Oggi a Caulonia arriva la “Carovana”, per non dimenticare la strage di Stato di Steccato di Cutro

Oggi a Caulonia arriva la “Carovana”, per non dimenticare la strage di Stato di Steccato di Cutro

Laila, Fatima, Farzaneh, Atefa, Shariq. Sono loro ancora una volta a scuotere le nostre coscienze sulla spiaggia di Steccato di Cutro. Sono loro i famigliari, i superstiti della strage di Stato.
Per loro solo il silenzio delle istituzioni, della politica. Lo avevano annunciato nella lettera scritta alla Presidente del Consiglio e a tutti noi.
“Torneremo nel vostro Paese per guardarvi negli occhi e chiedervi: Perché vi siete dimenticati di noi?
Vogliamo tornare il prossimo febbraio e non sentirci soli nella notte di Steccato di Cutro, in balia di un mare di promesse e lacrime che – ormai per il terzo anno consecutivo – non porteranno a nulla”
Non si è rotto il silenzio, non sono state rispettate le promesse; ma ancora una volta sono le famiglie a dettare l’agenda, a riempire di umanità gli incontri che per la prima volta non vedono sfilare politici e professionisti della menzogna.

Sono loro a resistere, portatori di una lotta che rivoluziona le nostre abitudini, che stravolge le certezze di quanti fanno finta di non vedere.
Non abbiamo il coraggio di raccontar loro che nello stesso momento il mare a pochi chilometri da qui consegna altri corpi, altre storie che si vogliono dimenticare in fretta.
Verranno identificati, verranno cercati i loro nomi, il loro paese di origine, avvisate le loro famiglie?
Una lotta impari contro un’ Europa in guerra che, nella cancellazione dei diritti, crede e pensa di fondare la sua sopravvivenza.
Le Carovane sono nate per costruire, camminando, domandando insieme alle famiglie. Non smetteremo di farlo.

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