Bruno Grenci: “Il paesello di Scandalonia e dei pregiati sartori cauloniensis”

Bruno Grenci: “Il paesello di Scandalonia e dei pregiati sartori cauloniensis”

Mi tocca tornare ancora sulla nomina del vicesindaco Giovanni Maiolo.

  1. Premessa della Premessa: la campagna elettorale del 2027 è già cominciata a tambur battente e la tensione già la si taglia a fette.
  2. Premessa: Siamo il paese di sarti e stilisti a cui la buonanima di Armani o la casa delle sorelle Fontana gli fanno un baffo. Ci potremmo definire gli “Antichi Sartori Cauloniensis”. E direi che probabilmente non è un vizietto di solo questi tempi.

Queste nostrane sartorie operano un pò come nelle gag di Gino Bramieri, se tu provi a spiegare e ragionare, e dire che il vestito che ti hanno cucito addosso non fa per te, che non ti ritrovi o non è tuo, loro ti interrompono, non ti fanno continuare e ti dicono la sentenza definitiva e inappellabile; e ti appiccicano addosso il vestito che loro vogliono. Per esempio: “hai parlato con quello, allora stai tramando e hai una strategia”; oppure “ti ho visto prendere il caffè con tizia, allora avete già il patto pronto”. Ecc. ecc. E non è detto, paradossalmente, che a volte l’abito non aderisca bene al portamento.
Ora vengo al quibus. Vorrei manifestare il mio scandalo e rincrescimento per tutti quelli che mi additano il loro scandalo e mi biasimano, per non dir di peggio, per il fatto di non aver io condannato o attaccato la nomina di Maiolo.

Ho raggiunto la pace dei sensi, non nutro ambizioni o velleità. L’ebrezza del potere non l’ho mai provata e non mi manca. Non soffro quindi crisi di astinenza come ve ne è in giro che tradisce la fregola. Anzi, al pensiero delle tensioni e impegni che un vero, pieno, coinvolgimento responsabile in politica mi comporterebbe, mi viene da star male e mi verrebbe da starci alla larga per sempre. Quindi parlo con animo libero e con senso di liberazione interiore.

Facendo le dovute distinzioni ed essendo cosciente del paragone azzardato, mi sento un pò come quei poveretti che scappano dalla guerra o dalla fame, che attraversano il deserto, poi stanno nelle carceri libiche e poi attraversano il mediterraneo su di una barchetta. Quando arrivano qui non hanno più paura di niente e gli va bene tutto, o quasi.
Ho vissuto esperienze, purtroppo e mio malgrado, tali da praticare e concepire la politica come contestazione contro le ingiustizie e come passione civile; ma anche come sollievo terapeutico-culturale; sicuramente non come bramosia di status symbol, di carriera o di “sistemazione” personale.
Ma poi c’è il fatto che io urlo, sono impulsivo, non mi funzionano i freni. Anche se, comunque, vorrei consolare quelli che si spaventano per le mie urla: perché ho visto in un passato più o meno recente, consigli comunali infuocati rispetto a cui le mie urla sono gentilezze. E inoltre ho pure scoperto che le mie urla le sentono e le fanno proprie le persone che sono stanche e esauste di tutto l’andazzo politico che si è creato. Tuttavia io non insulto, e nemmeno uso termini offensivi. È vero che mi è scappata recentemente una parola pesante e non opportuna verso gli addetti, ignari della colpa politica, mandati a tagliare gli alberi: me ne scuso pubblicamente e l’ho fatto pure verso di loro personalmente. Me ne sono dispiaciuto e pentito di averla detta. Punto e accapo.

Però, ancora tornando alle mie urla, faccio appello alle moraliste e ai moralisti d’accatto e della facile “postfacebokkeria”: andatevi a sentire una giornata di seduta del parlamento della nostra repubblica democratica e poi vediamoci nuovamente in consiglio comunale. Quelle sedute le trovate facilmente in diretta o in archivio su radio radicale.

