
Il ricordo di Mario Chiera, lo Chef cauloniese che non sapeva dire mai di no. “Trasformava ogni tavola in un abbraccio”
Di Antonio Chiera
Certe persone sanno nutrire non solo il corpo, ma anche l’anima e Mario Chiera era esattamente così.
Se n’è andato in punta di piedi, senza fare rumore, senza pesare su nessuno: anche nell’ultimo atto della sua vita, Mario Chiera è rimasto fedele a se stesso. Riservato, schivo, con quella timidezza gentile che lo caratterizzava, capace di un calore raro. Se n’è andato dopo quasi un anno di sofferenza che non meritava: lui che aveva dato tanto e chiesto così poco.
Conosciuto da tutti come Chef — e il nomignolo racconta già molto — aveva trascorso la maggior parte della vita dietro i fornelli, tra il Piemonte e la Liguria, lontano dalla Calabria ma mai davvero lontano dalle sue radici. Lì aveva incontrato la famiglia Zaminato, gestori dei locali in cui Mario aveva lavorato per tutta la sua carriera: un sodalizio che col tempo era andato ben oltre il semplice rapporto di lavoro. Lo avevano accolto, formato, accompagnato — una seconda famiglia, quella del nord, che lo aveva adottato con affetto sincero. Fino al pensionamento Mario era rimasto al loro fianco, fedele com’era nel carattere, prima di fare il passo che ogni calabrese emigrato porta nel cuore: tornare a casa. Tra Caulonia e Favaco di Stignano aveva poi ritrovato la terra di origine, e lì aveva continuato a fare quello che sapeva fare meglio: mettere qualcosa di buono nel piatto di chi gli stava vicino.
Anche dopo il pensionamento, la casetta materna chiamata “il forno” — che divideva col fratello Mimmo — era rimasta un posto aperto. Le tavolate si organizzavano ancora, le specialità dello Chef uscivano dalla cucina, e attorno a quella tavola gli amici si ritrovavano volentieri. Non per obbligo, ma perché stare con Mario faceva bene.
Scrivere di uno zio è difficile. Lo so bene, perché Mario era il fratello di mio papà Giuseppe, mancato il 10 febbraio 2020, e il peso di queste parole lo sento tutto. È una di quelle perdite che ti obbligano a fare i conti con il tempo che passa e con le persone che non ci sono più. Ora Mario raggiungerà i suoi fratelli Ilario, Antonio, Vincenzo, Cesare e il mio caro papà — una famiglia numerosa che la vita aveva separato portando alcuni al nord, come capita a tante famiglie del Sud, e che oggi si ricompone forse in un posto migliore.
Le persone buone — quelle buone davvero, non per convenienza o per forma — lasciano un segno che non si cancella. Mario Chiera era tra quelle.
Oggi alle 13.30 la salma giungerà dall’ospedale di Crotone alla chiesa San Silvestro e Barbara di Marina di Caulonia, dove alle 15.30 sarà celebrata la messa di suffragio.
