Caulonia, il miracolo di Cagliuso. Ovvero come demolire una maggioranza coesa e compattare un’opposizione divisa – seconda parte

Caulonia, il miracolo di Cagliuso. Ovvero come demolire una maggioranza coesa e compattare un’opposizione divisa – seconda parte

Secondo avvenimento rilevante: la pubblicazione di un appello all’amministrazione comunale firmato da TUTTE le opposizioni. Un evento più unico che raro, in un paese politicamente frantumato come Caulonia.

Partiamo dall’inizio. Già nelle settimane e nei mesi scorsi diversi alberi erano stati tagliati in giro per Caulonia. L’11 febbraio però venivano potati i cipressi e tagliati i pioppi italici lungo la passeggiata della villa comunale Angelo Frammartino. Da subito in paese si diffondeva l’indignazione per il radicale taglio all’unico polmone verde di Caulonia marina, tanto da spingere l’assessore Lorenzo Commisso, in possesso della delega all’ambiente, a chiarire: “Stiamo solo sfoltendo i cipressi, perchè i venti hanno piegato molti rami che rischiano di cadere. Quindi non stiamo effettuando altro che una potatura, a tutela dei passanti. Per quanto riguarda invece i pioppi italici collocati lungo la passeggiata, stiamo procedendo al taglio perchè all’interno sono marci. Si tratta di alberi che hanno una vita di circa 25 anni e pertanto vanno rinnovati. Tant’è che abbiamo già ordinato quelli nuovi, di un’altezza superiore ai due metri”.

Ma tali chiarimenti non sono serviti a placare le polemiche. A rilanciarle è stato per primo l’ex sindaco Ilario Ammendolia: “La strage di alberi nella villetta comunale grida giustizia al Cielo . Ed un colpevole(i) c’è! Restano a terra i “corpi” di quello che è stato e dovrà continuare ad essere uno degli angoli più suggestivi di Caulonia. Salvato dal cemento con una impopolare decisione “Politica” di tanti anni fa rappresenta un patrimonio su cui nessuno ha diritto di mettere le mani senza rendere conto al paese”.

A ruota l’ex sindaco, nonchè Segretaria del Partito Democratico, Caterina Belcastro: “Gli alberi non sono arredo urbano sacrificabile. Sono bellezza, radici, stabilità. Chi amministra dovrebbe custodire, non impoverire”.

Seguiva l’indignazione di un altro ex sindaco, Nicola Frammartino: “Provo un grande dispiacere nel vedere la villetta comunale, che io da sindaco ho allevato come un bambino, e che altri amministratori dopo di me hanno intestata, mettendoci tanto amore, ad Angelo Frammartino. Che dispiacere! Non la vedrò più bella e alberata come un tempo. Non farò più in tempo. Perché tanta cattiveria?!”.

A seguire intervenivano altre persone, cittadini, consiglieri comunali, forze politiche, il gruppo Rinnoviamo Caulonia, tutti concordi nel condannare il taglio degli alberi.

Il 17 febbraio, di fronte al vespaio sollevato, l’amministrazione comunale diramava un comunicato stampa in cui spiegava che i tagli, su tutto il territorio comunale, si erano resi necessari in seguito ai venti del ciclone Harry: “Nel corso di tali eventi, sul territorio comunale si sono registrati diversi cedimenti arborei – ha scritto l’amministrazione Cagliuso – tra cui la caduta di un vecchio albero di pino, a conferma della concreta vulnerabilità di alcune alberature in presenza di fenomeni atmosferici di particolare intensità. Nell’ambito di questa azione complessiva — che si inserisce in un più ampio percorso di programmazione e riqualificazione del verde urbano — si è intervenuti anche presso la Villa comunale “Angelo Frammartino”, area particolarmente frequentata. In tale contesto, le operazioni hanno interessato soprattutto alcuni esemplari di pioppo cipressino che hanno suscitato comprensibile attenzione. Si tratta di alberature giunte a fine ciclo vegetativo, con evidenti segnali di decadimento e vulnerabilità strutturale (marcescenze interne e cavità, seccumi, indebolimenti del fusto e/o delle branche principali) e con sviluppo in altezza tale da rappresentare un rischio concreto di schianto in caso di vento forte. Si precisa che: gli interventi sono stati disposti esclusivamente per motivi di sicurezza; sono state effettuate potature straordinarie e rimozioni del secco ove tecnicamente utili a ridurre il rischio; le operazioni di espianto rientrano in un programma di avvicendamento programmato delle alberature; è già prevista la messa a dimora di circa 100 nuovi alberi, di cui circa 70 in sostituzione di quelli rimossi e 30 di nuovo impianto, così da rafforzare e implementare il patrimonio verde esistente, garantendo continuità paesaggistica e ripristino dell’assetto dei filari”.

Il giorno dopo Bruno Grenci lanciava un allarme: “È un’emergenza. Salviamo il salvabile. Stanno per arrivare a tagliare i cipressi del cimitero ed altri alberi. Vediamoci oggi stesso “.

Si teneva quella sera un’assemblea a cui partecipavano una ventina di persone e si lanciava l’idea di unire tutte le opposizioni per chiedere, fino alla discussione in consiglio comunale, di evitare altri tagli. Non sembrava credibile che tutte le opposizioni firmassero un tale appello, ma si è voluto osare. E, come a volte capita a chi osa, si è ottenuto un risultato incredibile. Il documento è stato firmato da tutti i gruppi consigliari e da tutti i partiti politici di Caulonia, ad eccezione di Forza Italia che rappresenta l’amministrazione comunale e a cui non è stata chiesta quindi l’adesione.

Ovviamente questo non appiana certo i contrasti all’interno delle vecchie e nuove opposizioni. Molti di coloro che hanno sottoscritto il documento per chiedere una moratoria dei tagli al verde pubblico rimangono e probabilmente rimarranno a lungo incompatibili tra loro. Firmare congiuntamente una richiesta non significa certo avere stipulato un’alleanza, figuriamoci. Rimane però la rilevanza di una unione, seppur su una singola questione. E a creare questa unione è stata, di riflesso alle sua scelte, l’amministrazione Cagliuso.

Del taglio degli alberi se ne discuterà domani in un consiglio comunale aperto, che consentirà a tutti i cittadini che lo vorranno di intervenire, una volta ascoltate le ragioni degli amministratori.

continua…

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