
Caulonia, Maria Grazia Dimasi: “Solidarietà a Luana Franco. Nei consigli comunali non c’è spazio per linguaggi offensivi e sessisti”
Quanto accaduto nel corso dell’ultimo Consiglio Comunale rappresenta un episodio grave e inqualificabile, che nessuno di noi avrebbe mai voluto vedere da parte di un rappresentante delle istituzioni cittadine.
Desidero esprimere, ancora una volta e pubblicamente, la mia piena vicinanza e solidarietà alla consigliera Franco per quanto subito. In un’aula consiliare, luogo per eccellenza del confronto democratico, non può e non deve trovare spazio alcuna forma di aggressione verbale, tanto meno se connotata da espressioni offensive e sessiste.
Mi preme inoltre soffermarmi su alcuni commenti che stanno emergendo in queste ore. Ancora una volta, secondo uno schema purtroppo ricorrente quando si parla di violenza, soprattutto nei confronti delle donne, si tende a spostare l’attenzione sulla persona che ha subito l’offesa, interrogandosi su come avrebbe dovuto reagire o se avrebbe dovuto denunciare immediatamente. Così facendo, però, si perde di vista il punto centrale: la responsabilità di chi quell’offesa l’ha pronunciata.
Nessuno può permettersi di stabilire quale fosse la “reazione corretta” in un momento di tale gravità. Ognuno, posto di fronte a un’aggressione verbale tanto bassa mentre sta esercitando il proprio mandato istituzionale, può reagire in modo diverso. E nessuna di queste reazioni può essere oggetto di giudizio o strumentalizzazione.
È lo stesso meccanismo che, troppo spesso, si riscontra nei casi di violenza di genere, quando si domanda alla vittima perché non abbia denunciato prima o perché non abbia reagito in un determinato modo. È un approccio che dobbiamo superare con decisione. Se da questa vicenda deve emergere una morale, è proprio questa: comprendere che la violenza di genere non è soltanto un fatto episodico, ma un fenomeno culturale, radicato in atteggiamenti, linguaggi e consuetudini che troppo spesso vengono minimizzati. Ed è su questo piano culturale, che occorre intervenire con determinazione, invertendo modelli e comportamenti che alimentano, anche indirettamente, dinamiche di sopraffazione.
Per questo motivo, chiunque scelga di intervenire nel dibattito pubblico su quanto accaduto non può che attenersi a un principio chiaro e imprescindibile: esprimere piena e totale solidarietà a chi ha subito l’aggressione verbale. Tutto il resto rischia di trasformarsi in un’inaccettabile forma di giustificazione o, peggio, di ulteriore violenza.
Avv. Maria Grazia Dimasi
