
Gente in Aspromonte organizza un’escursione suggestiva al “Balcone delle Aquile”
Raduno: Ore 10:00 al Piazzale Cimitero di Staiti (all’ingresso di Staiti seguire le indicazioni Carabinieri e poi Cimitero).
Partenza Escursione: Ore 10:15
Note: Escursione di straordinaria valenza naturalistica e paesaggistica che consente di penetrare l’anima e l’essenza della nostra montagna. L’itinerario presenta un primo tratto in linea di circa 5 Km, ed un secondo tratto ad anello di circa 9 Km, rappresenta, nel suo complesso, un agevole ascesa su una scalinata incisa nel versante orientale dell’Aspromonte, i cui ampi gradini sono rappresentati dai piani di Falcò, di Cuvalo, da Sella dei Tre Limiti e Monte Cerasìa, che offrono panorami mozzafiato, con lo sguardo che spazia all’intorno dalle alte montagne dell’interno fino al mare. La cima di Monte Cerasìa offre un panorama a 360° che abbraccia lo Jonio, i Borghi adagiati sulle colline pre-aspromontane, Monte Iofri, Puntone Galera, i Piani di Bova, le rocche aguzze di Pentedattilo e Pietrapennata ed in lontananza l’Etna. É tutto un belvedere, in uno scenario di rara bellezza dove è possibile, con un po’ di fortuna, imbattersi nel volo dell’aquila del Bonelli, distinguibile per il corpo chiaro e la presenza di una striscia scura sotto le ali e sulla parte terminale della coda, nonché nel volo della poiana, in dialetto “rapinu”, facilmente avvistabile mentre plana pigolando alla ricerca di una preda.
Descrizione Sentiero: Si procede sulla sterrata in lieve salita, per un breve tratto coperta da una rada macchia, per poi tornare nuovamente allo scoperto ed intercettare una segnaletica del Parco con indicazione Casalinuovo in corrispondenza della quale si svolta a sx fino a giungere, dopo circa 100 m. all’area attrezzata di località Falcò. Dall’area pic-nic di Falcò continuare verso monte lungo la strada, per un breve tratto in cemento, che procede agevole tra la fitta lecceta, quando in piano, quando in leggera salita, fiancheggiando a dx il V.ne Radicatuso. Dopo un centinaio di metri, il cemento lascia il posto alla terra battuta e, mantenendosi sempre sulla carrabile che procede da ora in avanti sempre al coperto del fitto bosco misto di leccio, quercia, castagno e radi pini, dopo aver incontrato la storica fonte de “l’acqua arruggiata” cioè ferruginosa, si raggiunge il rifugio di Cuvalo e l’omonimo piano che rappresenta uno straordinario balcone panoramico.
Agli occhi dell’escursionista si apre uno scenario stupendo con all’interno le zone montuose coperte da foreste fittissime tra le quali si dipanano lunghe ed articolate gole fluviali che poi si aprono a valle negli ampi letti delle fiumare, sui fianchi pedemontani e collinari il rosario di piccoli borghi spesso abbandonati e sulla costa i paesi rivieraschi con i loro agglomerati urbani spesso disordinati. Si prosegue il cammino sempre sulla sterrata che taglia il crinale di Serro Carditano con a dx. il V.ne delle Cateratte e procede sinuosa in leggera salita, allo scoperto, fiancheggiata da verdi pascoli e da aree non più boscate in quanto preda di incendi passati, come testimoniano gli scheletri di porzioni di tronchi che ancora svettano in bella mostra. In corrispondenza di un’ampia curva con un piccolo slargo dove a dx vi è una recinzione ed i pilastri di un cancello fatti con travi ferroviarie, si lascia la sterrata e si devia a sx su un labile sentiero che zig-zagando, in pochi minuti, conduce sul crinale e poi va ad incrociare la sterrata nell’area dei Tre Limiti. Tale denominazione è dovuta al fatto che tale area delimita i territori di tre o, per essere più precisi, quattro comuni (Palizzi, Bova, Staiti ed Africo).
Salvatore Lacopo – Gente in Aspromonte
