
Cari amici di Rinnoviamo Caulonia, che bisogno avete di creare “casi” inesistenti? Finitela col doppiopesismo
Cari Luana, Antonio, Ilario, MariaLuisa,
ho letto la vostra lettera anche io col sorriso, vista la gioia di ricevere una comunicazione da così cordiali e apprezzati mittenti. Però ammetto che il sorriso durante la lettura qualche volta si è incrinato leggermente in un cenno di perplessità.
Conosco abbastanza bene due di voi, quasi per nulla gli altri due, ma so che siete tutti persone intelligenti che non possono davvero pensare che io abbia insultato 13 persone in un colpo solo. Dodici consiglieri comunali e un sindaco, pam! Sono l’Hannibal Lecter dei giornalisti.
E’ persino imbarazzante doverlo spiegare.
Lo dimostra il fatto che delle 13 persone che avrei offeso solo voi quattro avete reagito. Non vi ho dato dei clown, lo sapete bene perché l’italiano potreste insegnarmi ad interpretarlo. Se l’avessi fatto la Presidente del consiglio comunale, che si è dimostrata giustamente attenta nel voler difendere la reputazione dell’intero consiglio, mi avrebbe quantomeno telefonato per protestare. Immagino che mi avrebbe chiamato anche il Sindaco. E anche gli altri consiglieri.
Invece no. Perché sanno che non ho detto che Franco Cagliuso è un clown. Non ho detto che Agnese Panetta è un clown.
Qui l’unico clown sono io, che per un breve periodo della mia vita ho fatto anche il giocoliere.
Poche righe sopra la frase che mettete sotto accusa c’è scritto: “Un collega giornalista in questi giorni ha scritto sui social che negli altri comuni ci ridono dietro. È questo che vogliamo essere? Oggetto di derisione? Le dirette del consiglio comunale le guardano ormai anche persone che risiedono in paesi diversi da Caulonia. Più di uno mi ha detto che il consiglio comunale è meglio del circo. Che dovremmo fare pagare il biglietto al pubblico. Che andrebbe guardato sgranocchiando i pop corn. E’ umiliante. È questo che vogliamo essere? Maggioranza e minoranza, è davvero questo che vogliamo essere? O la smettiamo con le cazzate e torniamo al confronto vero piuttosto che all’annientamento dell’avversario?”.
La frase “Ci serve una classe dirigente, non dei clown” è riferita a questo. Al fatto che il consiglio comunale viene visto come un circo.
E allora che cos’è la vostra lettera? E’ chiaro che avete voluto di proposito strumentalizzare una frase, lo fate di continuo d’altronde, ma per fare cosa? Per dire che non volete essere messi nello stesso calderone dei consiglieri di maggioranza e del sindaco? E’ giusto, avete ragione. Generalizzare è sempre sbagliato, ma un appello come quello non può essere rivolto ad una parte sola. Dev’essere per forza generico. Quando due bambini litigano li si sgrida entrambi dicendo: “Bambini, smettetela!”. Poi uno dirà: “Ha cominciato prima lui!” e l’altro replicherà “No, ha cominciato prima lui”. Ma prima di capire di chi è la colpa, l’urgenza è separarli prima che si facciano del male.
Ora, mi corre l’obbligo di precisare che NON STO DICENDO CHE SIETE 13 BAMBINI Nè CHE IO SIA L’ADULTO CHE DEVE TENERLI A BADA, FIGURIAMOCI (che voi siete capaci di montare un’altra polemica), non mi permetterei mai di affermarlo, siete i rappresentanti istituzionali del comune di Caulonia verso cui nutro il massimo rispetto. Ovviamente era solo una metafora utile ad esprimere il concetto che il tentativo di migliorare il dibattito non può essere responsabilità di una parte sola, ma serve lo sforzo di tutti. Perché basta che qualcuno la butti in rissa e gli altri reagiscono. Siamo tutti umani, fatti di raziocinio ma anche di sentimenti e istinti.
E poi si palesa un doppiopesismo. Imbastite una caciara su una mia frase ma leggete qua: “Quello che dovrebbe essere governo della comunità è diventato una barzelletta di cui ormai si ride amaramente al bar”. Non l’ho scritto io. Lo avete scritto voi, in un comunicato stampa di un mese fa, il 9 febbraio 2026. Certo, qui le barzellette non sono 13 persone, ma solo 9, quindi va tutto bene. Non saprei dire se è meglio essere una barzelletta o un clown, ci penserò…
Vi autoassolvete sui toni del consiglio e sulle accuse, ma sapete bene che non è così. Non sono un esperto di risse, ma immagino che nella mischia, anche qualora ci fosse una propensione difensiva, qualche colpo possa partire. E qualche colpo è partito anche a voi, come sarebbe partito a chiunque in quel clima. Non è utile a nessuno che citi date e frasi, ma Ciavula ha un buon archivio.