Riprendo l’argomento all’ordine del giorno, ovvero la nomina del vicesindaco Giovanni Maiolo, con cui, non lo nascondo, ho avuto dissidi riguardanti la gestione dell’accoglienza a Caulonia nel 2008. In parte, allora, l’errore fu mio, perché presi l’iniziativa di contestare duramente il sindaco del tempo, facendo tutto di testa mia e senza coinvolgere o condividere l’azione con lui e con gli altri. Tuttavia da allora sono passati sedici anni. E credo siano sufficienti per smaltire un dissidio. Politicamente, con Giovanni Maiolo, non abbiamo avuto mai condivisioni o dissidi. Mi basta sapere che il neovicesindaco opera nel settore dell’accoglienza, in comuni ed esperienze-modello; che promuove azioni di beneficenza e aiuto verso i poveri; che appena nominato vicesindaco ha pensato che forse potevo dire qualcosa di sinistra e mi ha invitato, cosa che in quasi cinquant’anni nessuno lo aveva mai fatto; e inoltre gli riconosco che contribuisce, con Ciavula, a offrire un servizio vitale e ormai utile a tutti. Tranne le ultime settimane in cui Ciavula propende di più a farsi portavoce di un’amministrazione a dir poco confusionaria.

Se poi qualcuno vorrebbe vedere sempre il sangue e le inimicizie, per di più standosene nell’ombra, non mettendoci mai la faccia e godendo del tanto peggio tanto meglio, come se si trattasse di assistere a una sceneggiatura teatrale, allora costoro interroghino le proprie coscienze e si guardino al proprio interno. Nel paesello dei Sartori di Scandalonia ho visto, negli anni, amicizie o inimicizie politiche che fiorivano e sfiorivano; alleanze, separazioni e nuovamente alleanze, repentine e senza alcun pudore o senza fare nemmeno passare un poco di tempo o scusarsi con il popolo; tutto per il Potere e la cadrega.

Io sono disponibile ad accettare lezioni: di coerenza; di bon ton; di moralità; di politica. Ma da quelli che hanno le carte in regola e che lo fanno lealmente e in buona fede. Chi ha i suoi peccati, e anche capitali, chi ha gravi responsabilità sui mali di questo martoriato Paese, chi ha malafede, prima di dare lezioni, vada dal confessore o si faccia i suoi esamini di coscienza. Ho affermato che la nomina del vicesindaco non mi scandalizza perché avendo io subito ogni tipo di angheria e emarginazione politica, per me possono pure portare Emiliano Zapata e Che Guevara in divisa militare, o Ugo Chavez in persona, non me ne può fregare più di tanto.

Nella mia famiglia un mio zio e un mio cugino sono stati consiglieri comunali; e altri due miei cugini nelle liste dell’allora Partito Comunista.  Di me invece, la mia sinistra non si era accorta dell’esistenza in vita.

Nel 2005 mi ero avvicinato, avevo sostenuto e lavorato per la lista civica, che poi fu vincente, ma per me non c’era spazio.

Nel 2007 feci i manifesti con la mia firma sui muri, in favore del sindaco che poi venne eletto, ma spazio per me non ve ne fu. Anzi meglio non parlarne.

Nel 2012 partecipai alla nascita e all’iter completo della lista civica, che poi ha perso, e io venni scartato.

Nel 2017 fui cacciato in malo modo, dopo esserci entrato, dalla lista che poi vinse le elezioni, dietro pressioni oscure “dall’alto”, indicibili e inenarrabili; con l’aggiunta che colui che avrebbe dovuto e potuto difendermi mi ha pure sbeffeggiato e deriso.

Nel 2022 dopo che ero stato avvicinato, invitato e lusingato sia dagli amici di Dipende che dalla lista che poi divenne dell’opposizione, venni scaricato da entrambi come si buttano i sacchetti dei rifiuti ai lati delle strade.

Ma voi pensate che dopo tutta questa bella e illuminante scalata, e dopo tutte le medaglie che mi appuntarono al petto questi miei sponsor e amabili Po.V.E.P., “Politically Very Exposed Person”, dovrei scandalizzarmi o attaccare per la nomina di un vicesindaco di sinistra in un monocolore di Forza Italia? Mentre da Roccella a Monasterace ad Arcore-Biscione qualche sprovveduto pensa a come sganciare il “Berlusconismo buono” (che è un ossimoro) dal melonismo per agganciarlo al Partito Democratico? E mentre fino all’altro ieri il PD e i 5 Stelle governavano a livello nazionale con Lega e Forza Italia; e addirittura con a capo un massone grigio e inquietante come Mario Draghi? Scusate, benpensanti scandalizzati, moralisti dei miei stivali, ma cosa leggete, Topolino? Pensate con la testa ogni tanto, o parlate per banali convenzioni sociali, con la prima fumata di nebbia che vi appare sugli occhi?

