
Consiglio Comunale di Caulonia: quando la politica diventa scontro personale
Riceviamo da A.D. e pubblichiamo
Quanto accaduto nell’ultimo Consiglio Comunale di Caulonia delinea un quadro preoccupante, dove il confronto politico sembra aver ceduto il passo a una deriva verbale che colpisce la dignità personale e istituzionale dei singoli consiglieri.
L’attacco combinato alla consigliera Luana Franco (attraverso una frase sessista) e al consigliere Vincenzo Frajia non è solo un incidente di percorso, ma un segnale di crisi del linguaggio democratico.
Un Consiglio Comunale dove si arriva alle offese sessiste (come denunciato dalla consigliera Franco) perde la sua funzione di “guida” e diventa un luogo di scontro tossico che allontana i cittadini dalla politica.
Quando in un’aula istituzionale si ricorre al sessismo per colpire una consigliera, l’offesa non è rivolta solo alla persona, ma a tutte le donne e al ruolo che ricoprono nella società civile.
Usare il genere come arma di svalutazione politica è una tattica arcaica che mira a delegittimare l’intelligenza e l’impegno dell’avversaria.
Caulonia, paese di cultura e accoglienza, non merita che il suo massimo consesso civile diventi teatro di discriminazioni che dovrebbero appartenere al passato.
L’attacco a Vincenzo Frajia:
L’aggressione verbale o il tono intimidatorio nei confronti del consigliere Frajia confermano un clima di intolleranza verso il dissenso.
Se la maggioranza, che ha il dovere dell’equilibrio e della guida, risponde alle critiche politiche con attacchi personali, svuota di significato il mandato ricevuto dagli elettori.
Il ruolo della minoranza è il controllo; se questo controllo viene percepito come un fastidio da eliminare con l’offesa, la democrazia locale si indebolisce pericolosamente.
Una riflessione sulla responsabilità della Maggioranza
In un momento storico in cui si combatte ogni giorno contro la violenza di genere e il bullismo istituzionale, le parole pronunciate dai banchi della maggioranza pesano come macigni.
La politica deve essere l’arte del dialogo, non l’arena del fango. Derubricare una frase sessista a “nervosismo” o a “battuta di spirito” è un atto di complicità culturale che una comunità matura non può accettare.
La solidarietà ai consiglieri Franco e Frajia è necessaria, ma non basta. Occorre un ritorno al rispetto delle regole d’aula e, soprattutto, del valore umano dell’avversario.
Il rischio è che i cittadini, disgustati da certi toni, si allontanino ancora di più dalla vita pubblica, lasciando spazio solo alle urla e non alle idee.
Un paese evolve quando il dibattito si sposta dal “chi è stato” al “cosa facciamo”. Fino a quando la politica sarà vissuta come una guerra tra clan, Caulonia resterà ferma, mentre il resto del mondo corre.
L’ultimo consiglio comunale ha dimostrato che la politica a Caulonia si è ridotta a attacchi personali e offese.
Questo scenario blocca l’evoluzione perché, Allontana i competenti.
Chi ha capacità e professionalità spesso evita di impegnarsi in politica per non finire nel fango delle polemiche sterili.
Mentre ci si offende in aula, i problemi reali (tasse, spopolamento, degrado ambientale) rimangono senza soluzione.
