Parlavano in codice: “sciroppo” e “palle di Natale”. Ma era droga. Smantellato giro di spaccio in Calabria

Parlavano in codice: “sciroppo” e “palle di Natale”. Ma era droga. Smantellato giro di spaccio in Calabria

Un linguaggio in codice, frasi apparentemente innocue e appuntamenti fissati con u
semplice “ok”. Dietro conversazioni brevi e allusive si celava, secondo quanto ricostruito
dai Carabinieri, un sistema di spaccio ben collaudato e radicato nel territorio del Reventino.
È quanto emerso nell’ambito di un’indagine condotta dai militari della Compagnia di
Soveria Mannelli (CZ) e coordinata dalla Procura della Repubblica presso il tribunale di Lamezia Terme dal Dottor Vincenzo Quaranta, Procuratore Facente Funzione di Lamezia (CZ), che ha consentito di fare luce su un’attività illecita di spaccio organizzata e strutturata.

L’attività investigativa, sviluppata nei confronti di sei soggetti, indagati per detenzione ai
fini di spaccio di sostanze stupefacenti in concorso, ha permesso di ricostruire modalità
operative, strategie di comunicazione e dinamiche di cessione della droga nel post
pandemia. Al termine delle attività, agli indagati è stato notificato l’avviso di conclusione delle
indagini preliminari, segnando un punto fermo nel lavoro svolto dalla Polizia Giudiziaria.
Determinante, per la riuscita dell’indagine, è stato il lavoro di intercettazioni telefoniche e
ambientali, affiancate da mirati servizi di pedinamento. Un’attività continua e meticolosa,
che ha consentito di monitorare movimenti e incontri e, soprattutto, di interpretare
correttamente i dialoghi intercettati, spesso volutamente criptici, finalizzati a mascherare i
reali intenti degli interlocutori. Nel corso delle conversazioni captate, gli indagati
alternavano infatti un linguaggio esplicito a un linguaggio in codice, ricorrendo a parole e

frasi apparentemente prive di significato, ma in realtà funzionali a concordare appuntamenti
e cessioni di droga, talvolta metanfetamina, talvolta eroina, talvolta cocaina. Le
comunicazioni erano spesso ridotte al minimo indispensabile: “posso venire”, “passo”, “ci
vediamo”, “sono a Soveria”, con risposte secche e immediate come “ok” o “no”. Un modo
di comunicare studiato per evitare dettagli e impedire che eventuali terzi potessero
comprendere la reale natura delle conversazioni.
Espressioni quali “sciroppo”, “latte”, “nera”, “bianca”, “compresse”, “pillole” e persino
“palla di Natale”, venivano utilizzate come veri e propri codici per riferirsi al tipo di
sostanza ed ai quantitativi della stessa. Nonostante l’intento degli interlocutori fosse quello
di rendere il linguaggio incomprensibile e inaccessibile, l’attività di analisi svolta dagli
investigatori, unita ai riscontri sul territorio, ha consentito di decifrare progressivamente le
conversazioni e ricondurle al loro reale significato.

Le consegne, secondo quanto ricostruito, avvenivano prevalentemente presso abitazioni o
nelle immediate vicinanze dei soggetti dediti allo spaccio, ma non mancavano cessioni su
strada, oppure vere e proprie consegne a domicilio, con lo stupefacente recapitato
direttamente presso l’abitazione dell’acquirente.
A rafforzare ulteriormente il quadro investigativo sono stati i numerosi riscontri ottenuti
attraverso i servizi di pedinamento, nonché i vari sequestri di sostanza stupefacente
effettuati nel corso dell’attività, che hanno fornito elementi concreti e oggettivi a conferma
delle condotte emerse dalle intercettazioni, riuscendo a documentare circa 50 cessioni di
droghe di vario genere.
L’indagine odierna, aggiungendosi alla “Reventino in Lockdown” conclusa poche settimane
fa sempre dai militari della Compagnia di Soveria Mannelli (CZ), testimonia il grande
impegno del Comando Provinciale di Catanzaro nel contrasto dei traffici illeciti di sostanze
stupefacenti, molto spesso destinate a giovani e giovanissimi.

PREMESSO che i provvedimenti adottati in fase investigativa e/o dibattimentale non
implicano alcuna responsabilità dei soggetti sottoposti ad indagini ovvero imputati e che le
informazioni sul procedimento penale in corso sono fornite in modo da chiarire la fase in
cui il procedimento pende e da assicurare, in ogni caso, il diritto della persona sottoposta a
indagini e dell’imputato a non essere indicati come colpevoli fino a quando la colpevolezza
non sia stata accertata con sentenza o decreto penale di condanna irrevocabili.

Legione Carabinieri “Calabria” – Compagnia di Soveria Mannelli

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