
Caulonia, Dipende da noi: “Il teatrino delle poltrone e il tramonto della dignità politica”
C’è un limite oltre il quale la politica smette di essere servizio e diventa pura sopravvivenza biologica per restare ancorati al potere. A Caulonia quel limite è stato ampiamente superato.
L’ultimo Consiglio Comunale non è stato un confronto democratico, ma la rappresentazione plastica di un sistema ormai stretto, dove le maschere sono cadute, rivelando il volto nudo e spaventato di una maggioranza accentratrice che con un minimo consenso sta tenendo in ostaggio un intero paese.
Il ritorno del “figliol prodigo” (per i propri tornaconti) è l’emblema del decadimento.
Un vicesindaco che in passato, dopo essere stato esautorato dal sindaco Cagliuso, aveva sbattuto la porta abbandonando tutti, oggi, con un disinvolto e indegno trasformismo, rientra per votare il bilancio. Ingiustificabile sotto gli occhi dei cittadini onesti che rimangono confusi e sbigottiti.
Non c’è visione, non c’è progetto, esiste solo la necessità numerica di una maggioranza che ha perso i pezzi per strada e che, pur di non cadere, è disposta a rimangiarsi tutto, a rinnegare se stessa, a rinunciare anche alla dignità.
Ma, siamo o non siamo di fronte ad un teatrino di satira?
È la politica del soccorso alla poltrona che offende l’intelligenza e la fiducia dei cittadini nelle istituzioni.
Che dire poi del difendersi attaccando indegnamente e con violenza verbale chi non ha le stesse visioni (distorte) del sindaco e della maggioranza tutta!
L’abisso morale di questa amministrazione si tocca quando mancano le risposte politiche, e la maggioranza estrae l’arma della vile offesa e dell’attacco personale. È un metodo squadrista, un tentativo becero di intimidire chi osa alzare la testa, chi osa esprimere il dissenso.
È il marchio di fabbrica di chi è politicamente fallito e moralmente minuscolo.
E mentre il Sindaco Cagliuso e i suoi restano asserragliati nel palazzo, il gruppo “Dipende da noi” ha dato una lezione di dignità che brucia molto, infatti, le dimissioni degli assessori sono state non solo un atto dovuto ma soprattutto uno smacco politico senza precedenti.
È stata la dimostrazione dell’esistenza concreta, non a chiacchiere vuote e sospese, che esistono persone che preferiscono lasciare le poltrone pur di non essere complici di questo scempio, persone che rinunciano spontaneante (non messe alla porta) a potere e indennità pur di tenere alta la propria dignità politica e personale. Questo gesto di estrema serietà e coerenza etica ha gettato la maggioranza nel panico, costringendola a recuperare in ogni modo “vecchi ritorni” pur di far quadrare i conti.
Purtoppo è sotto gli occhi di noi tutti che ormai questa amministrazione non bada a regole, calpesta il bon ton istituzionale e trasforma l’aula consiliare in un ring senza dignità.
La prepotenza è l’unica difesa che alita nella sala consiliare.
Gli amministratori sanno che il consenso fuori da quel palazzo è finito, la stima si è esaurita!
Le maschere di “buoni amministratori” sono crollate sotto il peso dell’arroganza e dell’incapacità, dell’inconcludenza. Caulonia non è un feudo privato e i cittadini non sono spettatori paganti di una farsa che sta portando il paese nel baratro. Il palazzo comunale non è il Colosseo, non è l’arena.
Cosa resta, dunque, di questa amministrazione se non un cumulo di macerie che sta crollando così come sta crollando Maietta. Quell’opera che doveva essere il vanto dell’amministrazione Cagliuso.
Il tempo delle maschere è finito. Non basteranno rientri dell’ultimo minuto, non basterà l’aggancio della scialuppa di salvataggio, non basteranno le grida pseudo autoritarie a coprire il rumore di un progetto politico che è crollato inesorabilmente. Se in seno agli amministratori fosse rimasto un briciolo di rispetto per la storia di questo paese ci sarebbe una sola via d’uscita dignitosa: Rassegnare le dimissioni e restituire la parola ai cittadini. Caulonia merita di respirare aria.
Dipende da noi – Gruppo politico Caulonia
