
Rinnoviamo Caulonia: “L’asilo di Vasì è abusivo e l’amministrazione non si è difesa in giudizio”
Mentre l’Amministrazione tenta di riscrivere il passato e spostare l’attenzione con operazioni di pura comunicazione e nessuna sostanza, la realtà resta quella di sempre.
Dal 18 marzo scorso, data di deposito della sentenza del TAR Calabria, l’asilo di Vasì è formalmente abusivo. L’edificio sorge su un terreno privato che il Comune di Caulonia ha occupato a fine anni ottanta senza mai completare il procedimento espropriativo; il proprietario non ha mai ricevuto un atto ufficiale e per anni ha persino visto recapitarsi la richiesta di pagamento dei tributi. Quella vicenda affonda le sue radici nel passato remoto.
Ciò che invece appartiene al presente è la scelta di questa amministrazione di non difendersi in giudizio.
Di fronte a una causa che metteva a rischio un immobile scolastico e impegnava le finanze comunali per cifre potenzialmente importanti, l’amministrazione Cagliuso ha scelto di non costituirsi in giudizio.
Nessun avvocato nominato, nessuna memoria depositata, nessuna risposta agli ordini istruttori del TAR, nemmeno dopo che il Tribunale, con tre distinte ordinanze, ha avvertito esplicitamente che l’inerzia avrebbe comportato la trasmissione degli atti alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti.
Come unica giustificazione per non produrre i documenti richiesti, il Comune ha addotto lo spostamento degli archivi per lavori al municipio. Il TAR ha stigmatizzato duramente questa condotta, ritenendo provati i fatti del ricorrente proprio in virtù del comportamento processuale dell’Amministrazione.
Il risultato è che il Comune ha 120 giorni per scegliere tra due alternative entrambe insostenibili: restituire il terreno al proprietario – demolendo il plesso e trovando soluzioni alternative per i bambini di Vasì – oppure pagare l’indennizzo previsto dalla legge più il risarcimento per l’occupazione illegittima.
Cifre che, per un comune uscito dal dissesto finanziario appena l’anno scorso, rischiano di essere semplicemente insostenibili. A pagare, come sempre, sarà la comunità, perché saranno risorse sottratte ai servizi, alle manutenzioni, agli investimenti.
Il TAR ha già trasmesso gli atti alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti.
Purtroppo non è un episodio isolato.
Come abbiamo già denunciato in sede consiliare, questa stessa Amministrazione, non appellando la sentenza di primo grado del Tribunale di Locri, ha perso ben 78 ettari di terreno boschivo per usucapione.
Anche in quel caso pur essendo a conoscenza del procedimento in corso, l’Amministrazione guidata da Cagliuso ha deciso di rimanere inerte.
Come si vede, lo schema è sempre lo stesso, gli amministratori agiscono con superficialità o incompetenza nella gestione delle cause, e a pagarne le conseguenze sono i cittadini.
Ora non rimane che pretendere che l’Amministrazione Cagliuso dica cosa intende fare nei 120 giorni fissati dal TAR e perché non si è costituita in giudizio
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