Niceforo: “Da Caulonia a Gioia Tauro, la fede e il lavoro si uniscono nel segno di Sant’Ilarione”

Niceforo: “Da Caulonia a Gioia Tauro, la fede e il lavoro si uniscono nel segno di Sant’Ilarione”

di Erminio Niceforo

Vi sono date che, pur tornando ogni anno sul calendario, finiscono per assumere un significato diverso, più profondo, quasi destinato a segnare una storia personale e familiare. Per la mia famiglia, il 21 Ottobre è una di queste.
È il giorno dedicato alla memoria liturgica di Sant’Ilarione Abate, glorioso e miracoloso patrono della città di Caulonia, paese d’origine di mia madre. Da quella terra ella ha portato con sé non soltanto ricordi e affetti, ma una fede antica, discreta e tenace, custodita negli anni come una luce silenziosa capace di orientare il cammino anche nei momenti più complessi.
Quella stessa devozione ha attraversato il tempo e lo spazio, giungendo fino a Gioia Tauro, dove la nostra famiglia ha costruito la propria realtà di vita e di lavoro attorno alla Farmacia di famiglia, luogo che negli anni è diventato non soltanto attività professionale, ma presidio umano e punto di riferimento quotidiano per tante persone.
Il 21 Ottobre 2025, tuttavia, quella data ha assunto per noi un valore ulteriore. Dopo un lungo periodo segnato da prove, attese e sacrifici vissuti con discrezione, si è aperta una nuova stagione, percepita quasi come il compimento di un percorso affrontato con perseveranza e dignità.
Sono stati anni impegnativi, nei quali ho visto mia madre affrontare ogni difficoltà con una forza silenziosa e costante. Non una forza fatta di parole o rivendicazioni, ma di presenza quotidiana, responsabilità e dedizione. Una tenacia alimentata da una fede profonda, vissuta senza ostentazione, che ha rappresentato per tutti noi un punto fermo, un vero faro capace di restare acceso anche quando l’orizzonte appariva incerto.
Ieri è giunta finalmente la statua di Sant’Ilarione Abate che mia madre desiderava da tempo collocare in Farmacia. Osservarla mentre apriva il pacco con l’emozione sincera e lo stupore quasi infantile è stato un momento semplice, ma carico di significato: non soltanto l’arrivo di un oggetto sacro, ma il segno tangibile di un cammino interiore giunto a maturazione.
Oggi la statua si trova alle sue spalle, come presenza discreta e simbolica. Una lucerna accesa che accompagna il lavoro quotidiano, veglia sulla nostra famiglia e accoglie idealmente ogni persona che entra in Farmacia, portando con sé bisogni, speranze e frammenti di vita.
In un tempo spesso dominato dalla fretta e dal rumore, questa storia ricorda come esistano ancora percorsi fatti di pazienza, radici e fede vissuta nella quotidianità. Per noi, il 21 Ottobre non rappresenta soltanto una ricorrenza religiosa, ma una memoria viva: il segno che la perseveranza, quando è sostenuta da valori profondi, può trasformare le prove in nuova luce.
Alcune date passano. Altre restano.
Il 21 Ottobre, per la nostra famiglia, appartiene ormai a queste ultime.

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