Intervista a Giovanni Maiolo: “Nessuno ha posto veti al mio ingresso in giunta, ma ho chiesto di discutere delle questioni preliminari. Il confronto però non può protrarsi oltre, Caulonia ha bisogno di essere amministrata”

Intervista a Giovanni Maiolo: “Nessuno ha posto veti al mio ingresso in giunta, ma ho chiesto di discutere delle questioni preliminari. Il confronto però non può protrarsi oltre, Caulonia ha bisogno di essere amministrata”

Il nostro Direttore, Giovanni Maiolo, sembra vicino ad essere nominato assessore nella giunta Cagliuso. Siccome nulla trapela dalle trattative in corso mi sono trovata nell’insolita condizione di doverlo intervistare per provare a saperne di più ma anche per una chiacchierata più approfondita sulla politica cauloniese.

Direttore, è strano rivolgerle delle domande in quanto intervistato.

E’ strano anche per me, ma lo trovo anche divertente, e soprattutto so che non mi farà domande banali.

Allora cominciamo. A Caulonia il dibattito politico è sempre molto acceso, a volte anche troppo…

Quando il confronto è politico va bene, anche se acceso, anche se i toni sono forti. E’ sintomo di una comunità che non è passiva, che si interessa, che lotta, che si appassiona. E’ bellissimo. E’ un pregio di Caulonia che non riscontro, nella stessa misura e con la stessa partecipazione, in nessuno dei comuni del comprensorio. Poi c’è la degenerazione di tutto questo, quando la politica lascia posto agli attacchi personali, ai colpi bassi, alla dicotomia amico/nemico che non si caratterizza solo nei termini radicali intesi da Carl Schmitt ma che invade la sfera del privato. Quello non dobbiamo consentirlo, a tutela di tutti. Caulonia è caratterizzata da una molteplicità di attori politici, alcuni più rappresentativi e altri meno, ma tutti degni di rispetto e di attenzione. E anche questo è un segnale di vivacità civica rilevante, che dimostra le potenzialità di un paese attivo, che lotta per crescere.

Ci sono in particolare due partiti organizzati, Forza Italia e il Partito Democratico.

Forza Italia ha vissuto una vera e propria esplosione di crescita grazie al lavoro dell’attuale Presidente del Consiglio Salvatore Cirillo. Non voglio commentare le attuali vicissitudini che hanno portato al commissariamento, rispetto il travaglio interno del partito e mi auguro che possa presto superare questa fase di stallo.

Lei però è molto lontano dalle idee politiche di Forza Italia.

Ne è sicura? Ricordo un comizio di oltre 20 anni fa che feci in piazza Bottari per il Partito della Rifondazione Comunista in cui dal palco affermai che noi difendevamo i valori liberali. Quando scesi un compagno di Roccella mi affrontò e mi disse: “Parla per te! Noi non siamo liberali!”. Ma io lo sono sempre stato. Perché avverso la soppressione della libertà individuale da parte dello Stato, che è stata la grande tragedia dei paesi comunisti, difendo lo Stato di diritto attraverso la divisione dei poteri, la pluralità. Ma proprio per questo, a differenza di Forza Italia, non sosterrei mai un governo come quello attuale guidato da forze illiberali che puntano a realizzare l’esatto opposto. Qui si materializza la mia profonda distanza da Forza Italia. Ma a dissociarsi dai valori liberali che dovrebbero essere alla sua base è il partito di Tajani, non io.

Torniamo a Caulonia, poi c’è il PD.

Il Pd a Caulonia è un collettivo straordinario, pieno di compagne e di compagni di qualità. Tra di loro vedo voglia di lavorare per il paese, dedizione, sacrificio, in poche parole sono convinto che da quel circolo, se riesce con uno sforzo non semplice a mantenersi aperto ad una pluralità di voci, com’è nella natura di quel partito che ha un nome molto esplicito, emergerà la futura classe dirigente. A loro chiedo, pur sapendo che in larga misura sfondo una porta aperta, di accettare il dissenso e le opinioni divergenti. Non è un esercizio sempre facile, ma rende il partito più forte, non certo più debole.

Ci sono anche i gruppi civici come Rinnoviamo Caulonia.

Si, Rinnoviamo Caulonia ma anche Dipende da noi che mi sembrano, senza voler fare torto ad alcuno, quelli più attivi e rappresentativi.

