Caulonia, Bruno Grenci: “Mi sto facendo l’idea che l’ingresso in giunta di Giovanni non sia negativo”

Caulonia, Bruno Grenci: “Mi sto facendo l’idea che l’ingresso in giunta di Giovanni non sia negativo”

di Bruno Grenci

Mamma li Comunisti.
Più di uno, e di una, mi hanno rimproverato, in modo più o meno velato, il mio mutismo sulla nomina del nuovo vicesindaco del Comune più Cenerentola-Zimbello della Locride, Giovanni Maiolo. E dato che il paese è piccolo e la gente mormora, si fanno pure congetture e dietrologie secondo cui io farei parte del gioco e altre fantasie simili. Puvret, dicono in Emiliano.
A differenza di tanti sparasentenze e pistoleri dal grilletto facile non ho sempre il colpo in canna. Ho bisogno di capire e vedere cosa succede. A volte la lentezza giova. E poi,
confesso, ho avuto una battuta di arresto. Il mio cuore politico si era fermato con la vittoria del NO, e hanno dovuto farmi una respirazione bocca a bocca, che delizia!
Mi sto facendo l’idea che l’ingresso di Giovanni in giunta non sia negativo. Ha sparigliato le carte, ha creato mal di pancia e ha creato subbuglio, e rispetto allo stagno in cui eravamo è già tanto.
Penso innanzitutto che il primo ad essersi cacciato nei guai sia proprio lui. Da qui a primavera 2027, se ci arriva, visti i tempi, dovrà camminare sulle lame taglienti, o sui carboni ardenti. La strategia maestra potrebbe essere interessante, ma ancora non la si intravede.
Io al posto suo non avrei accettato, e, conoscendolo, avrei indetto un referendum su Ciavula per chiedere il pensiero dei “follower”; come pure avrei indetto una pubblica assemblea per parlarne.
Capisco di meno invece l’articolo a firma Andrea Lancia che chiede un volemose bene generale e una confusione di ruoli tra maggioranza e PD, ma senza richiamare l’opposizione in consiglio comunale, e della serie “chi ha avuto ha avuto chi ha dato ha dato, scurdammace o’ passato.”
Tornando alla nomina del nuovo vicesindaco non mi scandalizza e non la trovo immorale. Per oltre 20 anni ci siamo pappati Ciampi, Amato, Dini, Monti, Letta, Renzi, Draghi, Gentiloni, personaggi dannosi, spesso lugubri, sconosciuti, antipopolari e mai eletti dal popolo.
La nomina di Maiolo è stata chiesta e sponsorizzata ad opera di colui che è stato vicesindaco e che parla a nome di Officina, organizzazione un tantino radicata, per quanto silente e ambigua, e più che a un’officina somiglia a un dormiente dopolavoro ferroviario della cisl.
Se la compagine Cagliuso (fin dal suo nascere) è sgangherata, senza vision, senza capo né coda si guardi allo specchio e faccia i conti con se stessa. Nelle liste si mettono quelli che portano i voti, a prescindere da quello che hanno fatto o saprebbero fare, e non da mo’.
Da qualche parte mi sembra pure di avere ascoltato, giustamente e dovutamente, qualche cenno di autocritica e mea culpa da parte di “Dipende”, chapeau.
Per questo ritengo la colpa non sia da attribuire solo al sindaco. Ritengo altresi che i mali non nascono oggi bensì abbiano origini, Dna e paternità ben precise. Senza andare troppo indietro basterebbe partire dalle ultime tre amministrazioni, compresa l’attuale: mediocri, ambigue, e nate in modi antidemocratici, in stanze chiuse, l’ultima notte utile degli intrighi e dei lunghi coltelli, prima della presentazione delle liste. In tutto questo se Maiolo accetta la sfida e cede alla lusinga dello scranno e dell’accesso alla stanza dei bottoni, è il meno grave. Anche perché agisce in chiave, sono certo, ribellista-chiavista con profumo di zapatismo, e questa potrebb’essere la leva di Archimede. Questo, ripeto, è biasimevole e immorale quanto si voglia, ma è l’epifenomeno non la vera causa della palude melmosa in cui ci hanno cacciati.
Chi è senza peccati scagli le sue pietre.
Buona Pasqua a tutti.

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