Insulti a Luana Franco, la solitudine di Cagliuso, “Rinnoviamo Dipende da noi”, Forza Italia non pervenuta: l’osceno spettacolo del consiglio comunale di Caulonia

Insulti a Luana Franco, la solitudine di Cagliuso, “Rinnoviamo Dipende da noi”, Forza Italia non pervenuta: l’osceno spettacolo del consiglio comunale di Caulonia

Due sere fa si è tenuto a Caulonia un consiglio comunale atteso ed importante. Ed anche estremamente partecipato. Sala gremita come non accade quasi mai e in tantissimi a seguire i lavori del consiglio, fino a tarda ora, attraverso la diretta streaming di Ciavula.

I punti di discussione erano solo due, ma pesanti. La situazione politico-amministrativa del comune e il taglio degli alberi che ha colpito soprattutto la villetta comunale Angelo Frammartino, in marina. Quest’ultimo punto era aperto agli interventi della cittadinanza, che non sono mancati.

Riassumere un consiglio di diverse ore come quello del 25 febbraio richiederebbe molto tempo, mi limiterò per ora ad evidenziarne, in maniera incompleta, alcuni aspetti.

DIBATTITO TANTO PARTECIPATO QUANTO INDECOROSO

Il pubblico del consiglio comunale di Caulonia del 25 febbraio 2026, durante il minuto di silenzio per le vittime del naufragio di Cutro

Di fronte a tanta partecipazione dei cittadini ci saremmo attesi dal consiglio comunale uno spettacolo più edificante di quello offerto. Invece il tono complessivo della discussione è stato disarmante. Una corsa al ribasso e agli attacchi personali: dagli inviti a tornare a scuola alle accuse ai parenti di qualcuno non meglio identificato di non pagare le imposte fino alle frasi inopportune su questioni molto personali relative alla vita e alla famiglia di qualche consigliere. E infine, come ciliegina sulla torta di uno spettacolo indecente, quanto denunciato dalla capogruppo di minoranza Luana Franco: “E’ stata pronunciata una frase offensiva e degradante, registrata dai video in diretta su Ciavula, che non può essere minimizzata né derubricata a semplice “tensione politica”. A un certo punto, mentre intervenivo, si sente chiaramente una voce dire: “Ma suca l’intervento…”.”

Una frase intollerabile in qualunque contesto, figuriamoci in un consiglio comunale pubblico. Esprimiamo solidarietà incondizionata e totale a Luana Franco per questo insulto sessista la cui gravità non deve essere sminuita da nessuno. E ci auguriamo che tutti facciano uno sforzo per riportare il dibattito sulla politica. Perchè lo scontro politico è sempre legittimo, l’insulto non deve mai esserlo.

LA SOLITUDINE DEL SINDACO

Franco Cagliuso non si aspettava da parte del gruppo Dipende da noi un attacco così duro come quello pronunciato dal consigliere Vincenzo Frajia, ex assessore della sua seconda e terza giunta. Tanto da avere poi voluto replicare con foga, esordendo con: “Se mi provocate, allora…”.

Ma la reazione di Cagliuso va letta in un contesto più ampio. Il sindaco è apparso solo ad affrontare un consiglio comunale prevalentemente ostile. Gli attacchi provenienti da Dipende da noi e da Rinnoviamo Caulonia, se si esclude il vicesindaco Antonella Ierace, Cagliuso ha dovuto fronteggiarli da solo. La sua maggioranza, se ne ha una, è stata silente. I suoi assessori e consiglieri non hanno praticamente messo bocca sul primo punto all’ordine del giorno, come se non fosse loro interesse difendere l’amministrazione comunale. Come se fossero spettatori, o passanti che si trovavano da quelle parti per caso.

Frajia ha picchiato duro, per esempio, su Commisso e sulla sua gestione dei lavori pubblici. Nessuna difesa pervenuta, neanche d’ufficio. E così su praticamente tutto. Se fosse un film si intitolerebbe: “Cagliuso solo contro tutti”.

