
Ammendolia: “A Caulonia senza una vera classe dirigente gli sfascisti ci porteranno al precipizio”
di Ilario Ammendolia
È stato imbarazzante assistere, sia pur per breve tempo e da remoto , a qualche scena del consiglio comunale “aperto” convocato a Caulonia nei giorni scorsi. Il problema degli alberi tagliati (all’odg del Consiglio) , seppur grave, è apparso subito come il meno grave.
Non voglio e non posso mettere sotto accusa alcuno, mi limito a ribadire ciò che ho detto mille volte: senza un Progetto, quantomeno di natura politico e culturale, possiamo tritare tutte le persone che ci vengono a tiro ma il paese continuerà a sbandare ad ogni curva.
Senza una vera classe dirigente gli sfascisti prenderanno sempre più il sopravvento fino ad arrivare al precipizio. Quindi è urgente trovare un nuovo terreno di confronto e creare una nuova Agorà dove la sfida non è nel distruggere ma nel costruire.
Sono stati tagliati 100 alberi e s’è trattato di un grave errore ma non possiamo fermarci alla denuncia . È necessario lanciare la sfida:
Caulonia (badate bene dico Caulonia) deve rialzarsi e promettere a sé stessa che nel giro di pochissimo tempo saranno piantati mille alberi e avremo un verde pubblico più grande e più bello di prima.
Ed accanto avremo gli orti urbani.
È possibile?
Certo è possibile!
Infatti in via Magna Grecia il Comune di Caulonia ha circa due ettari di ottimo terreno su cui dovrebbe sorgere un anfiteatro. A quanto ne so già finanziato da circa cinque anni… ma ancora in progettazione.
Visto il giusto interesse che la popolazione ha dimostrato per il verde pubblico si potrebbe pensare di ridurre al minimo il cemento e realizzare un bellissimo parco alberato.
Il verde potrebbe essere collegato, per via interna, al “parco giochi” e quindi alla villa Angelo Frammartino e ad altri 300 metri di terreno di proprietà del Comune ricadente nella stessa zona.
Si realizzerebbe così l’area verde Urbana certamente più estesa della Locride.
Probabilmente la più bella dell’intera “città metropolitana”.
(E vi assicuro che era questo lo spirito che ci animava, nel 1984, quando prendemmo la coraggiosa (e allora impopolare) decisione di sottrarre l’area “vasche” alla speculazione edilizia per destinarla al verde pubblico.)
Come si vede la proposta è realistica e non richiede fondi aggiuntivi a quelli che già sono nella disponibilità del Comune.
Accanto a ciò si potrebbe pensare di realizzare nelle vicinanze del vascone per la raccolta delle acque, sempre in zona Amusa, gli orti urbani.
Abbiamo la proposta.
Abbiamo il terreno.
Abbiamo I fondi necessari.
Adesso tocca alla classe dirigente trasformarla in realtà : l’amministrazione facendo l’amministrazione, la minoranza svolgendo il proprio ruolo. I partiti e le associazioni il loro.
Chi ha più filo più tesse.
Chi non ha né testa e ne cuore deve stare al proprio posto.
Se la discussione passa dalle persone alle proposte e quindi al Progetto, la selezione della classe dirigente sarà un fatto naturale.
Io ho giocato la mia partita ma vorrei che le nuove generazioni giocassero su un terreno meno ostile. Con molto meno spine.
Vorrei che vincessero ed io mi sentirei realizzato nella loro vittoria.
Comunque la sfida deve essere in avanti e senza alcun bisogno di continuare a uccidere i cavalli pur di far trottare gli asini.
