
Parte il progetto “Un Passo in Più”: dalla Regione Calabria 3 milioni di euro per le donne oncologiche
di Mario Murdolo
È stata sicuramente il frutto di un’attenta e scrupolosa analisi sociologica sull’inarrestabile e incontenibile numero di persone affette da tumore in Calabria, a intervenire con un provvedimento finanziario rivolto alle donne oncologiche, per alleviare almeno il peso delle spese sostenute dai familiari delle pazienti per cure, viaggi, assistenza e tant’altro.
Si contano, tra maschi e femmine, quasi 10.000 persone che ogni anno in Calabria vengono colpite da questo terribile male, e la cosa diventa preoccupante perché la percentuale dei malati che fa ricorso alla prevenzione è molto bassa rispetto alla media italiana. E questa negligenza non provoca altro che maggiori sofferenze e mortalità.
L’assessore Straface, nel presentare alla stampa il suo progetto solidale — che ha voluto con grande convinzione — ha tenuto a precisare che il suo non è soltanto un atto amministrativo, ma, per la necessità e l’importanza che riveste, è una vitale e utile azione politica e umana. Il provvedimento, denominato “Un passo in più”, prevede la concessione di un congruo contributo economico destinato alle donne che affrontano un percorso di cure oncologiche. Gli uffici dell’assessorato hanno provveduto in modo molto celere a predisporre l’informativa sulle modalità di richiesta ed eventuali chiarimenti. Il beneficio previsto, fino a 10.000 euro, sarà di grande supporto per tante donne.
Va bene intervenire su questo fronte, ma il problema è molto complesso e di non facile soluzione. È inoltre fondamentale, accanto alle istituzioni pubbliche e sanitarie, il supporto delle associazioni di volontariato. Un esempio di grande dedizione e vicinanza ai malati oncologici viene dall’Associazione “Angela Serra”, presso l’ospedale di Locri, che tra le molte attività assistenziali cura con grande convinzione l’informazione e la prevenzione, con screening e test gratuiti, cercando di trasmettere alla gente l’importanza vitale della prevenzione, che se praticata bene e in tempo riduce o elimina sofferenze e morti.
Un altro tema che sta a cuore all’associazione locrese è quello di portare avanti campagne che scoraggino i cosiddetti “viaggi della speranza” verso altre regioni, i quali comportano non solo disagi e costi per le famiglie, ma anche notevoli esborsi per la regione. Per questo bisogna far capire — ed è vero — che ci si può curare anche in Calabria, dove esistono strutture sanitarie e oncologiche all’avanguardia, seconde a nessuno.
