Davide Niutta: “Il parco giochi di Caulonia è lo specchio del nostro senso civico”

Davide Niutta: “Il parco giochi di Caulonia è lo specchio del nostro senso civico”

 Di Davide Niutta

Ci sono luoghi che, più di altri, riescono a diventare punti di convergenza silenziosi, quasi naturali. A Caulonia Marina, il parco giochi era ‘ e in qualche modo resta ‘ uno di questi: uno spazio che, quando si presentava in condizioni dignitose, riusciva ad attrarre bambini e famiglie non solo del paese, ma anche delle frazioni e dei centri limitrofi, diventando un piccolo baricentro di vita condivisa in un territorio ampio e frammentato.

Quando, meno di un anno fa, si è intervenuti per riqualificarlo completamente, l’idea era proprio quella: restituire al territorio un luogo capace di accogliere, di unire, di offrire un riferimento semplice ma essenziale. Tuttavia, già poche settimane dopo la riconsegna, i primi episodi di vandalismo avevano iniziato a incrinare quell’equilibrio appena ritrovato.

In quel momento, senza particolare rumore, io e i miei collaboratori abbiamo scelto di intervenire nuovamente, ripristinando gratuitamente i danni arrecati, con la convinzione che certi spazi meritino di essere difesi anche oltre il dovere, quasi per una forma di rispetto verso la comunità stessa. Oggi, a distanza di tempo, la situazione appare però ancora più complessa: ciò che era stato rimesso a nuovo sembra essersi consumato con una rapidità disarmante, fino a restituire l’immagine di un luogo che rischia di essere persino più fragile di prima.

Sia chiaro: non è mia intenzione attribuire responsabilità a chi è chiamato alla sorveglianza o alla manutenzione. Caulonia è un territorio vasto, fragile, ed articolato, e le risorse come spesso accade  non sono mai infinite. Piuttosto, la mia riflessione si sposta su un piano diverso, forse più profondo e meno immediato: quello del senso civico.

Perché tra il costruire e il custodire esiste uno spazio sottile che non può essere colmato solo dagli interventi, ma richiede una partecipazione diffusa, quotidiana, quasi invisibile. È lì che si gioca la vera partita: nel riconoscere ciò che è di tutti come qualcosa che, proprio per questo, merita ancora più rispetto.

E allora quel parco, che dovrebbe essere sinonimo di gioco e spensieratezza, diventa quasi uno specchio: non tanto di ciò che manca, ma di ciò che, come comunità, scegliamo ‘ogni giorno’ di preservare oppure di lasciare andare.

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