Werner Wies: “Per salvare Maietta i cauloniesi devono rendersi visibili”

Werner Wies: “Per salvare Maietta i cauloniesi devono rendersi visibili”

di Werner Wies

Qualche giorno fa mi sono reso conto che dal 2016 (da ben 10 anni) mi impegno su
Facebook contro il crescente e drammatico degrado del mio quartiere, Judeca-
Maietta a Caulonia Centro Storico.
Un anniversario doloroso, che dal mio pensionamento nel 2022 comporta anche più tempo per la mia patria d’adozione e più attività sul posto. Più tempo che, purtroppo, associo più a delusioni che a esperienze gratificanti, soprattutto perché negli ultimi tre anni una denuncia e due sopralluoghi nel quartiere (lì abito anch’io) per evidenziare al Comune la situazione di assoluta emergenza, uno con Maria Campisi (all‘epoca delegata al turismo) e l’altro con Lorenzo Commisso (delegato all’urbanistica), non hanno portato alcun cambiamento.

La situazione fino ad oggi invece continua a peggiorare.
In questi giorni, dopo il ciclone Harry, ancora una volta ci troviamo di fronte a
innumerevoli immagini, interventi e commenti che riflettono soprattutto la situazione disastrosa della Maietta e del Lungomare. E si parla di mobilitazione, di tavole tecniche, di coinvolgimento dei cittadini, di azioni rapide. E ancora una volta, politici inutili, intrappolati in una lotta elettorale e di potere permanente, stanno promettendo milioni di Euro, che non sanno nemmeno come usare, ma con cui possono impressionare i creduloni che, come potevo leggere, stanno già in fila, ringraziandoli a gran voce (per niente!), mentre tutti i loro permessi SVANIRANNO NEL NULLA più velocemente di quanto si possa dire „focu meu“.


In questo contesto posso capire la proposta di un conoscente, di fondare un comitato per la formazione politica e per opporsi alla mala politica che da decenni ci circonda.
Con il tempo abbiamo imparato a comprenderci, anche se non siamo sempre d’accordo. Gli vorrei rispondere:
Come la burocrazia è la morte di ogni progetto, così il comitato è la burocratizzazione della protesta … l’ho provato sulla mia pelle e consiglio vivamente di adottare un approccio diverso:
Una società in gran parte paurosa, servile, frustrata, e spesso caratterizzata da una tossica interdipendenza ha bisogno di dirigenti che si oppongano allo scoraggiamento e al falso rispetto e che ispirino ed entusiasmino con le loro idee e visioni.
Dirigenti che partono dal basso e sono capaci di usare piccoli successi per
raggiungere grandi traguardi. Dirigenti con l’intenzione di unire le persone per
plasmare attivamente la propria vita, SCENDENDO IN PIAZZA E NELLE STRADE, ritrovando così la sensazione di essere forte, utile e di sentirsi bene nel poter contribuire e cambiare qualcosa con le proprie forze, per il bene comune. Parole spesso sentite come „abbiamo bisogno di silenzio e rispetto“ possono essere facilmente fraintese e diventare un boomerang per un necessario cambiamento sociale verso una maggiore e più coraggiosa partecipazione democratica alla vita pubblica.

Ma soprattutto, sono espressione di paura, la paura di perdere tutto se
critico chi mi dà l’elemosina che a malapena mi mantiene in vita. LA PAURA È UNA BESTIA CHE PUÒ ESSERE BATTUTA SOLO INSIEME. UNA PERSONA SINGOLA PUÒ ESSERE OPPRESSA, MA NON DECINE E CENTINAIA DI PERSONE UNITE.
Con la nostra „Comunità Judeca – Maietta“, la scorsa estate abbiamo iniziato a vivere attivamente la coesione di una ancora piccola comunità. La maggior parte di noi ha case nel quartiere, restaurate con amore e fatica e salvate dal crollo … PER RESTARE. Noi, che prima ci salutavamo solo quando ci incrociavamo, ora ci siamo
cercati e trovati all’incrocio delle nostre vite per DARE UNA DIREZIONE COMUNE A CIÒ IN CUI CREDIAMO.
Abbiamo ripulito e sgomberato il nostro quartiere e durante una grigliata divertente abbiamo chiacchierato del passato ancora così presente, di cui molti ricordi sono rimasti impressi e in cui tanto ma non tutto era migliore di oggi.
E così ci sono venute idee, basate su nostri ricordi, per servire al futuro del nostro quartiere. Abbiamo racchiuso il tutto, inclusi i punti di grande criticità, in un piano di lavoro in 17 punti e lo abbiamo consegnato all’amministrazione, insieme a una lettera di allarme, con l’indicazione di offrire la nostra collaborazione ovunque possibile. E finora nulla di tutto ciò è stato comunicato come realizzato o in fase di progettazione, nemmeno i lavori più urgenti per contrastare le emergenze e i pericoli pubblici.
Niente di niente, manco un piccolo gesto di stima dalla parte del comune …
COME SE NON ESISTESSIMO. Invece ci hanno inviato nuovamente un numero di telefono, senza alcuna dichiarazione scritta, che avevamo richiesto al Comune come prova.