RINNOVIAMO DIPENDE DA NOI?

La sintonia tra la capogruppo di Rinnoviamo Caulonia e il gruppo di Dipende da noi non è una novità. Anche quando Dipende da noi è stato in maggioranza, con risultati amministrativi non propriamente eccellenti, la minoranza è stata molto cauta nel muovere critiche ai loro assessori di riferimento, mentre allo stesso tempo faceva opposizione dura e scatenata a Cagliuso e ai suoi collaboratori più stretti.

Questo legame, frutto probabilmente di strategie elettorali future, sembra intensificarsi sempre di più. Perfino nel denunciare gli insulti ricevuti in consiglio comunale Luana Franco ha strizzato l’occhiolino a Dipende da noi, quando scrive: “Ci indigniamo se Morgan diventa direttore artistico del KTF, ma restiamo indifferenti se qualcuno, nel bel mezzo di un’assemblea cittadina, aggredisce verbalmente una donna”.

A onor del vero nè Luana Franco nè Rinnoviamo Caulonia come gruppo (fa eccezione il consigliere del Pd Antonio Marziano) hanno mai espresso indignazione per la nomina di Morgan a direttore del Kaulonia Tarantella Festival nè per le sue gravi affermazioni, per non indispettire Dipende da noi. E questa frase è l’ennesimo ammiccamento a dei futuri alleati.

E FORZA ITALIA?

Futuri alleati, ma solo in teoria. Dipende da Noi ha dichiarato, per bocca del consigliere Frajia, che intende rimanere in Forza Italia pur facendo opposizione all’amministrazione di Forza Italia. E allora cosa accadrà al consiglio comunale decisivo per la vita dell’amministrazione Cagliuso, quello in cui si dovrà approvare il bilancio? In quel caso, l’11 marzo, se Cagliuso non avrà la maggioranza il comune di Caulonia verrà commissariato. Addio amministrazione di Forza Italia. Ad oggi a Cagliuso manca ancora un voto, per rimanere sindaco. Quello di Frajia sarebbe decisivo. Il commissario del circolo cauloniese di Forza Italia, nonchè segretario provinciale Arruzzolo, che indicazione di voto darà ai suoi iscritti? Quella di sostenere l’amministrazione del partito o quella di votare liberamente, rinunciando quindi ad essere partito?

Un tempo Berlusconi costruì una coalizione che chiamò la “Casa delle libertà”. Un comico scherzandoci su diceva: “Benvenuti alla Casa delle libertà, dove ognuno è libero di fare il cazzo che gli pare!”.

Forza Italia permetterà a chi rivendica di essere forzista di “fare il cazzo che gli pare”?

OPS, ABBIAMO TAGLIATO 400 QUINTALI DI ALBERI, CHIEDIAMO SCUSA

Raccontare invece il secondo punto all’ordine del giorno è difficile ma potrebbe anche essere facile.

Basterebbe dire che l’amministrazione si è scusata, ammettendo di avere sbagliato.

Un tentativo di difesa l’assessore Lorenzo Commisso lo ha fatto, aprendo il suo intervento, citando il dossier di un agronomo. Ma ai cittadini e ad un agronomo presente, le argomentazioni non sono piaciute e si è passati rapidamente alle scuse. Ma neanche le scuse hanno placato l’indignazione.

E comunque, se è apprezzabile riconoscere i propri errori, un’amministrazione che attua un intervento del genere non può non averlo prima valutato attentamente. L’impressione è che l’amministrazione comunale non esista come organismo collegiale, che ognuno remi per se, che nessuna difenda gli altri, che non esista una squadra. Ed è difficile che esista se ogni anno cambi i giocatori rifacendo la giunta e rimodellando la maggioranza.

L’amministrazione Cagliuso somiglia sempre più ad un applauso fatto con una sola mano.

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