Luana Franco dopo la denuncia della frase sessista: “Dal sindaco di Caulonia nemmeno una telefonata o un messaggio”

Luana Franco dopo la denuncia della frase sessista: “Dal sindaco di Caulonia nemmeno una telefonata o un messaggio”

C’è un fatto su cui oggi sono tutti d’accordo, e da lì vorrei partire.

Nel corso dell’ultimo Consiglio Comunale di Caulonia, qualcuno ha rivolto nei miei confronti un’espressione gravemente offensiva e sessista. Lo riconosce chi mi esprime solidarietà, lo riconosce chi mi chiede di fare chiarezza, lo riconosce persino chi, nello stesso comunicato in cui condanna quella frase, mi accusa di aver simulato l’abbandono dell’aula e di aver costruito uno “scandalo politico” a posteriori.

Su questo punto, almeno, non c’è discussione.

Quella frase è stata pronunciata. Io l’ho subita.

Mi si chiede perché non ho reagito immediatamente, perché non ho denunciato in quel momento, perché ho reso pubblica la vicenda solo il giorno dopo. Provo a spiegarlo con sincerità, anche se non dovrei essere io a dovermi giustificare.

Quando ho sentito quelle parole, non ho provato rabbia. Ho provato qualcosa di più profondo e più difficile da gestire. Lo shock di chi non riesce a credere che, in un’aula istituzionale, mentre esercita il proprio mandato democratico, possa sentirsi rivolgere un’espressione simile. Dopo lo smarrimento iniziale, mi sono alzata e mi sono allontanata, non per finzione e non per calcolo politico, ma perché in quel momento non avevo le parole. Le parole sono arrivate dopo, quando lo shock ha lasciato il posto alla consapevolezza di ciò che mi era stato fatto.

Chi non ha mai subito un’aggressione così forse fa fatica a capirlo. Ma chi lo ha vissuto sa che la prima reazione non è la denuncia. È il silenzio, lo smarrimento. Ed è esattamente ciò che mi è accaduto.

Prendo atto della solidarietà che mi è stata espressa da più parti in queste ore. La accolgo, naturalmente. Ma è una solidarietà che in troppi casi è arrivata insieme ad altro. Insieme alla richiesta di fare nomi, insieme all’accusa di strumentalizzare, insieme alla pretesa che sia io a dover chiarire, giustificare, dimostrare.

Come se il problema non fosse l’offesa che ho subito, ma il fatto che io ne abbia parlato.

Il comunicato dell’Amministrazione ne è l’esempio più doloroso. Porta anche la firma della Presidente del Consiglio Comunale, una donna, che forse avrebbe potuto e dovuto trovare parole diverse da quelle che ho letto.

Dal Sindaco Cagliuso non ho ricevuto nemmeno una telefonata, nemmeno un messaggio. Nulla. Eppure è il primo cittadino del Comune in cui una consigliera eletta è stata umiliata con parole sessiste nell’esercizio delle sue funzioni. Il suo comunicato, anziché esprimere vicinanza, mi accusa di strumentalizzazione e parla di “finto abbandono”. Parole che feriscono una seconda volta, forse più della prima, perché arrivano da chi avrebbe il dovere istituzionale di proteggere la dignità di ogni componente del Consiglio.

Ma questo, purtroppo, non mi sorprende. È lo stesso Sindaco che, nella medesima seduta, ha rivolto parole cariche di disprezzo e di ingratitudine al Consigliere Enzo Frajia, un uomo che aveva lasciato un proprio familiare ricoverato in rianimazione per tornare a Caulonia e garantire con il proprio voto la sopravvivenza di questa stessa Amministrazione.

A quella lealtà si è risposto con la viltà.

Il problema di Caulonia non è un singolo episodio ma è un clima generalizzato di aggressione, di intimidazione, di mancanza di rispetto per le persone e per le istituzioni che parte dall’alto e si diffonde verso il basso. Un clima di cui il Sindaco Cagliuso è il primo responsabile.

A chi mi chiede di fare nomi, di chiarire, di scagionare, rispondo con semplicità. Io so quello che ho sentito. So da dove veniva quella voce. E so anche che la verità non ha bisogno di essere gridata, perché ha le sue sedi e i suoi tempi, e io li rispetterò.

Non mi faccio intimidire. Non mi sono fatta intimidire in passato e non mi farò intimidire oggi. Continuerò a fare il mio lavoro di consigliera comunale con la stessa determinazione di sempre, nell’interesse dei cittadini di Caulonia che mi hanno eletta.

A tutte le donne che in queste ore mi hanno scritto, che mi hanno fermata per strada, che mi hanno detto “non mollare”, voglio dire che non mollo. E che quello che mi è successo non riguarda solo me. Riguarda ogni donna che si espone, che alza la voce, che occupa uno spazio pubblico e per questo viene aggredita, ridicolizzata, umiliata. Non accetterò mai che questo diventi normale.

Luana Franco – Consigliera Comunale di Caulonia

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