
Bonifica Crotone, Oliverio: “Eni non può vigilare su sé stessa. Fuori i rifiuti radioattivi, si smetta di assecondare menzogne”
“L’ultima mossa di Eni Rewind, che pretende di dettare i tempi convocando tavoli tecnici, non è che l’ennesimo atto di arroganza verso Crotone e le sue Istituzioni. È ora di ristabilire la verità: non spetta al Prefetto di Crotone cercare soluzioni di comodo per i rifiuti che Eni Rewind si ostina a non voler spostare. La responsabilità è interamente del gestore, Eni Rewind, come sancito dal PAUR e dal Decreto Ministeriale 7/2020. Per Eni la bonifica è un obbligo di legge, non una facoltà da esercitare a proprio piacimento.
In questi anni abbiamo assistito al paradosso inaccettabile di una società che agisce contemporaneamente come controllore e controllato. Ma i nodi stanno venendo al pettine. Per anni, spalleggiata da alcuni ‘soloni’ di Stato e delle Istituzioni, Eni Rewind ha raccontato la favola dell’inesistenza di impianti in Italia e in Europa pronti a ricevere i veleni del SIN di Crotone. Una menzogna smentita dai fatti: già nel 2021 relazioni ufficiali indicavano la disponibilità di impianti in Germania e nei Paesi Bassi, e solo pochi mesi fa è ‘magicamente’ spuntata un’opzione in Svezia. Chi ha vigilato se vi fosse stata una corretta ricerca degli impianti autorizzati all’estero?
Sostenere poi che questi scarti radioattivi non possano viaggiare è un pretesto tecnico che insulta l’intelligenza dei cittadini: in tutta Europa si trasportano scorie radioattive in totale sicurezza; perché per Crotone dovrebbe essere impossibile?
L’improvviso allarme sui materiali TENORM è l’ultima sortita agitata per sospendere le operazioni di bonifica appena iniziate. Senza una caratterizzazione seria e un dimensionamento, queste dichiarazioni appaiono solo come l’ennesimo tentativo di lasciare i veleni nella discarica ex Fosfotec.
Il sospetto che si tratti di un disegno lucido a cui Eni Rewind non ha mai rinunciato è più che legittimo, anzi fondato: evitare una bonifica reale per non sborsare la cifra di oltre 1 miliardo e 800 milioni di euro, già quantificata dall’Ispra davanti alla Commissione Bicamerale Ecomafie nel 2012. L’obiettivo è lasciare i rifiuti radioattivi a Crotone per mero risparmio aziendale, calpestando il principio europeo ‘chi inquina paga’ e ignorando deliberatamente che quegli stessi veleni sono la causa di patologie oncologiche e sofferenze che da decenni decimano le famiglie crotonesi
È quanto ho denunciato con forza, insieme al Comitato “Fuori i veleni. Crotone vuole vivere” in questi anni ed anche davanti alla Commissione Bicamerale Ecomafie nel luglio scorso. Non si può permettere che si arrivi alla prossima primavera tra rinvii e ‘meline’ procedurali. Come indicato dal PAUR, gli scavi devono essere monitorati dall’Arpacal. Risulta pertanto urgente potenziare l’organico dell’ente con specialisti in radionuclidi e profili tecnico-scientifici altamente qualificati per le attività di sicurezza e controllo dei lavori di bonifica. Eni Rewind non può vigilare su sé stessa.
Il PAUR e il DM 7/2020 non sono trattabili, per la semplice ragione che non è trattabile la salute dei cittadini: i veleni devono andare fuori da Crotone e fuori dalla Calabria. Ogni giorno perso è un giorno di salute rubato alla nostra gente. Crotone non può più accettare ricatti: meritiamo verità, bonifiche reali e un futuro finalmente libero dall’eredità tossica del passato.”
Ufficio Stampa Mario Oliverio
