
Maria Grazia Dimasi: “Caulonia vive un momento buio. In molti non vogliono che sia rappresentata in questo modo”
Ho letto con grande attenzione l’articolo di Ciavula e ho cercato, punto dopo punto, di soffermarmi su ogni passaggio e su ogni argomentazione proposta. Devo ammettere che quando ho iniziato a leggerlo le mie idee erano già molto chiare. Partivo da una convinzione forte: Caulonia non merita questa amministrazione. Non merita di essere bistrattata, non merita di essere trattata con superficialità e non merita di essere rappresentata da persone che, troppo spesso, hanno dimostrato di non saper stare con il rispetto e la dignità che si richiede all’interno di un consiglio comunale. Chi ricopre ruoli istituzionali dovrebbe possedere almeno i valori minimi di responsabilità, equilibrio e senso delle istituzioni.
Proprio per questo ho voluto leggere quell’articolo con uno spirito diverso, quasi mettendo momentaneamente da parte le mie convinzioni iniziali. Ho provato a considerarlo come uno spunto per rimettere in discussione le mie posizioni, per interrogarmi davvero su quanto fosse giusto difendere, in ogni caso, il principio secondo cui un’amministrazione eletta, anche se mediocre o inefficiente, debba essere sempre preferibile alla gestione commissariale.
Dopo questa riflessione, però, non posso nascondere la sensazione profonda che Caulonia stia attraversando uno dei momenti più bui della sua vita amministrativa.
Nell’articolo viene sostenuto un principio importante: anche un’amministrazione pessima resta pur sempre un’espressione della democrazia e, per questo, dovrebbe essere preferita ai commissari prefettizi. È un ragionamento che, in linea generale, può avere una sua solidità. La democrazia è fatta anche di errori, di scelte sbagliate, di esperienze difficili dalle quali una comunità impara e cresce.
Ma la democrazia vive anche di realtà concrete. E quando si scende nel particolare, quando si osserva da vicino ciò che accade in una comunità specifica, diventa necessario valutare il singolo caso con onestà intellettuale.
Se l’istituto del commissariamento prefettizio esiste nel nostro ordinamento, non è per negare la democrazia, ma proprio perché esistono situazioni limite in cui diventa uno strumento necessario per ristabilire equilibrio e dignità istituzionale. E molti cittadini oggi hanno la sensazione che Caulonia si trovi esattamente in una di queste situazioni.
Un’amministrazione che, a fronte di un patrimonio di progetti, cantieri e opportunità ereditate, non è riuscita a portare a termine nulla. Un’amministrazione che, invece di costruire, ha spesso dato l’impressione di smarrire la direzione. Non servivano miracoli né grandi genialità: sarebbe bastato portare a compimento ciò che era stato già avviato.

A questo si aggiungono episodi che hanno segnato profondamente la percezione pubblica della qualità del confronto istituzionale. L’ultimo consiglio comunale, per molti cittadini, è stato un momento particolarmente doloroso. Sentire un sindaco che rappresenta l’intera comunità di Caulonia affrontare una vicenda delicata arrivando persino a invitare una consigliera all’omertà, come se il silenzio potesse evitare una brutta figura al paese, è qualcosa che lascia sgomenti. Così come lascia sgomenti sentire affermare che parole gravi possano semplicemente “sfuggire dalla bocca” o che ciò che è accaduto in consiglio comunale possa essere considerato qualcosa che, in fondo, può capitare.
Molti cittadini non vogliono questo per Caulonia. Non vogliono che la propria comunità sia rappresentata in questo modo.
Per questo, pur comprendendo e rispettando il principio generale secondo cui la democrazia dovrebbe sempre essere preferibile alla gestione commissariale, in questo caso cresce la convinzione che la situazione abbia superato quel limite oltre il quale diventa difficile difendere lo status quo solo in nome di un principio astratto.
A volte fermarsi diventa necessario per ricostruire. A volte una pausa istituzionale può servire a ristabilire serietà, rispetto e credibilità.
L’unica speranza, oggi, è che da questa esperienza difficile i cittadini di Caulonia possano trarre una lezione importante. Che questo momento, per quanto amaro, diventi un passaggio di consapevolezza collettiva. Perché la democrazia resta sempre il valore più alto, ma vive davvero solo quando una comunità sceglie con responsabilità, pretendendo qualità, rispetto e senso delle istituzioni da chi la rappresenta.
Avv. Maria Grazia Dimasi
