
Gente in Aspromonte organizza un’escursione ai “Rifugi di Vocale e Serro della Croce”
Raduno: Ore 09:30 Presso il Centro Commerciale di Bovalino sulla S.S. 106
Partenza Escursione: Ore: 10:30
La natura mutevole ci accompagna per tutto il percorso, con il paesaggio dei boschi dell’Aspromonte
che si trasformano e profumano di essenze diverse, mentre le fiumare mutano aspetto anche esse per
via delle rocce di diversa composizione. Le sorgenti ci ricordano leggende lontane, mentre il sentiero ci
porta in una profonda e remota vallata, intorno a cui convergono alte e scoscese pareti.
Lo scenario è sorprendente, in alto ci sovrasta il massiccio di Pietra Castello e in basso intravediamo ciò
che resta del lago Costantino. Questo tratto del Cammino della Fede è sicuramente il più suggestivo,
per raggiungere a piedi il santuario di Polsi, in quanto si percorrono le antiche vie dei pellegrini e dei
viandanti che si recavano nel famoso luogo di culto.
Nel percorso si incontrano i seguenti rifugi: Vocale, Cusmano, Muccari, Koman, Croce e Favazzina.
Descrizione sentiero: Il sentiero parte dal Passo della Cerasara a 1.400 metri di altezza.
Ci immettiamo sulla sterrata che in pochi minuti ci porta al rifugio di Favazzina, subito ci troviamo sulla
pista e dopo aver superato il torrente ci immettiamo nel sentiero e dopo circa 15 minuti giungiamo al
casello Vocale.
Il luogo è caratterizzato dalla presenza di rigogliose piante di abete rosso e da una serie di
attrezzature, finalizzate al ristoro (qualche tavolo di legno e una preziosa fontana).
Continuiamo lungo la pista (che è la stessa che in condizioni normali conduce a Polsi) e dopo 30 minuti
arriviamo alla Fontana della Croce.
Abbandoniamo la pista carrabile e imbocchiamo un sentiero, ai lati del quale si trovano alcuni cumuli di
pietre. Sono le pietre votive dei fedeli provenienti dal versante tirrenico che uniti in “carovane” si
recavano nel famoso luogo mariano.
Giungiamo quindi al casello del “Serro della Croce”, dal nome dell’omonima località. Ci lasciamo il
casello alle spalle e dopo poche decine di metri giungiamo ad una altura completamente sgombra da
impedimenti visivi, una sorta di balcone panoramico a quota 1.345 m.
Da qui possiamo godere di un paesaggio a 360°e spaziare con lo sguardo. Partiamo dal monte
Montalto e a tutta la propaggine che degradando arriva al mare, continuiamo con l’imponente
formazione rocciosa di Pietra Castello fino alle alture del piano Carrà, con in lontananza la sommità di
monte Scorda e a seguire la cresta dell’Appennino, per poi ritornare nuovamente con lo sguardo a
Montalto.
Giù nella vallata vediamo il letto dei torrenti che poco più a valle si uniscono dando origine al torrente
Bonamico. Polsi sembra ad un tiro di schioppo e un binocolo potrebbe essere utile. Questo e molto
altro ancora è possibile ammirare dal belvedere del Serro della Croce.
Una volta soddisfatta la naturale curiosità per l’incredibile straordinarietà dei luoghi, ci incamminiamo
lungo la via del ritorno, che sostanzialmente ricalca il percorso dell’andata ma con qualche variante.
Giunti alla “Fontana della Croce”, invece di ripercorrere la pista, prendiamo un sentiero posto sul lato
sinistro della fontana, avendo l’accortezza di imboccare il sentiero giusto che, in leggera salita, ci
porterà a visitare i rifugi Cusmano e Muccari realizzati dagli operai forestali, fruibili in caso di necessità,
da tutti coloro i quali potrebbero averne bisogno.
Poco dopo ci immettiamo nuovamente sulla pista percorsa all’andata e ritorniamo sui nostri passi al
punto di partenza.
Salvatore Lacopo – Gente in Aspromonte
