Le cose che vorremmo

Le cose che vorremmo

di F. Violi

Continua la battaglia politica sul referendum , il governo è naturalmente per il si alla riforma delle carriere dei Magistrati che in realtà nasconde  una riforma di 7 articoli della Costituzione, modificando i quali la magistratura non sarà più indipendente ma soggetta all’esecutivo. Le opposizioni hanno smascherato gli intenti ingannevoli del governanti che inutilmente rilanciano e dicono che la lettura delle opposizioni è falsa e tendenziosa. In realtà sembra che sia stata portata a termine la riforma contro i Giudici che voleva Berlusconi per liberarsi dalle sue vicende  giudiziarie per le quali ha passato più tempo, durante il suo governo, nelle aule di tribunale che in Parlamento. Oggi con la riforma della giustizia è diventato quasi impossibile perseguire i reati comuni, perché,  fatta la riforma per  pararsi dai loro scivoloni ( illeciti), vale per tutti:  non è vero che vale solo per i politici . Intanto lavorano su decreti e leggi sulla sicurezza, contro le manifestazioni di piazza inasprendo le pene per i ( pochi) violenti che sono diventati una costante in Europa invece di prevenirli con appositi controlli di polizia.

Un’altra cosa che interessa i nostri governanti, se non l’unica in questi tre anni di governo, è il contrasto all’immigrazione “clandestina”, come dicono loro, e trattano con l’Europa affinché gli altri paesi facciano altrettanto. Ormai si interessano di tutto anche di ciò che non e di loro competenza perché vorrebbero il controllo su ogni attività e vicenda senza avere alcuna competenza meno che dei  problemi degli Italiani.  Si insegue il sogno di Trump che sta portando alla rovina l’America e non si ammette che è sbagliato e pericoloso ma si guarda come una cosa di destra: Trump parla alla pancia della gente sbriciolando tutte le regole.  Ma siamo sicuri che sono solo queste le cose che interessano gli Italiani?

In realtà ci sarebbe anche l’economia e l’industria, le bollette, la sanità, la scuola. I governanti se ne escono con annunci e ristori temporanei per conquistare consenso e  annunciano sconti  sulle tasse. Se dovessero attuare tutte le cose che dicono saremmo già in bancarotta. Anzi  se non lo siamo già è per merito del PNRR anche se i soldi sono stati spesi male.

Continuano ad essere ossessionati dalla “cultura” di sinistra con la quale le opposizioni cercano di metterli all’angolo. Vogliono contrapporre una “cultura” di destra. Ma il sapere non ha colore, più si conosce meglio si sa dialogare, trattare con l’avversario e con il “diverso” non visto come un nemico ma come opportunità.

Certo, a parte qualche intellettuale che è apolitico, le idee dei saggi sono più vicine alla sinistra. La cultura di destra non la conosciamo, anzi,  per la verità, a destra ci sono tanti ignoranti anche tra gli elettori ( e sono sempre più) perché non conoscono la storia, e la loro cultura è fatta degli  slogan e frasi fatte  dei social che non li aiutano a sviluppare una coscienza critica,  perciò badano soltanto ad avere tutto e subito invece di fare sacrifici e meritarsi un ruolo importante nella società.

Cerchiamo di interpretare le cose che sarebbero necessarie agli Italiani, non diciamo che sono cose di destra o di sinistra ma sono cose necessarie e utile per far crescere un paese civile.

  1. Ius soli: chi nasce in Italia va registrato come Italiano. Opzione  di civiltà per porre fine al milione di apolidi,  prigionieri di uno Stato che pregiudica il suo stesso futuro.
  2. Interventi  per diminuire il costo dell’energia con accordi con le società energetiche e non solo per comprare gas dagli Americani a prezzo maggiorato.
  3. Salario minimo per i lavoratori sia Italiani che Stranieri.
  4. Regolamentazione con legge ad hoc del lavoro, anche  saltuario, e diminuire la  piaga del  lavoro nero.
  5. Legge sugli affitti nelle grandi città: il caro affitto ormai impedisce ai lavoratori di vivere in città come Milano  e agli studenti di poter studiare  perché le loro famiglie non possono sostenere le spese.
  6. Chiusura immediata dei centri di espulsione in Albania dove si spendono inutilmente soldi, in cui vengono rinchiusi stranieri che non necessariamente hanno commesso reati e si violano i diritti umani previsti dalle leggi italiane. I containers possono essere riportati indietro  per essere messi a disposizione della Protezione Civile che li può  utilizzare come alloggi provvisori in caso di calamità naturali.
  7.   Attivazione di centri di accoglienza per gli stranieri che arrivano in Italia per l’inserimento degli stessi nel mondo del lavoro in quei settori in cui mancano ( circa 200 mila ). Esattamente il contrario di quello che sta facendo i nostri governanti che abbandonano per strada i profughi salvo poi arrestarli per poi espellerli. 
  8. Legge elettorale con preferenze in modo che i parlamentari siano scelti dal popolo non “nominati” da capi partito.
  9. Spesa militare < 2% del PIL : Le risorse vanno impiegate per altre priorità.
  10. Tasse progressive in base al reddito sia per le società che per i singoli cittadini come prevede la Costituzione: no flat tax.
  11. Istituzione di un fondo per l’ambiente e le calamità naturali: terremoti, alluvioni, frane ecc.  Più risorse ai comuni per la prevenzione.  
  12. Accelerazione per la transizione green con incentivi per l’energia rinnovabile  per l’industria e la sostituzione dei veicoli termici.
  13. Intervento per la copertura finanziaria nella sanità  delle regioni deboli.  Non è più tollerabile una sanità che non può operare in regioni come la Calabria per mancanza di presidi sanitari e farmaci

e limitare la migrazione sanitaria anche per le cure  più banali.

Inoltre gli Italiani avrebbero bisogno di interpretazione reale delle vicende interne e internazionali da parte dei governanti che  invece di ci raccontano quello che conviene a loro.  Che dire sulla vicenda del Procuratore  Gratteri e della portavoce ONU  Francesca Albanese: la verità scuote e sconvolge le coscienze di chi è  abituato a mentire. O forse,  nel caso del Procuratore, era atteso al varco dai sostenitori del si al referendum … Ma se quasi tutti i giudici sono per il no qualche motivo ci sarà!

Per F. Albanese se, come interpretano, ha detto che Israele è ormai uno stato tiranno e il suo Leader un assassino, dopo quello che abbiamo visto e sentito in più di due anni di guerra a Gaza, dovremmo sentirci in colpa per non aver  tentato di fermarlo non  chiedere le dimissioni di chi  mette le cose in chiaro!    

CATEGORIES
TAGS
Share This

COMMENTS