Erminio Niceforo: “Caulonia accoglie don Giuseppe e don Lorenzo”

Erminio Niceforo: “Caulonia accoglie don Giuseppe e don Lorenzo”

Una chiesa gremita, un silenzio carico di emozione e poi l’applauso lungo, sincero, corale: così la comunità di Caulonia ha accolto ieri sera il suo nuovo arciprete in solidum, Don Giuseppe De Pace, che guiderà la comunità insieme a Don Lorenzo Spurio Fascì, nel solenne ingresso celebrato nella Chiesa Madre, Duomo di Santa Maria Assunta.
Un momento intenso, partecipato, che ha visto fedeli di ogni età stringersi attorno ai nuovi pastori in un clima di profonda comunione ecclesiale. L’emozione era palpabile fin dai primi istanti della serata, impreziosita da parole di benvenuto dense di affetto e responsabilità, nelle quali più volte è risuonato un nome che a Caulonia non è solo devozione, ma identità: Sant’Ilarione abate.
Il passaggio più toccante si è consumato ancor prima dell’inizio della celebrazione. Appena entrato in chiesa, Don Giuseppe si è dapprima recato nella cappella del Santissimo Sacramento, sostando in adorazione dinanzi all’Eucaristia. Subito dopo ha voluto dirigersi nella cappella dedicata al Santo Patrono, per sostare in preghiera dinanzi alla reliquia e alla pregevole statua lignea custodita con venerazione.
Un gesto semplice ma altamente simbolico: l’omaggio al “primo cittadino” di Caulonia e l’affidamento del proprio ministero — condiviso in solidum — all’intercessione del glorioso Abate.
Sant’Ilarione è stato presenza costante lungo tutta la serata: nel discorso ufficiale rivolto ai nuovi arcipreti, nei richiami alla tradizione, nelle note solenni della Banda Musicale “Pietro Di Mauro” che hanno omaggiato l’ingresso eseguendo l’Inno a Sant’Ilarione Abate; persino nei dettagli conviviali che hanno seguito la celebrazione, dove l’effigie del Santo campeggiava finanche sulla torta preparata per l’occasione. Un segno tangibile di quanto la figura dell’Abate non sia elemento ornamentale, ma tratto distintivo dell’anima cauloniese.
L’ingresso si è così trasformato in un rinnovato atto di appartenenza: alla Chiesa, alla propria storia, al proprio Patrono.
Perché a Caulonia Sant’Ilarione non è soltanto memoria venerata, ma identità viva, storia condivisa e radice profonda di ogni cauloniese. Nel segno del grande Abate, che da secoli veglia sulla Città, la comunità ha voluto consegnare ai suoi pastori non solo un saluto, ma un impegno condiviso: camminare insieme nella fede, custodendo tradizione, unità e senso di appartenenza.
A Don Giuseppe De Pace e a Don Lorenzo Spurio Fascì giunga l’augurio sincero di un fecondo e luminoso ministero in mezzo a noi, sulle orme di Sant’Ilarione, nostro celeste Patrono e guida. Che il loro cammino pastorale sia benedetto e sostenuto dalla stessa forza spirituale che nei secoli ha plasmato l’anima e la storia di Caulonia.

Erminio Niceforo

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