Ma la cosa ancora più intricata della vicenda, è che guardate tutti al vicesindaco che ha accettato la carica, mentre non avete considerato abbastanza il peso e la determinazione che a Caulonia ha il PdLC, ovvero il Partito dei Lancia Cauloniesi, che questa scelta hanno voluto e imposto.

Quel PdLC erede legittimo, a suo dire e per auto intestazione, del patrimonio dell’Officina, che con tutti i suoi mutismi e andirivieni, era comunque, inizialmente, più radicata, popolare e partecipata di altri partiti o sedicenti movimenti che somigliano più a clan che a organizzazioni politiche.

Ma orsù, di cosa vi volete scandalizzare, della pagliuzza negli occhi per la nomina del nuovo vicesindaco? Ormai lui e la vecchia Ciurma amministrativa sono perdenti di fronte alle Grandi Manovre e ai Nuovi Giochi direi fatti e pronti; il Nuovo avanza e il Paesello sarà salvato dal nuovo Rassemblement: la potente Macchina da Guerra si sta delineando e prendendo il largo in vista del 2027. Avanti tutta! Il controllo del voto e del territorio sono assicurati.

Tuttavia, è bene che si sappia, che anche le sacche di “fuori controllo” e i numeri dell’incazzatura popolare, dell’esasperazione e della stanchezza delle persone, sono sufficienti e abbastanza consistenti e tali da poter sostenere l’ALTERNATIVA, e così ci potremo misurare.    

Ma ancora vorrei invitare gli scandalizzati a riflettere sul fatto che in cinquant’anni nessuno ha mosso un dito per il passaggio indecente tra zona alta e zona sotto ferrovia. Così ci ritroviamo oggi con un sottopasso sporco, buio, odorante di fogna, senza marciapiedi, dove una donna con il passeggino, un anziano o un pedone devono sentirsi umiliati e in pericolo solo per passarci in mezzo al traffico delle macchine e dei motorini.  E cosa vogliamo dire di Maietta che cade, e dove in otto anni non si sono spesi ancora due milioni di euro? E della 106, che a detta di Anas “il sindaco pro tempore”, 2022, dette il si alla devastazione di Ente Sila e di Aguglia? E del lungomare su cui in venti anni si sono spesi una ventina di milioni di euro o più, e siamo sempre al punto di partenza se non più indietro? E di una vasca di due milioni di euro per raccogliere le acque della pioggia quando accanto vi è una fiumara capiente e accogliente; vasca che non risolve il vero allagamento della marina? E della demolizione delle scuole di cui si potevano salvare i locali per altri usi? E degli ottanta ettari di bosco scroccati al patrimonio comunale come se nulla fosse? Vi basta tutto questo per scandalizzarvi? Vogliamo parlare di centinaia di migliaia di euro spesi nell’ultimo decennio per un’isola ecologica che non c’è e nel frattempo le fiumare sono discariche a cielo aperto? E di due dissesti nel giro di trent’anni, costati a tutti noi lacrime e sangue, che detti con termini meno sofisticati vuol dire mandare in fallimento le casse comunali? E di un milione di euro spesi per portare in paese l’acqua buona delle nostre sorgenti montane, che invece non abbiamo per errori e incapacità?  Ma nel frattempo abbiamo il miglior Carnival e balliamo la tarantella per le strade! Alè!  E della strage degli alberi volete che ne parliamo? Ma il diavolo in questo paese adesso è la nomina di un vicesindaco “voltagabbana”?  Ma mi facci il piacere, diceva Totò.

Io ero, e rimango, per l’Alternativa. Quindi si sappia che non ho strategie o patti di alcun tipo con Giovanni Maiolo o chicchessia. Io sarò dove NON ci saranno coloro che hanno demolito le scuole; assassinato gli alberi; buttato due milioni di euro sotto il muro del lungomare; dichiarato per due volte il fallimento del Comune; approvato i capricci di Anas, e via dicendo…

Come mai la magica parolina, ALTERNATIVA, non la sento più pronunciare da parte di chi se ne era fatta paladina né da altri? Allora, chi vuole essere e lavorare per l’Alternativa mi vedrà suo ascoltatore e di questa possiamo parlarne. Il resto è la continuazione del gioco delle tre carte che i protagonisti delle ultime tre sindacature, inclusa l’attuale, ci stanno rifilando dal 2007: Prima tutti assieme nelle varie giunte susseguitesi. Poi sindaci e assessori l’uno dell’altro, o dell’altra. Poi divisi e nemici. Poi di nuovo amici e poi di nuovo nemici. E sono sempre loro: carta che vince carta che perde, fate il vostro gioco, Sjori e Sjore! Se qualcuno ha voglia di scandalizzarsi si scandalizzi di questo che ho elencato. Non faccia come quello a cui indicano la luna e lui guarda il dito.

