
“Poe. Protocollo Baltimora”: successo a Bovalino per lo spettacolo teatrale di Manuela Cricelli con la regia di Bernardo Migliaccio Spina
Grande partecipazione e coinvolgimento emotivo per il debutto al Caffè Letterario “Mario La Cava” di Bovalino di “Poe. Protocollo Baltimora”, spettacolo teatrale scritto e interpretato da Manuela Cricelli, con la regia di Bernardo Migliaccio Spina. Una rilettura intensa e contemporanea della figura, densa di fascinazione e mistero, dello scrittore Edgar Allan Poe, che ha conquistato il numeroso pubblico presente. Tra rimandi storici, riflessioni e musica, passato, presente e suggestioni future si intrecciano, trasformando la vicenda umana del celebre autore americano in uno specchio della società contemporanea.
Manuela Cricelli, artista talentuosa e versatile, con straordinaria bravura e intensità scenica, dà corpo e voce a un Poe inquieto, che interroga e si interroga, e abbatte la quarta parete portando nella storia il pubblico. Al centro della rappresentazione, temi universali come la perdita, il lutto, la ricerca della verità e il senso di alienazione in un sistema sociale che tende a uniformare e silenziare l’individuo, mentre la musica diventa parte integrante della narrazione scenica, amplificando emozioni e significati. Dalla teatralità dei Queen alla frammentazione dei Pixies, fino alla profondità di Amy Winehouse, ogni scelta sonora è parte integrante del racconto.
«Al Caffè letterario Mario La Cava ho trovato un pubblico straordinariamente accogliente e partecipe, capace di abitare con me quel “non-luogo” atemporale in cui la vicenda umana di Poe smette di essere cronaca per farsi specchio. Ho scelto di portare in scena Poe non per un tributo didascalico, ma perché il suo enigma è il nostro: quello di un individuo intrappolato in una realtà che non riconosce e che tenta di manipolarlo – dice Manuela Cricelli –. Attraverso il riferimento storico del cooping e della frode elettorale, ho voluto raccontare una società ancora oggi corrotta e alienante, dove si è spesso costretti a indossare abiti non propri. Sentivo necessario riportare al centro della scena il valore del pensiero critico. E la musica è quasi il reagente chimico di tutto ciò. In questo spettacolo io ed Edgar diventiamo una cosa sola: un investigatore che scava tra le macerie dell’anima, usando la musica come unica torcia nel buio. La prima a Bovalino è l’inizio di un’indagine che sento il dovere di continuare a portare tra la gente».
«Non è solo la dimensione politica, la trama della corruzione e dei sistemi di potere a risuonare: è ciò che resta quando quelle strutture si incrinano. Al centro, si apre uno spazio più intimo e fragile. Un “diverso” prende forma, non come figura marginale, ma come luogo di attraversamento. Qui il confronto con la morte non è più filtrato dall’estetica o dalla costruzione narrativa dei libri, ma diventa esperienza viva, spoglia, inevitabile. La scena non racconta: espone. E in questa esposizione, ciò che era sistema diventa ferita, ciò che era racconto diventa presenza» spiega il regista Bernardo Migliaccio Spina.
Dopo il successo della prima, lo spettacolo – con l’aiuto regia di Alessandra Tutino e il service “Smart events” di Nicola Faiello – andrà di nuovo in scena venerdì 8 maggio, ore 19.00, al Convento dei Minimi di Roccella Jonica.
Mariateresa D’Agostino
