Aiello: “In Calabria la sanità è al collasso, ma la Regione aumenta le poltrone”

Aiello: “In Calabria la sanità è al collasso, ma la Regione aumenta le poltrone”

Riceviamo da Pasquale Aiello e pubblichiamo

In una Calabria dove si muore a causa di assistenza negata e si emigra perché manca il lavoro, per la giunta che amministra la regione, la priorità pare che sia quella di aumentare le poltrone della politica. Infatti, col più classico e indegno pretesto di “rafforzare il coordinamento dell’azione di governo”, i nostri ‘cervelloni’ che siedono alla cittadella di Germaneto alias Versailles, tra le pieghe indecifrabili di nuove leggi che puntano soltanto a aumentare le spese per il mantenimento di se stessi e i propri collaboratori, hanno inserito una legge che introduce la figura dei sottosegretari alla presidenza dell’esecutivo regionale. Due nuove figure pagate lautamente con risorse di bilancio nominate direttamente dal presidente della Regione. In un momento così delicato e difficile in cui la sanità pubblica è collassata per mancanza di medici e infermieri negli ospedali, le liste d’attesa che si allungano a dismisura, i servizi che latitano, il tutto a scapito della popolazione calabrese, specialmente i deboli e indifesi, loro non trovano di meglio che aumentare i costi con la geniale idea di due nuove poltrone per gli amici aggravando sempre più il peso della spesa pubblica. Il dispendio complessivo ‘rendicontato’ per questa grandiosa idea, secondo i calcoli degli esperti, tra stipendi e costi per le strutture con consulenti, autisti e portaborse, ammonterebbe a oltre il milione di euro l’anno. Fra tutti i problemi che assillano questa bella e dannata terra, gli osservatori europei dicono che è in fondo a tutte le graduatorie per servizi insufficienti, redditi da fame e sanità in ginocchio, tutto ciò risulta un vero spreco vista la superfluità del provvedimento, e rappresenta un calcione in pancia alla povertà che quotidianamente aumenta e alle priorità che non sono le prebende da elargire, ma la sanità, il diritto alle cure e il lavoro. Inoltre, se non hanno funzioni amministrative e neanche dirigenziali, l’unica spiegazione è che saranno utili solo per mantenere equilibrio e accomodare i vari interessi al loro interno, nonché consolidare il potere o magari soltanto tenere la manina del presidente nei momenti di sconforto.  Una operazione politica ignobile e vergognosa, insomma. E’ un governo quello calabrese che ricalca una narrazione che parte da Roma e si accosta alla favola della meritocrazia e dell’efficienza, ma i calabresi sanno che così non è. La realtà in Calabria è ben diversa da come la si racconta nei salotti della capitale. Le opposizioni, durante il voto, hanno protestato abbandonando l’aula, ma rimane solo teatro se non si è capaci o non si ha la volontà politica di intervenire con durezza e determinazione per affossare un obbrobrio del genere che rappresenta l’ennesimo oltraggio alla gente di Calabria. Un costo complessivo di oltre 70 milioni di euro l’anno per far funzionare una struttura elefantiaca come quella del consiglio regionale è già un lusso da non potersi permettere, non si sentiva davvero la necessità di eccedere ulteriormente. Purtroppo, le classi politiche al governo di Calabria continuano a non brillare per visione politica, ma solo per il magna-magna.

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