
Danni al lungomare di Siderno, “Il Faro” contesta Fragomeni: “Ora servono interventi concreti”
Riceviamo e pubblichiamo
Cosa accade a una bella cittadina come Siderno quando mancano assunzione di responsabilità e continuità amministrativa?
Accade che anche l’acqua calda, a un certo punto, diventa una grande scoperta.
Lo si è capito sabato pomeriggio, nel consiglio comunale aperto alla cittadinanza, convocato finalmente dall’amministrazione Fragomeni alla luce dei danni provocati dall’uragano Harry. Noi del movimento Il Faro eravamo presenti. Abbiamo ascoltato e apprezzato le relazioni degli esperti: chiare, realistiche, oneste. E proprio per questo, amare: il novanta per cento delle indicazioni emerse erano le stesse che l’amministrazione Fuda aveva indicato come urgenti e necessarie nel 2017, quando era intervenuta con tempestività per restituire ai sidernesi un lungomare distrutto da una mareggiata.
Da allora è trascorso del tempo: la seconda metà del 2018, il 2019, il 2020 e quasi tutto il 2021.
E ancora, con l’amministrazione Fragomeni: il 2022, il 2023, il 2024, il 2025, fino a questo infausto inizio del 2026, che ha visto il ciclone scatenarsi con tutta la sua brutale ferocia contro il lungomare sidernese; un lungomare lasciato privo di quelle protezioni a mare da tutti indicate, ieri come oggi, indispensabili per salvare il futuro balneare della città: la stagione estiva, i lidi, gli stabilimenti, il lavoro, il turismo e quella socialità, linfa vitale del fermento cittadino da decenni.
Non ci si è neppure preoccupati di risanare le parti compromesse da eventi precedenti.
Più di otto anni senza muovere un dito in questa direzione.
Fatta eccezione per due operazioni di maquillage grafico e patinato, rendering senza capo né coda, buoni solo a distrarre i cittadini, e per quattro inutili teloni stesi la notte precedente un disastro annunciato.
Si è puntato su altro. L’amministrazione Fragomeni, destinando i tanti milioni del PNRR a villa comunale, centro polifunzionale e piscina, ha scelto, per usare una metafora domestica, di sistemare infissi e tapparelle, trascurando il salotto cittadino, bene primario per la crescita economica, l’occupazione duratura e lo sviluppo turistico di Siderno.
In sintesi, chi ci amministra non è stato capace di distinguere l’essenziale dal secondario, poi si è persino fregiato di aver consegnato le opere in tempi da record.
Sicché la domanda nasce spontanea: quante stagioni serviranno per restituire decenza, attrattività e vivibilità al nostro lungomare?
Ora bisogna cambiare rotta, assumersi le responsabilità per poi, insieme, come si è detto nel consiglio comunale di sabato, agire in modo costruttivo, oltre il basso orizzonte in cui siamo stati destinati. Il danno è rilevante, ma una comunità unita lo può affrontare. Ogni rinascita richiede partecipazione e unità. Noi siamo disponibili a dare una mano, partendo da un messaggio chiaro da lanciare già ai turisti, soprattutto in vista della BIT di Milano di martedì, dove sarà presente una delegazione del nostro movimento.
La stagione balneare dovrà avviarsi, con meno superficie, ma pur sempre godibile. Per rendere nuovamente fruibile il lungomare nella sua interezza servono interventi mirati ed essenziali. Poi si potrà, e si dovrà, pensare al grande lavoro strutturale, con serietà, competenza e visione.
Il Faro continuerà a vigilare, a proporre e a pretendere risposte concrete per Siderno, senza vittimismo neomelodico. A partire, giova ricordarlo, dalla mattinata di sabato 21 Febbraio, quando politica e comunità staranno nuovamente insieme nel convegno organizzato dal nostro movimento all’Azulejos (YMCA), dal titolo “Lungomare, cantiere ideale”. Sono questi i momenti rari e preziosi che permettono alle comunità di fare uno scatto in avanti e alla politica inconsistente di cambiare passo.
Movimento politico “Il Faro”
