
Aiello: “I nuovi pacchetti sicurezza servono solo ad accrescere la repressione”
Riceviamo e pubblichiamo
di Pasquale Aiello
Le grandi mobilitazioni contro il genocidio palestinese e tutti gli scioperi dei mesi scorsi, contro l’insoddisfazione sociale in Italia, deve avere allarmato il governo italiano, tanto da indurlo a inventarsi nuovi pacchetti sicurezza, col pretesto dell’incolumità pubblica, in realtà hanno solo lo scopo di accrescere la repressione contro il dissenso, diminuire sempre più i diritti e garantire con scudi penali e balle varie gli intoccabili. Quello che è successo a Torino in questi giorni durante la manifestazione di popolo contro la chiusura del centro sociale Askatasuna e gli abituali e pianificati disordini andati in scena con le solite modalità, si inserisce in un copione recitato altre volte dove a finire in ospedale col volto coperto di sangue, purtroppo, sono sempre i pacifici, ma sulle pagine dei giornaloni asserviti compaiono solo le scene di propaganda pro regime. Pertanto, ormai, non si tratta più di semplici fatti di ordine pubblico, ma vanno considerati in un contesto politico che scaturisce da direttive precise dai contorni reazionari, stabilite dal governo in carica. Repressione come dispositivo strutturale dell’esecutivo per scoraggiare le manifestazioni e le proteste e sopprimere il dissenso. La narrazione filogovernativa vuole imporre la logica secondo la quale tutti coloro che d’ora in poi parteciperanno a manifestazioni di piazza saranno complici di chi si oppone alle cariche della polizia, ma soprattutto di chi non accetta le ingiustizie, le prepotenze e i soprusi del governo borghese. Criminalizzare i movimenti solidali che protestano contro guerre e genocidi o semplicemente contro la precarietà del lavoro e di conseguenza della vita stessa.
E’ il vero obiettivo di questo governo. Rispondere alle contestazioni provocando il conflitto per seminare paura e compiere controllo autoritario come nelle migliori famiglie conservatrici, così come ampiamente documentato dal servizio della trasmissione ‘piazza pulita’. I fatti di Torino sono un chiaro segnale, un altro tassello verso dinamiche autoritarie per colpire chi combatte ogni giorno per il salario, la giustizia sociale, la salvaguardia dell’ambiente, la sanità pubblica, i diritti, il lavoro dignitoso, quello che fa vivere e non morire. E’ un governo, per molti aspetti, incapace e prono al padrone d’oltreoceano, da cui prende lezioni, gente che non dialoga ma usa la forza per rispondere ai problemi sociali con la militarizzazione degli spazi spacciandola come difesa della legalità, la ‘loro’ legalità.
Una accelerata con altri decreti sicurezza, la ‘loro’ sicurezza, il ‘loro’ profitto. Di sicuro non la sicurezza del lavoro vero, della salute e dell’istruzione, che quotidianamente viene svilita dalla forbice governativa con tagli onerosi per garantire sostegno a guerre e genocidi che minano pace e stabilità in nome di una partecipazione al tavolo per la spartizione. E’ la concorrenza all’interno del capitalismo, questo sistema mostruoso che arricchisce i ricchi e produce un continuo deterioramento della vita e la permanente precarietà dell’esistenza dei poveri e degli ultimi. Tant’è, ma ora bando alle ciance, è tempo di divertirsi con i giochi invernali, un magna-magna di soldi pubblici e una grande vetrina, perfino per Israele, nonostante sia colpevole di un genocidio ancora in corso. Il potere è feroce e l’imperativo è sempre uguale…Show must go on.
