Asilo Vasì: l’amministrazione di Caulonia risponde alle menzogne dell’ex sindaco Belcastro

Asilo Vasì: l’amministrazione di Caulonia risponde alle menzogne dell’ex sindaco Belcastro

L’amministrazione comunale di Caulonia non può e non vuole tacere di fronte a quanto dichiarato pubblicamente da Caterina Belcastro, ex sindaco di Caulonia e attuale segretaria del Circolo del Partito Democratico. Quello che è stato diffuso è un testo che non corrisponde alla realtà dei fatti, costruito con l’unico scopo di sviare l’attenzione dalla propria responsabilità politica e amministrativa. Una responsabilità che le carte processuali e gli atti del Comune certificano in modo inequivocabile.

Belcastro mente. Lo diciamo chiaramente, senza giri di parole, perché i documenti parlano e non lasciano spazio ad alcuna interpretazione alternativa.

La vicenda dell’asilo di Vasì affonda le sue radici in un errore amministrativo degli anni ’80, quando sul terreno di un privato cittadino venne edificato un plesso scolastico senza che venisse mai perfezionato l’esproprio né corrisposto il pagamento al proprietario. Questa omissione gravissima si è trascinata per decenni, ma è durante l’amministrazione Belcastro-Franco che la situazione è degenerata in modo irreversibile e che è maturata la responsabilità politica diretta che oggi qualcuno vorrebbe negare.

I fatti, inoppugnabili, sono questi: nel marzo 2022, durante l’amministrazione Belcastro — nella quale l’attuale capogruppo di minoranza Luana Franco sedeva come consigliera di maggioranza — l’avvocato del proprietario del terreno scrisse formalmente al Sindaco Belcastro proponendo una soluzione stragiudiziale e chiedendo risposta entro dieci giorni. Quella lettera rimase senza risposta. Non esiste agli atti del Comune alcun documento che dimostri il benché minimo tentativo di gestire la questione. Nulla. Il silenzio dell’amministrazione Belcastro-Franco fu totale e deliberato. Gli avvocati del comune mai informati della possibilità di risolvere la questione senza aggravi per l’ente.

Non contenta di ignorare la proposta di accordo bonario, fu proprio l’amministrazione guidata da Caterina Belcastro, il 30 dicembre 2021, ad inviare al proprietario del terreno — di cui il Comune si era appropriato senza pagarlo — gli avvisi di accertamento IMU. In pratica: il Comune occupa abusivamente un terreno privato, ci costruisce sopra una scuola, e poi chiede al legittimo proprietario di pagare le tasse su quell’immobile. Un atto di una gravità e di una goffaggine amministrativa senza precedenti, che ha riacceso la miccia di una vertenza poi sfociata in un contenzioso giudiziario dal quale il Comune non poteva che uscire sconfitto.

Questo è ciò che emerge dagli atti. Non è un’opinione politica. Sono fatti certificati dai documenti che questa amministrazione ha ricostruito e illustrato con trasparenza al Consiglio Comunale nella seduta del 17 aprile 2026, attraverso la relazione del Vicesindaco Giovanni Maiolo.

Va sottolineato, perché è indicativo dello spirito con cui questa amministrazione ha affrontato la vicenda, che il Vicesindaco Maiolo ha scelto deliberatamente di non trasformare la relazione in una requisitoria politica contro i predecessori. Ha scelto i toni del rispetto istituzionale, ha mantenuto un registro sobrio e ha invitato tutta l’aula — maggioranza e minoranza — a lavorare insieme per trovare soluzioni. Ha persino esplicitamente chiesto che nei confronti dei responsabili, pur avendo sbagliato, non vi fossero atteggiamenti da crocifissione. Questa è la misura della serietà con cui questa amministrazione gestisce le questioni pubbliche.

In risposta a questo approccio aperto e costruttivo, la minoranza guidata da Luana Franco ha scelto di rigettare qualsiasi apertura al dialogo e si è trincerata in una narrazione falsa e strumentale. Il gruppo “Rinnoviamo Caulonia” ha accusato l’attuale maggioranza di “superficialità e incompetenza”, attribuendo a questa amministrazione responsabilità che non esistono e che appartengono, sancite nero su bianco dagli atti giudiziari, esattamente a chi quelle accuse muove.

Ora Caterina Belcastro ha il coraggio di invocare trasparenza e responsabilità, attaccando il Vicesindaco Maiolo e accusando l’amministrazione di fornire rappresentazioni distorte. Ma chi distorce la realtà è lei. La sentenza del TAR ricostruisce una storia di inerzia e di omissioni che risalgono precisamente al periodo della sua sindacatura. I tre ordini istruttori del Tribunale rimasti inevasi non riguardano questa amministrazione: riguardano documenti che non esistono perché non sono mai stati prodotti quando avrebbero dovuto esserlo.

Belcastro sa tutto questo. Non è in buona fede quando scrive di “inaccettabili tentativi di scaricare responsabilità su altri”. È lei che sta scaricando. È lei che ha avuto in mano la possibilità di risolvere la questione senza un euro di spese legali e ha scelto di non farlo. È lei e chi amministrava con lei, inclusa Luana Franco, a dover rispondere ai cittadini di Caulonia di questa vicenda.

Non è accettabile che chi ha prodotto questo danno alla comunità si erga oggi a paladino della trasparenza. Non è accettabile che si attacchi un’amministrazione che, al contrario, ha avuto il coraggio di ricostruire pubblicamente e onestamente una vicenda.

Questa amministrazione continuerà a operare con trasparenza, a informare i cittadini e a cercare le soluzioni migliori nell’interesse della comunità. Continuerà a tendere la mano anche a chi quella mano la rifiuta, perché è nell’interesse di Caulonia andare avanti, non restare prigionieri di chi preferisce la polemica alla responsabilità.

Ai cittadini di Caulonia chiediamo di leggere gli atti, di ascoltare la relazione del Vicesindaco Maiolo in Consiglio Comunale, di farsi un’opinione basata sui fatti e non sulle dichiarazioni di chi, avendo le responsabilità che ha, non può permettersi di dire la verità.

22 aprile 2026

L’amministrazione comunale

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