
Medici cubani in Calabria: solidarietà internazionale contro pressioni e tagli alla sanità
L’Ambasciatore della Repubblica di Cuba in Italia Jorge Luis Cepero Aguilar e la Arasay D’Angelo
Pereira saranno presenti a Catanzaro Giorno 07/03/2026 e alle ore 17,30 parteciperanno all’iniziativa
pubblica presso la Sala Concerti del Comune di Catanzaro sul tema “Sanità pubblica diritto
universale – La sanità cubana esempio per l’Italia e per il mondo – Il caso della Calabria”.
La Calabria rimane sempre più relegata agli ultimi posti per qualità dell’offerta sanitaria a conferma,
purtroppo, del disastro perpetrato a danno dei cittadini dalle politiche dei tagli operati negli ultimi 30 anni, tanto da negare quel fondamentale diritto dell’individuo che è la tutela della salute. La nostra Costituzione, è bene ricordarlo, eleva questo diritto ad interesse generale della collettività al punto da garantire cure gratuite agli indigenti.
Solamente un servizio sanitario pubblico, universale e di qualità può garantire il diritto alla salute ed alla
cura. Il sistema sanitario cubano si fonda sul principio per cui la salute è un diritto sociale inalienabile e tutti i cubani hanno diritto all’assistenza sanitaria completa senza distinzioni. I servizi sono finanziati quasi
interamente tramite risorse pubbliche.

Neanche l’Ambasciatore degli USA in Italia, ma addirittura l’Incaricato d’Affari degli USA a Cuba, Mike
Hammer, incontra il Governatore della Calabria, Roberto Occhiuto, per far pressione affinchè metta fine alla missione dei medici cubani. Siamo certi che i calabresi apprezzano i medici cubani per il grande contributo che stanno dando nella nostra regione. Ciò è dovuto alla solidarietà internazionalista che caratterizza il popolo cubano. Mentre gli USA esportano guerra e distruzione, Cuba si contraddistingue con i propri medici in tutto il mondo. Anche il nostro paese è di fatto sotto attacco dagli USA, che vogliono imporci di non collaborare con Cuba in alcun modo. Eppure la Calabria, una delle regioni più povere d’Italia, lotta da anni contro la carenza cronica di medici, con ospedali e pronto soccorso che rischiano la chiusura e intere comunità che resterebbero prive di cure essenziali senza il sostegno di camici bianchi che arrivano da lontano.
Negli ultimi anni, centinaia di medici cubani sono stati chiamati a colmare questo vuoto, salvando reparti e garantendo assistenza in territori in cui il sistema sanitario rischia il collasso. Più volte il Presidente Roberto Occhiuto ha sottolineato che questi professionisti sono “ancora una necessità” per mantenere aperti i servizi sanitari fondamentali della regione e che i quasi 500 medici già operanti devono rimanere, anche se, per rispondere alle pressioni esterne, verranno cercati dottori da altri paesi pur di non interrompere l’assistenza. A sintetizzare questo spirito è una frase di Fidel Castro rimasta celebre: “Medici non bombe!”. “Un motto che intendeva contrapporre l’investimento in salute pubblica alla spesa militare e alla logica della guerra. Al di là delle letture ideologiche, quella formula è diventata il simbolo di una diplomazia sanitaria che ha segnato la presenza internazionale di Cuba per oltre mezzo secolo”.
E proprio mentre la nostra sanità regionale cerca di sopravvivere, si sta consumando una dura e
insopportabile battaglia, questa volta di natura geopolitica, che coinvolge la salute pubblica e la sovranità dei nostri servizi sanitari. Gli Stati Uniti hanno etichettato Cuba come una “minaccia insolita e straordinaria” e hanno accusato le sue missioni mediche internazionali di essere in realtà proprie forme di traffico di esseri umani, arrivando a imporre sanzioni e restrizioni di visti ai funzionari coinvolti in questi programmi. Si tratta di accuse respinte con forza da Cuba e dalle autorità italiane che collaborano con le brigate mediche, ma che riflettono una strategia evidente di pressione politica e diplomatica.
Dietro questa narrazione aggressive degli USA c’è una lunga storia di sanzioni e blocco economico che ha
devastato la vita quotidiana dei cubani. Le sanzioni statunitensi, in vigore da oltre 60 anni, hanno isolato
l’economia dell’isola, riducendo l’accesso a beni essenziali, alimenti e medicine. Il risultato è una sofferenza crescente tra la popolazione, con gravi difficoltà nell’accesso alle risorse di base, condizioni che molti descrivono come un vero e proprio crimine contro il popolo cubano. Queste misure non colpiscono soltanto il governo, come spesso viene propagandato, ma devastano interi settori della società, compreso il sistema sanitario che pure è stato capace di formare migliaia di medici e di inviarli all’estero per aiutare altri paesi.
CUBA VIVE E RESISTE! CONTRO L’ATTACCO IMPERIALISTA COSTRUIAMO LA SOLIDARIETA’
POPOLARE.
Italia Cuba Catanzaro
