Sanità da brividi, se stai male di notte prega che il navigatore funzioni!

Sanità da brividi, se stai male di notte prega che il navigatore funzioni!

di Maria Carmen Calvi

Immaginate la scena. È notte fonda. Siete soli in casa. All’improvviso, un dolore lancinante al ventre vi mozza il fiato. Siete spaventati, vulnerabili, e l’unica cosa che potete fare è comporre quel numero che dovrebbe essere il vostro salvagente: la Guardia Medica.
Vi aspettereste una voce rassicurante, vero? Qualcuno pronto a correre in vostro aiuto. E invece no. Quello che è successo stanotte a una signora sola, residente in una contrada del nostro territorio, non è solo un caso di malasanità: è un film horror dell’arroganza.
La risposta del medico di turno? Un bel “non è di mia competenza”. Ma non finisce qui. Il dottore, con una nonchalance che farebbe invidia a un impiegato svogliato all’ora di punta, rincara la dose: la zona è “difficile da raggiungere”.
Scusi, dottore, ma in che secolo vive? Siamo nel 2026! Oggi con un comune smartphone arriviamo pure sulla Luna, e lei si ferma davanti a una strada di campagna? Eppure, la risposta è stata un secco no. Un rifiuto categorico di fronte a una donna che urlava dal dolore. Solo dopo insistenze estenuanti e preghiere, il “nostro eroe” decide finalmente di mettersi in moto. Ma se pensate che l’arrivo del medico sia stato l’inizio della guarigione, vi sbagliate di grosso. È stato l’inizio di un incubo.
Il dottore entra in casa e, invece di misurare la pressione o tastare l’addome, inizia a “inveire”. Urla contro la signora, insulta la località, maledice la strada. Un fiume di fango verbale contro una persona che stava male e che chiedeva solo di essere curata. Una visita trasformata in un processo sommario alla geografia del territorio.
E per chiudere in bellezza, prima di sbattere la porta e andarsene, l’augurio finale: “Spero di non dover mettere mai più piede in questa contrada!”
Delle riflessioni, allora, risultano spontanee. Punto primo: Caro dottore, il suo compito è curare le persone, non scegliere i pazienti in base al codice postale.
Punto secondo: La dignità di un malato non è un optional che si può calpestare perché “la strada è buia”.
Non ci interessa il nome, non vogliamo fare processi pubblici ai singoli. Ma vogliamo urlare che tutto questo è indegno. In un Paese civile, nessuno — e sottolineiamo nessuno — deve sentirsi in colpa perché vive fuori dal centro abitato o perché si sente male nell’ora sbagliata.
Sveglia! La salute è un diritto, non una concessione gentilmente offerta a chi abita vicino alla statale.

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