
Caulonia, Erminio Niceforo: “Le comunità hanno bisogno di pastori vicini, non di nomi lontani”
Ci sono immagini che parlano più delle parole.
In questa foto, alle spalle della Madonna Addolorata, si intravede la presenza discreta di un giovane Priore: Gregorio Michelotti. Una presenza silenziosa, quasi nascosta, e proprio per questo profondamente significativa. Perché il vero servizio non cerca il centro della scena, ma sceglie di restare accanto, custodendo, vegliando, accompagnando. Gregorio rappresenta oggi un esempio raro di umiltà e semplicità. Con passo misurato e cuore sincero, continua il cammino tracciato dall’indimenticabile Priore Luciano Roccisano, guida e maestro di tanti giovani cresciuti nella reverendissima Arciconfraternita del Santissimo Rosario. In quello stile fatto di ascolto, dedizione e amore autentico per la Chiesa, Gregorio ha saputo raccogliere un’eredità non facile, trasformandola in servizio quotidiano.

Guardando gli occhi addolorati di Maria, egli rimane un porto sicuro: presenza costante, affidabile, sempre accanto ai confratelli e alle consorelle che hanno riposto in lui fiducia per questo nuovo mandato. Non con grandi proclami, ma con la fedeltà concreta alle funzioni liturgiche, alle tradizioni e alla vita viva della confraternita, che continua a custodire con rispetto e responsabilità, ricordando che una comunità vive non solo di doveri, ma anche della dignità e dei diritti di chi la compone.
Gregorio è, oggi, un modello per molti giovani che scelgono di servire la Chiesa: un esempio di come la grazia e l’onore di rappresentare una comunità si traducano soprattutto in presenza, sacrificio e coerenza.
E lo dico anche da membro della “rivale” Arciconfraternita dell’Immacolata Concezione di Maria SS. e delle Anime del Purgatorio di Caulonia: sento il dovere sincero di congratularmi con lui per la costanza e l’amore dimostrati verso le celebrazioni e la vita ecclesiale del nostro paese. Perché le confraternite non vivono di titoli, ma di volti presenti, di mani operative e di cuori che scelgono di esserci davvero.
Forse è proprio questo che fa riflettere: la differenza tra chi guida con la presenza e chi guida solo sulla carta. Le comunità hanno bisogno di pastori vicini, non di nomi lontani; di esempi concreti, non di ruoli formali svuotati dalla distanza. Quando un Priore vive la confraternita ogni giorno, diventa guida; quando invece resta assente, altri inevitabilmente riempiono quel vuoto.
Per questo il mio plauso a Gregorio è anche un auspicio: che il suo stile – fatto di servizio autentico, discrezione e amore reale per la comunità – possa ricordare a tutti noi cosa significhi davvero essere responsabili di una tradizione e custodi di una fede condivisa.
Complimenti, Gregorio!
Continua così: con lo sguardo rivolto a Maria e i piedi ben saldi tra la tua gente.

Erminio Niceforo
