
Luana Franco: “Giovanni, la bandiera l’hai ammainata tu”
Caro Giovanni,
quando ho cominciato a scrivere questa riflessione eri un assessore in pectore. Mentre la finivo sei diventato vicesindaco.
La velocità della tua scalata è essa stessa la risposta a tutte le domande.
Il 13 marzo eri il direttore di Ciavula che firmava un editoriale sul pericolo scampato del commissariamento (grazie al voto del consigliere Lancia).
Il 14 davi praticamente dei clown a tutti i consiglieri comunali e definivi il consiglio comunale un circo.
Il 16 Lancia ti proponeva come assessore.
Il 19 negoziavi condizioni più o meno segrete con il sindaco.
Da ieri sei il vicesindaco di Caulonia.
Nove giorni.
Da giornalista a numero due del Comune.
Senza una scheda elettorale, senza un programma sottoposto ai cittadini, senza che nessuno ti abbia mai votato per quel ruolo.
A novembre mi hai scritto una lettera pubblica in cui la mia proposta di un’amministrazione civica fondata su competenza, trasparenza e merito era liquidata come qualunquista e pericolosa.
Equivaleva, scrivevi, al “governo dei tecnici, ossia l’annullamento della politica”. Preferivi “il cuore che batte e sanguina ad una gestione fredda e burocratica”. Le bandiere andavano sventolate, non ammainate. E mi paragonavi a Pierferdinando Casini.
Ecco, Giovanni. Parliamone.
Nel 2022 scrivevi che Caulonia si era “svegliata amministrata dai fan di Silvio Berlusconi”, evocavi i legami tra Forza Italia e Cosa Nostra, accusavi Cagliuso e Lancia di aver ingannato gli elettori presentandosi come civici per poi rivelarsi di destra. Scrivevi “io faccio politica ad ogni respiro” e definivi il loro operato “vomitevole”. Oggi sei il vicesindaco di quel Cagliuso, proposto da quel Lancia. Il vicesindaco tecnico di un’amministrazione politica che sinceramente fino a ieri pensavo non fosse la tua.
Alla fine, Giovanni, Casini eri tu. Alla fine la bandiera l’hai ammainata tu.
Ma soprattutto, vorrei ribadire qui che io proponevo di costruire un’alternativa a questa amministrazione, non di entrarci. Di unire le opposizioni e la società civile, di presentarsi ai cittadini con un progetto diverso e alternativo nel metodo. Di passare per il voto. Tu hai fatto l’esatto contrario, accomodandoti dentro ciò che c’è già, negoziando le condizioni per entrare in un progetto costruito da altri, accettando la proposta di un consigliere che ha barattato il proprio voto. E hai ottenuto la seconda carica del Comune.
Il vostro stesso comunicato, forse senza volerlo, ammette che mancano quattordici mesi alle elezioni. Non è una stagione nuova, Giovanni. È la gestione del tramonto. E tu hai scelto di gestire il tramonto di un’amministrazione che hai combattuto per anni, anziché prepararti a costruire l’alba di qualcosa di diverso.
A novembre mi dicevi che competenza e trasparenza non bastavano, che serviva la politica. Avevi ragione. Ma la politica non è sedersi nella Giunta grazie a scorciatoie più o meno trasparenti. La politica è avere il coraggio di proporre qualcosa di diverso e di sottoporlo (e di sottoporsi) al giudizio dei cittadini.
Mi chiedevi dove fossero le mie bandiere. Te lo dico io dove sono. In Consiglio comunale, a fare le domande a cui nessuno vuole rispondere. Sugli alberi tagliati senza perizie e senza motivo. Sull’asilo nido aperto senza sicurezza antincendio. Sui conti del Comune. Sul servizio idrico. Sulla frana di Maietta. Sul lungomare. Le mie bandiere non si sono mosse di un centimetro.
Le tue le hai piantate sulla scrivania del vicesindaco.
Con immutata stima e amicizia, auguri di Buon lavoro
Luana Franco – Capogruppo RinnoviAMO Caulonia
