italiana, balle franate di fronte al compiacimento per il golpe americano in Venezuela. Di fronte agli Stati Uniti che invadono un Paese sovrano per Calenda non vale più il diritto internazionale, non vale più la sovranità degli Stati. Gongolando scrive: “Il rovesciamento di Maduro è una buona notizia per il popolo venezuelano afflitto da una feroce dittatura. Il modo in cui è stato fatto desta però molta preoccupazione. Ci auguriamo che la situazione trovi subito una stabilizzazione con il coinvolgimento dell’opposizione venezuelana”.

Insomma, il diritto internazionale vale se ad agire è la Russia, non vale se ad agire sono gli Usa.

Più o meno stesso voltafaccia da parte di Matteo Renzi, leader di un altro partitino personale, che scrive: “Se mi chiedete oggi un giudizio sulla vicenda Maduro non chiedetemi di essere triste: oggi il Venezuela è un Paese migliore di ieri”.

Altrettanto contraddittori, ma all’inverso, Giuseppe Conte e Nicola Fratoianni, quelli che hanno sempre votato contro le armi alla Resistenza ucraina che si difende dall’imperialismo russo. Ebbene i sostenitori della resa dell’Ucraina oggi non esitano a condannare l’imperialismo americano. Insomma, per la politica italiana c’è l’imperialismo buono e quello cattivo, in base al proprio collocamento internazionale.

Poi c’è la vergogna nazionale del governo Meloni che legittima la guerra illegale di Trump addirittura inventando una necessità “difensiva” degli Stati Uniti. Un governo senza dignità, che ha consegnato l’Italia agli Stati Uniti di cui siamo ormai servi sciocchi. I “patrioti” meloniani e salviniani sono patrioti per gli Usa, non fanno gli interessi dell’Italia.

Si distingue per chiarezza e senso di reponsabilità istituzionale il principale partito d’opposizione, il Partito Democratico, che per bocca della segretaria Elly Schlein dichiara: “”L’azione militare di Trump in Venezuela configura un’aggressione a uno Stato sovrano che viola palesemente il diritto internazionale. La nostra Costituzione è chiara: ripudia la guerra come strumento per regolare le controversie”. “«L’attacco militare di Trump non ha alcuna base legale e rischia di legittimare altre azioni unilaterali che possono generare ulteriori conflitti e caos a livello regionale e globale – l’avvertimento di Elly Schlein – il diritto internazionale non è un menù à la carte, i principi della Carta ONU vanno fatti valere sempre e verso tutti, a garanzia della sicurezza regionale e globale. Quello di oggi rischia di essere un pericoloso precedente per tutti. Non ci rassegniamo a un ordine mondiale che sostituisca la legalità internazionale con la legge del più forte e del più ricco. Per questo riteniamo grave la posizione del governo italiano nella parte in cui definisce legittima l’azione militare di Trump in Venezuela. Ci aspettiamo invece che l’Unione Europea e il governo italiano si esprimano duramente contro queste violazioni e difendano il diritto internazionale e le sedi multilaterali – sedi che l’Italia ha contribuito a fondare per far prevalere le ragioni del diritto e della diplomazia sull’uso militare della forza – anche chiedendo una convocazione urgente degli organismi competenti in seno alle Nazioni Unite”.

Le uniche parole che inquadrano perfettamente quanto sta accadendo sono queste. Le uniche parole che il governo italiano avrebbe dovuto pronunciare per difendere il nostro Paese e il diritto internazionale.

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