
Caulonia, il miracolo di Cagliuso. Ovvero come demolire una maggioranza coesa e compattare un’opposizione divisa – prima parte
Negli ultimi giorni la politica cauloniese ha vissuto tre avvenimenti rilevanti.
Primo: la rottura tra l’amministrazione di Franco Cagliuso e il risorto gruppo “Dipende da noi“. Risorto perchè si era praticamente sciolto dentro Forza Italia nel momento in cui gli era stato concesso di sedere nella giunta comunale, per risorgere adesso e riprendere lo sport preferito degli ultimi anni: il tiro all’amministrazione Cagliuso.
Ma andiamo per ordine.
A comporre la lista civica che ha portato nel 2022 Franco Cagliuso a diventare il primo cittadino di Caulonia hanno contribuito, in coalizione, due gruppi: Officina delle idee e Dipende da noi.

Nel momento di comporre la giunta comunale, dopo travagliate trattative e settimane di incertezza, Cagliuso non ha nominato nell’organo esecutivo nessun rappresentante di Dipende da noi.
Il gruppo escluso ha quindi gridato al tradimento degli accordi tanto da richiedere al sindaco, già a maggio 2023, l’azzeramento della giunta per crearne una rappresentativa della coalizione. Di fronte all’ennesimo rifiuto partiva la ripicca: una dura campagna di comunicazione contro l’amministrazione Cagliuso. “Il tradimento – scriveva il gruppo Dipende da noi in un comunicato stampa del settembre 2023 – non è stato perpetrato nei nostri confronti, bensì nei confronti degli elettori cauloniesi che, per mezzo del voto, avevano dato la chiara indicazione di volere un’amministrazione diversa”.
Dipende da noi diventava ufficialmente opposizione, sia fuori che dentro il consiglio comunale. Un’ opposizione che, fuori dal consiglio, si manifestava attraverso comunicati stampa davvero duri, a tratti eccessivi e sopra le righe. Toni caratteristici dell’estrema destra italiana, se vogliamo fare un paragone col dibattito politico nazionale.
Ma questa irruenza verbale cessava all’improvviso nel momento in cui, nel 2024, per Dipende da noi si spalancavano le porte della giunta in un’operazione che oggi Cagliuso paga caro. Ma continuiamo a procedere per ordine.
Dipende da noi entrava in giunta e scompariva come gruppo politico, confluendo in Forza Italia, tanto che molti suoi membri entravano nel direttivo del partito fondato da Silvio Berlusconi e oggi guidato da quel fenomeno di Antonio Tajani, che tra un saltello sul palco e una dichiarazione ridicola dopo l’altra, punta a rappresentare la destra moderata.
Di contro il gruppo che fino a quel momento aveva sostenuto Franco Cagliuso si frantumava. L’ex vicesindaco Andrea Lancia, considerato un fedelissimo del sindaco, buttato fuori per fare spazio a Ninni Riccio di Dipende da Noi si lanciava in accuse fortissime verso Forza Italia e l’amministrazione. A distanza di poco, per ragioni simili, Cagliuso perdeva anche un altro assessore, Antonella Caraffa, riuscendo nell’impresa straordinaria di demolire una maggioranza che si era rivelata ridotta nei numeri ma granitica.

Aggiungiamo che i risultati prodotti dalla giunta rinnovata non sono stati particolarmente apprezzabili, per usare un notevole eufemismo, e il capolavoro è quasi compiuto. Ma manca ancora un tassello.
Recentemente gli assessori entrati in giunta in quota Dipende da noi, per ragioni mai spiegate in consiglio comunale, si sono dimessi, lasciando Cagliuso, ad oggi, senza maggioranza.
In seguito alle dimissioni, come un fiume carsico, ecco rispuntare il nome di Dipende da noi, con un comunicato che, rispolverando i tipici toni dialettici, parla di azione “criminale” in merito al verde pubblico, per poi chiedere nuove elezioni.
A quel punto Cagliuso replica affermando che quando gli ha dato la possibilità di amministrare “hanno evidenziato un’imbarazzante incompetenza, risultando irrilevanti e inconsistenti per l’azione di governo”.
Sicuramente un’accusa a Dipende da noi, ma anche una consistente autocritica nei confronti di un capolavoro di masochismo politico.
Lancia e Caraffa avrebbero garantito stabilità, metterli ai margini rischia ora di costare caro al sindaco in carica.
Quel che è certo, visto il feroce botta e risposta tra Cagliuso e Dipende da noi, è che la rottura può ormai considerarsi definitiva. O sarebbe meglio dire, utilizzando un ossimoro, “temporaneamente definitiva”, perchè chi conosce la politica cauloniese sa che nel tempo ogni rapporto è ricucibile e ogni tensione superabile. E non è necessariamente un male.
Ma nell’immediato possiamo affermare che il dialogo è interrotto.
continua…
