
Taglio degli alberi a Caulonia, Lucia Spanò: “Ciò che non fecero i cicloni lo fece l’amministrazione Cagliuso”
di Lucia Spanò
“CIÒ CHE NON FECERO I BARBARI, LO FECERO I BARBERINI”. Con queste parole, molti anni fa, ebbe inizio la mia visita guidata al Pantheon. Il mio professore di storia dell’architettura ci spiegò che la frase nacque nel 1625, quando Papa Urbano VIII ( nato Barberini) fece rimuovere le travi di bronzo dal portico del tempio per fonderne i cannoni di Castel Sant’Angelo e realizzare il baldacchino della Basilica di San Pietro. I romani denunciarono così lo spoglio dei monumenti antichi, giudicato sacrilego e vandalico, compiuto dalla famiglia Barberini per fini celebrativi o difensivi.
A quella frase ho pensato immediatamente di fronte allo scempio causato da questa amministrazione nella gestione del verde pubblico; parafrasando, verrebbe da dire: “CIÒ CHE NON FECERO I CICLONI LO FECE L’AMMINISTRAZIONE CAGLIUSO”. È difficile non considerare vandalico ciò che è stato inflitto ai nostri alberi: la proclamata attenzione per l’ambiente e il territorio si è tradotta nella perdita di 78 ettari di terreno e in potature e tagli impropri. Forse il sindaco ha ritenuto opportuno dare l’input per istituire l’ennesimo comitato; in una recente intervista si è persino definito l’artefice dei comitati, senza dire che spesso nascono dal malcontento verso la sua amministrazione, che a parole parla di partecipazione ma, nei fatti, coinvolge la comunità solo a danno già compiuto, cercando poi di distribuire le responsabilità.
Se questo è il biglietto da visita dell’amministrazione quater, provo già nostalgia per quella precedente e non nascondo la preoccupazione per chi sarà il prossimo assessore.
Oggi, oltre a esprimere il mio dissenso insieme ai miei compaesani, spero che si adottino misure serie e concrete per contrastare l’incapacità e l’arroganza di chi governa
Alle immagini della villetta Angelo Frammartino, aggiungo quelle degli alberi di piazza municipio.