E dato che ci sono e l’ho fatta lunga la allungo ancora di più. Così propongo e abbozzo pure alcuni punti di programma che ho in testa. Solo alcuni.

Penso che dovrebbero venire prima i programmi e poi vedere su quali gambe e spalle di persone CREDIBILI i programmi dovrebbero camminare. 

1. Questione nuova strada106: chi è disponibile a impegnarsi, in caso di vittoria, che se il nuovo tracciato che Anas proporrà non sarà concordato con noi, il nuovo sindaco indosserà la fascia tricolore e insieme a tutto il popolo si metterà davanti le ruspe?

2. Sarebbe ora di recuperare e restaurare la torre Camillari prima che sia troppo tardi e che se ne cada a pezzi?

3. Si può trovare il modo, nel rispetto e compatibilmente con le prerogative della proprietà privata, di riaprire al pubblico anche in occasioni particolari, lo spazio del Castello e di porta Pusterla?

4.  E Porsi l’obiettivo di piantumare centomila alberi su tutto il territorio comunale nei cinque anni di amministrazione? Cominciando a censire e a monitorare e controllare i boschi e le proprietà comunali?

5. E poi, Chiedere a chi di dovere un potenziamento dei carabinieri forestali?

E ancora,

6. Studiare le fattibilità per la realizzazione, nelle nostre fiumare, di piccoli o medi invasi a basso impatto ambientale, e che siano pure attrattive turistiche, che producano energia elettrica rinnovabile per abbassare drasticamente la voragine di soldi che provoca la bolletta della luce alle casse comunali?

7. Avviare tra i cittadini un programma di educazione civica mirato, capillare, certosino, che riguardi il rispetto dei beni comuni, il pagamento delle tasse e tributi, il rispetto per il decoro urbano.

8. Ricostruire con ogni mezzo necessario, a tutti i costi, la NOSTRA spiaggia che avevamo fino agli anni settanta e oggi è svanita nel nulla, o meglio scivolata verso sud.

9.  Incentivare/intercettare l’insediamento di famiglie nel territorio comunale, possibilmente nelle aree interne.  Mediante la messa a disposizione di mezzi, risorse, beni comunali dismessi; stipulando convenzioni con ONG, organizzazioni umanitarie ecc. 

10. Interpellare Rete Ferroviaria Italiana e esigere che venga realizzato un attraversamento a raso con passaggio a livello tra la statale 106, zona a nord della rotatoria, davanti a via Paolo Orsi, e la zona ex agrumaria per il lato mare. Progettazione e realizzazione che per impatto, costi e tempi burocratici, sarà molto minore rispetto a un cavalcavia o a un sottopasso che richiederanno tanti anni e montagne di soldi.

11. Considerata la vastità e complessità del territorio del nostro comune, si può investire la deputazione calabrese di tutti i partiti in parlamento, per un provvedimento speciale per Caulonia che consenta di assumere tecnici, agronomi, geologi, specialisti dell’ecologia e delle energie alternative, per meglio gestire il vasto territorio, marino, collinare e montano? 

12. Ma  il punto che ritengo Più IMPORTANTE DI TUTTI è: Acquistare presso le migliori università del mondo una squadra di psicologi, sociologi, antropologi, forse psichiatri; naturopati; che stiano a tempo pieno al nostro fianco; ci studino ci monitorino in continuazione e ci somministrino, anche se serve con TSO, le dosi di terapie, anche d’urto, individuali e di gruppo per superare i nostri drammi e complessi psicologici. L’errore, da cinquant’anni a questa parte è stato di esaltare ed affidarci agli ingegneri; avvocati; commercialisti; medici allopatici; roba di cui penso in buona parte potevamo fare benissimo a meno. 

Si parla tanto di separare le carriere dei magistrati, anche se il referendum l’hanno ormai perso. Io proporrei la separazione delle carriere tra tecnici, (ingegneri, architetti, geometri) e politici-amministratori. E le carriere tra medici e politici-amministratori. O fai l’uno o fai l’altro. Ma tutte e due contemporaneamente NO.

Ho parlato molto. Lo so. Riproporrò nei prossimi giorni, stralci a piccole dosi di tutto il mio argomentare.

Viva il primo maggio.

Bruno Grenci

 
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