Falco impallinato durante la migrazione: torna l’incubo del bracconaggio

Falco impallinato durante la migrazione: torna l’incubo del bracconaggio

Venerdì 24 aprile i volontari del Gruppo Adorno, su segnalazione dell’associazione
Anpana Gepa, hanno recuperato nella zona di Ortì un esemplare di Falco
Pecchiaiolo. Il falco, un maschio adulto in migrazione primaverile, era stato
gravemente ferito e poi soccorso da un cittadino che ha inutilmente sollecitato
l’intervento delle Forze dell’Ordine. I volontari hanno provveduto ad inoltrarlo,
come prevede la legge, al Centro di Recupero Fauna Selvatica più vicino, quello di
Messina.

Qui, oltre alle indispensabili cure, è stato sottoposto a indagine
radiografica che ha evidenziato la presenza nel corpo di diversi pallini da caccia, uno
dei quali aveva purtroppo fratturato l’articolazione di una zampa. Si spera possa
essere reimmesso in natura. Sabato a Gallico Marina gli stessi volontari hanno
recuperato un esemplare di Colombaccio con un’ala fratturata. Anche in questo caso
il cittadino che lo ha premurosamente soccorso ha tentato inutilmente di ottenere
un aiuto dalle istituzioni competenti.

Il Gruppo Adorno, nel ricordare che la legge regionale calabrese n° 9/96, articolo 3,
demanda alle istituzioni il soccorso degli animali in difficoltà, ringrazia il CRAS di
Messina per il pronto e prezioso aiuto prestato.
Nella giornata di ieri, 26 aprile, i volontari del Gruppo Adorno hanno registrato
diversi spari nelle zone interessate dalla migrazione. Ciò conferma che il
bracconaggio ai rapaci continua a produrre gravi danni (nonostante qualcuno si
ostini a negarlo) colpendo specie preziose per l’equilibrio naturale in nome di
anacronistiche tradizioni dettate da profonda ignoranza.

Gruppo Adorno

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