A Siderno la presentazione del romanzo “Dove canta il cuculo” di Gioacchino Criaco

A Siderno la presentazione del romanzo “Dove canta il cuculo” di Gioacchino Criaco

Il cuculo non prepara il proprio nido, ruba quello di altre madri inconsapevoli, uccidendone la prole. Dove canta, la vita si spegne. Anche Gino abita un nido non suo. Strappato ancora bambino alle montagne dell’entroterra calabrese, approda tra le nevi del Canada, nella casa senza figli dei Morano. Il profumo della salsa sul fuoco richiama la patria perduta, ma qui si parla una lingua diversa: un miscuglio di vocaboli antichi e parole deformate dalla lontananza. Gino cresce protetto dall’ombra di Frank Morano, uomo di fiducia delle famiglie della malavita calabrese trapiantata a Toronto. Diventa un tirapiedi dei Colosimo, i fratelli a capo dei traffici più redditizi del Nord America, e si fa esperto d’armi e di contrattazioni criminali. Ma l’equilibrio della cosca è fragile e viene infranto dall’eco lontana di un colpo di pistola. In un fumoso bar di Acapulco, un uomo del clan è caduto sul pavimento esanime, e il sangue chiama sangue. Dal cuore pulsante dei sotterranei di Toronto fino ai villaggi arroccati dell’Aspromonte, terra intrisa di riti e violenza, si innesca una reazione a catena che riapre un conto lasciato in sospeso per decenni.

Gioacchino Criaco, in “Dove canta il cuculo” (edito da PIEMME), torna a percorrere le tracce narrative di “Anime nere” e, con estremo talento, mescola gli stilemi del thriller e quelli della tragedia greca, parlando di radici e delitti, scavando nella profondità più nera delle passioni umane.Ci porta nell’Art déco di Acapulco, fra i corpi tiepidi del Path di Toronto, nelle strade anarchiche di una Milano notturna, nei sentieri più segreti di Mana Gi, la Grande Madre Aspromonte, nell’inferno perpetuo dentro il cuore degli orfani. Il mondo fotografato dagli occhi dei cattivi. Il capovolgimento delle prospettive. Un viaggio infernale delle “Anime nere” che si ripropone ogni volta, di decennio in decennio, in un ciclo delle ipocrisie che rischia di non interrompersi. “Chi sono i giusti?”, se lo chiedeva Luciano nel suo camminare veloce dalla Locride a Milano, se lo chiede Gino Morano nel suo “tir’a palla” da un continente all’altro.

Sabato 18 aprile 2026, ore 18.00, al Mondadori Bookstore di Siderno (Centro commerciale La Gru), la prima presentazione dell’atteso romanzo di Criaco che dialogherà con la giornalista Maria Teresa D’Agostino; letture a cura della scrittrice Rossella Scherl.

Gioacchino Criaco, nato ad Africo, ha esordito con Anime nere (Rubbettino), da cui è stato tratto l’omonimo film diretto da Francesco Munzi, vincitore di nove David di Donatello e del Premio Sergio Amidei. In seguito ha pubblicato, sempre per Rubbettino, i romanzi Zefira, American Taste e, per Feltrinelli, Il saltozoppo, La maligredi e Il custode delle parole, e L’ultimo drago d’Aspromonte per Rizzoli Lizard.

Mariateresa D’Agostino

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