Ormai penso di comprendere anche l’esigenza che avete di fare botta e risposta su ogni cosa, persino con la stampa, appena presenta un pensiero divergente dal vostro. L’impressione, ma di sicurò sbaglierò e dimostrerete nei fatti che non è così, è che non riuscite ad uscire dalla dicotomia “o con me o contro di me” e che siate un tantino insofferenti alle critiche. Sembra paradossale, ma la maggioranza che amministra Caulonia, con cui non siamo mai stati teneri, ha molta più tolleranza nei confronti della stampa. A parte quella brutta storia delle riprese, subito risolta, abbiamo espresso una quantità enorme, per anni, di critiche verso l’amministrazione Cagliuso, che non ha mai reagito come invece fate voi, fornendo un’interpretazione faziosa di una frase giornalistica e spacciandola come un’offesa generalizzata a tutto il consiglio comunale. Sembrate attratti dalle polemiche e sembrate capaci di ingigantire qualunque cosa, piegando al vostro interesse le posizioni altrui. Ma, ripeto, queste sono le mie impressioni, e siccome nessuno è perfetto, né voi né, tantomeno, io, di sicuro mi sbaglio.
Per onor di cronaca fatemi solo spezzare una lancia a favore dell’amministrazione comunale che più di tutte sarebbe stata legittimata a contestare Ciavula, perchè l’abbiamo criticata davvero in maniera feroce e probabilmente a tratti anche eccessiva, lo riconosco. Quella del sindaco Ninni Riccio. Che, nonostante tutto, mai ha avanzato durante il suo mandato di primo cittadino alcuna contestazione, dimostrando il più grande rispetto che un’amministrazione comunale cauloniese abbia mai portato alla stampa locale, almeno dalla nascita di questo giornale. Erano tempi in cui si era abituati ad una stampa piuttosto acritica, non certo all’effervescenza che Ciavula ha imposto al dibattito pubblico e al quale oggi anche le amministrazioni comunali sembrano abituate, dandolo per scontato. Ma nonostante tutto questo, dobbiamo toglierci il cappello di fronte alla lezione di stile del sindaco Riccio.

Vengo ora all’invito che rivolgete al giornale di raccontare i contenuti del consiglio. Lo facciamo già e mi spiace non ve ne siate accorti. O meglio, facciate finta di non esservene accorti, ancora una volta per creare la base di un’argomentazione basata sul nulla. Il vostro è un invito pretestuoso e fuori luogo. Ciavula garantisce la trasparenza rispetto allo svolgimento del consiglio già attraverso la diretta integrale, consentendo ai cittadini di seguire passo passo e di farsi una propria opinione rispetto agli eventi. La successiva ed eventuale pubblicazione di articoli analitici può costituire un fattore in più, ma nulla aggiunge alla trasparenza e alla completezza di informazione da parte nostra.
Aggiungeteci che a volte è difficile capire i contenuti reali dei consigli, ed è persino difficile capire se ce ne sono, nel caos di certe assemblee. Per quello quando veniamo a conoscenza del fatto che il vostro gruppo ha presentato mozioni e interpellanze vi preghiamo di inviarcele, per pubblicarle e consentire ai cittadini di leggerle. Anche questo lo abbiamo sempre fatto, per fare conoscere i contenuti che proponete.
Ad ogni modo grazie lo stesso del vostro invito, che terremo nella considerazione che merita, provando con le nostre limitate risorse ad offrire un servizio informativo sempre migliore.
Per finire, a parte avere fatto le pulci al mio articolo, spero si potrà contare anche su Rinnoviamo Caulonia per far si che il consiglio non venga più considerato nè un circo nè una barzelletta da bar.
Un caro saluto
Il Direttore di Ciavula
Giovanni Maiolo
P.s.: Non vi ringrazio invece per l’altro scritto nel quale avete rivolto a Ciavula l’accusa di inquinare il dibattito pubblico solo perché ha riflettuto sulle differenze tra un’amministrazione eletta e un commissariamento (a proposito della vostra tolleranza verso chi la pensa diversamente da voi). E neanche per avere falsato ripetutamente la nostra opinione (per l’ennesima volta, sembra proprio un modus operandi) mentre vi ergete a paladini della verità. Preferirei che Ciavula non venisse trascinata al livello che si impone nei consigli comunali e non essendo rivolto solo al sottoscritto, eventualmente e solo se lo riterranno collegialmente, risponderanno i firmatari dell’articolo “inquinante”. Io credo che i redattori possano accontentarsi di questo post scriptum, per distinguersi e fermarsi al bel dibattito sul commissariamento che altri soggetti politici e cittadini hanno alimentato. Ma qualora invece intendessero replicare per difendere la nostra opinione dalle vostre storpiature, non sarò certo io ad impedirglielo.
