Israele accerchia Gaza City: “Persone uccise in fila per il pane”

Israele accerchia Gaza City: “Persone uccise in fila per il pane”

Notizia tratta da Ansa.it

Per la conquista della roccaforte di Hamas a Gaza city, inespugnata in 23 mesi di guerra, il governo israeliano ha scelto la data simbolo di Rosh Hashanà (il Capodanno ebraico), anniversario della creazione di Adamo e Eva e inizio biblico del ruolo dell’umanità nel mondo di Dio.
Che quest’anno cade il 22 settembre.
L’esecutivo di Gerusalemme sta facendo pressione sui vertici militari per quella data, ha svelato una fonte ‘qualificata’ (cioè molto vicina ai ministri) alla tv pubblica Kan spiegando che la maggior parte delle infrastrutture umanitarie nel sud della Striscia è pronta ad accogliere la popolazione che sarà evacuata da Gaza city, cioè tra 800mila e un milione di persone. Già da giorni, da quando si sono intensificati i raid di Tzahal sulle periferie della città, i cittadini hanno preso a spostarsi dall’area urbana.
Secondo fonti dell’enclave, il numero è già molto alto, mentre le stime israeliane parlano di solo 10mila persone che hanno già lasciato la zona di guerra. La Croce Rossa ha avvertito che “è impossibile che un’evacuazione di massa possa essere effettuata in modo sicuro e dignitoso nelle attuali condizioni”, ha dichiarato la presidente Mirjana Spoljaric. Ma per spingere i gazawi a sud, nei prossimi giorni, ha riferito la tv pubblica Kan, saranno interrotti i lanci aerei di aiuti umanitari sopra la città di Gaza e sarà ridotta l’introduzione di camion nel nord della Striscia.

Nel mentre, i miliziani di Hamas hanno lanciato la loro contro-campagna per impedire ai residenti di muoversi, sostenendo che al sud non c’è posto ed evidentemente cercando di usare la presenza di civili come scudo. Il ministero della Salute di Hamas ha dichiarato in serata che nelle ultime 24 ore sono state uccise 15 persone e almeno 206 sono rimaste ferite mentre cercavano aiuti. Inoltre 10 civili sarebbero morti a causa della malnutrizione nell’ultimo giorno, tra cui tre bambini.
Secondo il ministero, i deceduti fanno parte dei 66 palestinesi morti nei raid israeliani tra venerdì e sabato. Poco prima che si concludesse lo Shabbat, l’aeronautica e lo Shin Bet (la sicurezza interna) hanno preso di mira l’edifico al-Bassoo a Gaza city con l’obiettivo di eliminare una personalità di ‘alto rango’ di Hamas. Poco dopo è stata la stessa organizzazione a condannare l’attacco che aveva come obiettivo il famigerato e potente portavoce dell’ala militare di Hamas Abu Obeida. Nell’attacco, hanno riferito fonti di Gaza, sono state uccise sette persone che si trovavano nel palazzo.

La sorte di Abu Obeida non è ancora chiara. In un comunicato ufficiale, Hamas ha dichiarato che “l’attacco aereo di Tsahal ha colpito un edificio residenziale abitato nel quartiere Rimal, nella parte occidentale della città di Gaza provocando decine di morti e feriti”. Una diversa fonte dall’enclave ha affermato che 11 persone sono state colpite mentre si trovavano in fila davanti a una panetteria durante l’attacco, ma anche in questo caso al momento i resoconti non sono chiari. L’Idf dal canto suo ha detto di aver usato armi di precisione per non arrecare danni ai civili. Proprio venerdì Abu Obeida, che era già stato oggetto di un fallito raid dell’Idf a maggio, ha dichiarato che i piani dell’esercito per conquistare la città di Gaza “mettono a rischio la vita degli ostaggi e la responsabilità del loro destino ricade sul governo israeliano e sull’Idf”.
A Tel Aviv migliaia di persone sono scese in piazza per chiedere al governo di accettare l’accordo per la liberazione degli ostaggi, attaccando l’esecutivo dopo che in serata si è diffusa l’indiscrezione rilanciata dai notiziari nazionali secondo cui durante il gabinetto di sicurezza che si terrà domani la questione non sarà all’ordine del giorno. Nonostante i vertici militari e della sicurezza israeliani siano pronti a presentare un fronte unito per chiedere ai ministri di accettare l’attuale proposta di cessate il fuoco e rilascio degli ostaggi rinunciando all’offensiva. Il Forum delle famiglie ha dichiarato che questa decisione è “un’ulteriore prova che il governo Netanyahu sta ricorrendo alla guerra perpetua sacrificando gli ostaggi”.

(ANSA)

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