
Rinnoviamo Caulonia: “Ciavula racconti anche i contenuti dei consigli comunali”
Caro Giovanni,
abbiamo letto il tuo editoriale
con l’attenzione che merita e con il sorriso che ogni tanto bisogna concedersi.
Alla fine del tuo ragionamento c’è una frase che pesa più di tutte le altre messe insieme. “Ci serve una classe dirigente, non dei clown”. Dodici consiglieri comunali e un sindaco. Tutti clown. Tutti uguali. Tutti responsabili allo stesso modo.
E anche se vuoi avvolgerlo in Bertinotti, in Oriana Fallaci, nella Juventus e persino nei popcorn, di questo si tratta.
E qui, Giovanni, non la pensiamo come te.
Fare di tutta un’erba un fascio è l’esatto contrario di quello “sforzo di complessità” che invochi nell’articolo.
È il gesto più semplice che esista, ed è anche il più ingiusto. Perché equipara chi pone domande a chi risponde con gli insulti. Chi studia i bilanci a chi non li ha mai aperti. Chi subisce aggressioni verbali a chi le sferra.
Noi di RinnoviAMO Caulonia non abbiamo mai attaccato personalmente nessuno. Mai. Abbiamo fatto proposte serie e concrete, convegni e dibattiti.
Abbiamo posto in Consiglio comunale questioni sostanziali sull’operato dell’Amministrazione, documentandole una per una. L’abbiamo fatto sui conti, sul servizio idrico, sull’asilo nido, sui lavori pubblici fermi, sul lungomare, sugli alberi tagliati, sulle scuole, sulla frana di Maietta, sulla trasparenza dei procedimenti amministrativi.
A queste domande, la risposta della maggioranza è stata quasi sempre la stessa: l’insulto, la provocazione, l’aggressione verbale.
Possiamo avere alzato i toni qualche volta? Sì.
Sempre a seguito di provocazioni reiterate e mai superando i limiti della decenza.
Chi ha superato quei limiti, in Consiglio, non siamo stati noi. E tu lo sai.
Dire che la responsabilità è collettiva significa, nei fatti, assolvere chi provoca e condannare chi reagisce.
Lo diciamo a te ma ci riferiamo anche a chi giudica quello che accade nel Consiglio comunale senza prendere posizione.
È comodo. È elegante. Ma non è giusto.
Permettici, c’è anche un paradosso nel tuo articolo.
Dedichi duemila parole a invocare toni più civili in politica, a chiedere che il Consiglio comunale smetta di sembrare un circo, a supplicare tutti di ragionare con complessità anziché con lo stomaco. E poi concludi dando dei clown a tredici persone elette dai cittadini di Caulonia. Tutte. Indistintamente.
La complessità non è mettere tutti sullo stesso piano per sentirsi al di sopra delle parti. La complessità è avere il coraggio di distinguere. Di dire chi ha ragione e chi ha torto, anche quando è scomodo.
Di riconoscere che non tutte le voci in quel Consiglio comunale insultano e sviano l’argomento dai temi, dalle questioni che puntualmente noi portiamo all’ordine del giorno.
Tu chiedi alla politica cauloniese di non essere tifo. Giusto. Ma il primo passo per non fare tifo è non fare le squadre a modo proprio, mettendo a tutti la stessa maglia.
Noi continueremo a fare opposizione come l’abbiamo sempre fatta. Con i documenti, con le domande, con la presenza.
Se questo ci rende dei clown, pazienza. Preferiamo essere considerati dei clown che studiano i bilanci e fanno proposte pur di migliorare il paese in cui vivono piuttosto che altro.
Un’ultima cosa.
A te e a tutta la redazione di Ciavula vorremmo rivolgere un invito sincero.
Dopo ogni Consiglio comunale, sarebbe bello se provaste a raccontare ai cittadini le questioni che si sono discusse, le proposte che sono state avanzate, i rilievi che sono stati sollevati. Non solo i toni, non solo gli scontri, non solo il colore, bensì I contenuti. Potreste farlo con la stessa passione con cui avete scritto l’editoriale sul commissariamento.
Sarebbe il modo migliore per aiutare Caulonia a fare davvero quello sforzo di complessità che tutti diciamo di volere.
Un caro saluto,
I Consiglieri di RinnoviAMO Caulonia
Luana Franco
Antonio Marziano
Ilario Cavallo
MariaLuisa Cricelli