Noi, però, non molliamo, continuiamo a entusiasmarci a vicenda e restiamo decisi, vigili e attivi, anche se la maggior parte di noi vive a Caulonia solo temporaneamente.
Non vedo l’ora di rivedere tutti in primavera nel nostro quartiere, un luogo che consideriamo un tesoro, un posto magico con energia positiva e con un grande potenziale, un’eredità significativa, lasciata degli antenati straordinari!
L’anno scorso ho pubblicizzato nelle piazze del nostro borgo una comunità più attiva e un‘amministrazione più sensibile. Oggi chiedo a tutti coloro che vivono a Caulonia, indipendentemente dal fatto che appartengano o meno alla „Comunità Judeca –
Maietta“, di OCCUPARE LE PIAZZE E STRADE, di protestare e di impegnarsi per il nostro quartiere, per tutta la rupe – dalla Maietta fino al Castello – e quindi per il nostro borgo e per tutto il nostro paese. Il passato ci insegna che usare soltanto le media e avere una fiducia cieca nella politica, come anche e soprattutto le azioni esclusivamente da solo o per un interesse di pochi, non ci porteranno da nessuna parte. Non abbiamo neanche bisogno dei club di dibattitori o di slogan, come spesso sentito, „le cose grandi si muovono in silenzio“ (può valere per affari dubbiosi, ma
non per una democrazia vivace).

Ciò di cui abbiamo davvero bisogno è LASCIARE LA NOSTRA ZONA DI COMFORT E ALZARE LA PROPRIA VOCE, FORMANDO UN URLO FORTE CHE NON TACE FINCHÉ NON ABBIAMO TROVATO SINDACI E ALTRI DIRIGENTI POLITICI CHE, IN QUALITÀ DI NOSTRI RAPPRESENTANTI ELETTI, SI METTONO ALLA GUIDA DEL NOSTRO CAMMINO, garantendo che il cambiamento avvenga attraverso il rispetto per gli elettori, progetti sani, integrati in un PIANO DI SVILUPPO creato insieme ai cittadini, progetti ben ponderati e rapidamente realizzati, che alleviano le sofferenze e servono le persone e la natura
da cui dipendiamo.


Anche a chi in questi giorni di grande emergenza sta raccogliendo le firme dico: io
firmo con tutto il cuore tutto ciò che serve al bene comune, ma la mia firma non vale
nulla se non la metto in pratica. ALLE FIRME DEVONO CRESCERE GAMBE E
PIEDI. Il muro di Berlino non è caduto grazie alle firme e ai comitati, ma perché è
stato abbattuto da comunità sempre più coraggiose, inizialmente piccole e poi
cresciute insieme nelle strade e piazze.
È incredibilmente doloroso osservare da lontano questo paese e i suoi abitanti
distruggersi, silenziosamente, senza polso, senza senso estetico e per la propria
identità e senza alcuna significativa resistenza. Siete davvero morti come il vostro
Lungomare? E la Rupe Maietta diventerà ora la vostra tomba di roccia, mentre le
seghe elettriche distruggono le ultime monumenti di vita e vi suonano il canto della
morte?
Spero che il 4. Marzo „spaccate“ l’aula della Casa Madre. Spero anche che „il
presidente“ che vedo come un giovane politico ambizioso che ancora deve affinare
il suo profilo, colga l’occasione di dimostrare che è veramente capace di assumersi
grandi responsabilità.
Usciamo finalmente dall‘ombra e RENDIAMOCI VISIBILI. Mostriamoci finalmente
forti e determinati per un cambiamento profondo. Iniziamo a camminare e lavorare
insieme per trovare nel world wide web non solo immagini del degrado, ma anche
quelli della speranza, quelli di una protesta unita, presente in strada e sulle piazze,
ovunque sia necessario, cosa che difficilmente si trova a Caulonia, ma l‘unica cosa
che la mala politica teme davvero e ciò che mantiene LA DIGNITÀ.

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