Belcastro: “Il sindaco di Caulonia appare il fantasma di se stesso, prigioniero di dinamiche che poco hanno a che vedere con il futuro del paese”

Belcastro: “Il sindaco di Caulonia appare il fantasma di se stesso, prigioniero di dinamiche che poco hanno a che vedere con il futuro del paese”

La vicenda consumatasi nel Consiglio comunale di Caulonia in occasione dell’approvazione del bilancio di previsione 2026-2028 merita una riflessione politica che vada oltre il dato formale del voto favorevole.
I giochi di palazzo, in realtà, apparivano già chiari da tempo. Non c’è stato alcun vero colpo di scena: era evidente a tutti che si sarebbe fatto, qualunque cosa pur di conservare la poltrona e mantenere in vita la maggioranza. In questo contesto si è parlato molto di coraggio e responsabilità, parole importanti che tuttavia rischiano di perdere significato quando vengono utilizzate per giustificare operazioni che hanno soprattutto l’obiettivo di garantire la sopravvivenza politica dell’amministrazione.


Il vero coraggio e la vera responsabilità, probabilmente, sarebbero stati altri: un atto di onestà politica e istituzionale nei confronti dei quattro anni di disamministrazione e, soprattutto, nei confronti dei cittadini di Caulonia.
Sarebbe stato più lineare e più rispettoso della comunità prendere atto della situazione e mettere la parola fine a una fase amministrativa ormai logorata, restituendo la parola ai cittadini.
Oggi ci troviamo invece di fronte a un quadro politico in cui il sindaco appare sempre più tirato dalla giacchetta da più parti, in un equilibrio fragile e continuamente negoziato, al punto da dare l’impressione di essere ormai il fantasma di se stesso, prigioniero di dinamiche interne che poco hanno a che vedere con una visione amministrativa chiara per il futuro del paese.
A rendere ancora più surreale la seduta consiliare è stata l’apertura dei lavori con quella che è apparsa come una polemica pretestuosa e ridondante, quasi una replica di quanto già visto nel precedente Consiglio comunale. Come se a Caulonia non esistessero problemi concreti e urgenti da affrontare, i cittadini sono stati costretti ad assistere a oltre due ore di discussione incentrate su questioni che poco hanno aggiunto al dibattito politico e amministrativo.
Ancora più singolare è stato il tentativo di negare l’evidenza di fatti chiaramente documentati e ascoltabili in video, trasformando il Consiglio comunale in una sorta di processo che ha distolto l’attenzione dai temi che realmente interessano la comunità.
Alla fine il bilancio è stato approvato e la maggioranza è rimasta in piedi. Ma resta una domanda di fondo: se questo sia davvero il modo migliore per restituire serenità e stabilità alla città oppure se, al contrario, non si stia semplicemente prolungando una fase politica ormai arrivata al suo naturale esaurimento.
E così, alla fine, il sipario è calato su una vicenda che di imprevedibile aveva ben poco. Chi fino a ieri non perdeva occasione per denunciare limiti, errori e contraddizioni di questa amministrazione, oggi si scopre improvvisamente custode della sua sopravvivenza politica. Un cambio di prospettiva repentino, che lascia inevitabilmente spazio a qualche legittima perplessità.
Si è parlato di senso di responsabilità, di atto di coraggio, di scelta compiuta per il bene della comunità. Parole nobili, certamente. Peccato che fino a qualche tempo fa gli stessi protagonisti descrivessero questa maggioranza come inadeguata, inefficace e distante dai bisogni della città. Resta allora un interrogativo che difficilmente potrà essere ignorato dai cittadini: cosa è cambiato davvero? Perché se l’amministrazione era quella raccontata fino a pochi mesi fa, tenerla in piedi oggi non appare esattamente come un gesto rivoluzionario, ma piuttosto come l’ennesimo capitolo di una politica di palazzo che si piega alle convenienze del momento.

Caterina Belcastro

CATEGORIES
TAGS
Share This

COMMENTS