Con Dipende da noi ho sempre avuto una difficoltà nel dialogo e mi intesto tutta la responsabilità. E’ un gruppo costituito da persone rispettabilissime e pronte al confronto, ne ho avuto conferma giusto ieri. Ma spesso siamo stati in disaccordo.

Con Rinnoviamo Caulonia invece avete recentemente polemizzato.

Preferirei dire che ci siamo confrontati, magari con toni un po’ aspri. Hanno accusato il giornale che dirigo di avere “inquinato il dibattito” solo perché una parte della redazione ha firmato un articolo in cui spiegava che un’amministrazione eletta, per quanto non eccellente, è meglio del commissariamento. Ma che inquinamento del dibattito è stato se a fronte di un solo articolo a sostegno di questa tesi abbiamo poi pubblicato 6 o 7 articoli a favore del commissariamento? Se c’è stato “inquinamento” è stato a favore della loro tesi, non certo della nostra. Ma a parte questo, che fa parte della normale dialettica di cui parlavo prima, Rinnoviamo Caulonia ha il grande merito di avere tenuto viva l’opposizione fin dal giorno successivo alle elezioni. Lo ha fatto spesso con qualità, anche se non sempre ne ho condiviso la linea. Ma è innegabile che quel gruppo ha profuso molte energie.

Lo sforzo che, soprattutto i principali protagonista della vita politica del paese, devono necessariamente fare è quello di uscire da un livello di polemica che ormai si avvita in attacchi sgradevoli alle persone. Questo non è un vizietto unilaterale, ovviamente non tutti ne sono responsabili allo stesso modo, ma è purtroppo una prassi generalizzata. E quando si fa una rissa è persino difficile capire da dove partono i colpi. Se vogliamo salvaguardare tutta questa varietà democratica di cui abbiamo parlato, e anche quella a cui non abbiamo accennato, serve l’impegno di tutti.

Quindi anche il suo, che è prossimo a diventare assessore.

C’è una proposta in campo avanzata dal consigliere Lancia ma inviterei tutti a non soffermarsi sul mio nome, che pur Lancia ha fatto e che ha trovato la disponibilità della consigliera Caraffa, che è collocata comunque in una posizione critica rispetto alla maggioranza, la disponibilità dell’intero gruppo di maggioranza e del sindaco. Nessuno ha posto veti al mio ingresso in giunta e li ringrazio della stima che mi dimostrano e che sicuramente non merito. Però io non sono ancora assessore e non so se lo diventerò mai. Perché la proposta di Lancia va oltre una persona da inserire in giunta. Certo, aprirsi ad un nome come il mio, che non sono certo stato avaro di critiche verso l’amministrazione Cagliuso, dimostra già una predisposizione importante all’apertura. Ma Lancia con la sua alta riflessione evoca anche altro, chiede “una stagione più matura e più generosa della vita pubblica cittadina, nella quale il governo della città sappia finalmente respirare oltre i recinti dell’autosufficienza, delle chiusure e delle contrapposizioni che troppo a lungo hanno segnato la vita politica di Caulonia”. E’ questo il cammino che può interessarmi. Potrei fare l’assessore se si creano le condizioni per seguire questa via, altrimenti non mi interessa. Non voglio fare l’assessore solo per fare l’assessore.

E che risposte trova dalla maggioranza su questo?

Ho trovato un sindaco che mi sembra abbia colto pienamente lo spirito costruttivo e di cambiamento del consigliere Lancia e che io vorrei provare ad interpretare. E non solo il sindaco, a onor del vero.

E allora perché non è ancora assessore? Tutta la maggioranza la vuole in giunta, quindi che resistenze ci sono?

Io ho posto alla discussione alcune questioni preliminari. Ne ho in mente altre che si potranno affrontare successivamente ma quelle che ho posto servono a creare la correlazione minima per la quale io possa accettare un incarico in giunta.

E quali sono?

Non ritengo corretto dirlo a discussione in corso, non voglio mettere in difficoltà nessun interlocutore. Ma ovviamente le renderò pubbliche al termine di questo confronto, che non può più protrarsi. Le dico solo che non ho messo sul tavolo nulla di impossibile. Mi sono limitato a tre semplici, basilari, temi.

Dice che non può più protrarsi,  quindi a breve sapremo come si concluderà questa vicenda?

Per forza, in un modo o nell’altro. La politica ha i suoi tempi, è giusto che si dia spazio alla discussione e al confronto, ma questo non può avvitarsi su se stesso. Serve operatività, servono scelte. Caulonia vive un momento difficilissimo, ha bisogno di essere amministrata.

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